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Archivi giornalieri: 25 febbraio 2018

Cosa significa “pittori bamboccianti” e chi era il Bamboccio. Il video delle opere

Durante il suo soggiorno a Roma, Van Laer è diventato anche una delle guide di Schildersbent o "banda di gilda" fondata nel 1623 dagli artisti olandesi, con sede nella città italiana, per proteggere i loro interessi. Intorno 1637 l'artista ha lasciato Roma per tornare nel Paese di origine, ma si ritiene che abbia compiuto un secondo viaggio nella città dei Papi, nel 1642, poco prima della morte. Soltanto una trentina di opere possono essere attribuite in modo sicuro a Pieter van Laer. Tra le caratteristiche della sua arte deve essere menzionata la pennellata a impasto materico, il naturalismo vivace e il gusto per il chiaroscuro drammatico. L'importanza del lavoro di Van Laeer dei bamboccianti era enorme. I suoi dipinti godevano di grande favore non solo sul mercato ordinario dell'arte, dove raggiungevano prezzi considerevoli, ma anche tra la nobiltà e l'alto clero. a bamboccio 2

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Hokusai, il sogno erotico della moglie del marinaio (1820). Il dialogo proibito. Eccolo

Una giovane donna, avvenente. Un polpo gigantesco che la avvinghia con i tentaoli e che, con la bocca, le succhia avidamente il pube, mentre si guarda attorno con occhi assatanati. Un polipo più piccolo, all'altezza della bocca della giovane signora, la bacia ardentemente. E' un menage a trois, quello descritto dal grande pittore giapponese in questo Shunga intitolato Sogno della moglie del marinaio e dipinto su una tavoletta nel 1820. Attorno alle figure, come in un fumetto, corrono i dialoghi.

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Disegni e dipinti del cantautore Cat Stevens

Quadri, caricature, abbozzi, fumetti hanno fatto per decenni da complemento alle sue canzoni, continuando ininterrottamente ad essere parte integrante della sua esistenza anche attraverso le sue numerose crisi spirituali, la più importante delle quali, alla fine degli anni Settanta, lo portò a convertirsi all’Islamismo e ad abbandonare le scene, dopo una decade di grandi successi.

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L’enigma del cielo fiorentino in San Lorenzo

Gli astronomi hanno stabilito che quella sfera celeste dipinta da Pesello raffigura la volta celeste sopra Firenze come si presentava il 4 luglio 1442. Stile ha incrociato gli indizi chiedendo l’analisi storica dell’oroscopo realizzato nella volta. Emergono inequivocabili segni di nascita. Tutto fa pensare che le strade portino a Renato d’Angiò, a un’alleanza e a un battesimo

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