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Archivi giornalieri: 1 marzo 2018

Il grande Poussin incise data e firma nella stanza di Raffaello. Un vandalo?

Il “vandalo” Poussin lasciò la sua firma sulla Cacciata di Eliodoro di Raffaello Sanzio. Gli studi legati ai graffiti rupestri e ai santuari dimostrano che l'atto dell'incisione è un segno di fusione tra l'individuo e la divinità. un traccia che rende immortale il ricordo della permanenza individuale in aree altamente sacralizzate. Le indagini compiute in luoghi di culto antichi testimoniano la quantità di incisioni praticate da fedeli nei santuari in cui la vicinanza con l'Eterno fosse percepita con maggior intensità

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Body painting. Hannah Ferguson, il body è solo un tromp-l’oeil perfetto. Guarda il video nell’articolo

La pittura decorativa sul corpo - body painting - diviene spesso tromp-l'oeil per truccatori che divengono sempre più veri artisti. E' il caso dell'intervento su Hannah Ferguson (1992), modella americana nel campo della moda. Dopo essere intervenuti sulla trama del body, ma a corpo nudo, i decoratori hanno proceduto alla ricostruzione dell'abito succinto. Tra le più belle donne del mondo, Hannah si è prestata a diversi servizi fotografi dopo azioni di body painting, che hanno eliminato ogni imbarazzo davanti alla fotocamera. La storia di Hannah? I suoi genitori si sono incontrati durante il servizio nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Dopo il diploma di scuola superiore, ha vinto il Search Kim Dawson e si è trasferita a Dallas per iniziare la sua carriera. Quindi, dopo sei mesi, a New York

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In 20 secondi ascoltate la scultura che suona di Kenjiro Matsuo

Ci sono musicisti e studiosi di musica che dimostrano, con la realizzazione di macchine particolari, che esistono davvero tanti punti di congiunzione tra il suono e la scultura. E' il caso del giapponese Kenjiro Matsuo, che fa suonare ogni cosa, traendone spesso melodie. Con questa splendida scultura - uno xilofofono spiraliforme - egli, facendo rotolare un sasso, ricava il motivo di un ben noto brano classico

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Arman Zhenikeyev, quando la luce modella il corpo

Arman Zhenikeyev è uno dei più influenti fotografi di Almaty, ex capitale del Kazakistan. L'artista ha idee chiare, ma allo stesso tempo lascia una porta aperta a ogni possibilità di crescere come cacciatore di immagini e non smette mai di creare progetti, specialmente grazie ai suoi viaggi. Si ispira a film, musica e alle interazioni umane. Colleziona vari successi, tra i più importanti c'è International Photo Awards 2013, arrivando primo nella categoria Beauty & Fine Art . Nei suoi ritratti le protagoniste sono le donne. Arman vuole mostrare la loro delicata bellezza, attraverso luci e contrasti, basando il contenuto sulla sensualità e l'anima. Stile arte vuole mostrare la sua attenzione sul nudo artistico. Attraverso la macchina fotografica vuole ricreare il sentimento di un film visto, di una melodia udita o di un profumo sentito.

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Il labirinto nell’arte – Il significato nei quadri e sugli abiti del Cinquecento

Il ’500 cantò il perdersi nell’intrico vegetale - Bartolomeo Veneto dedicò un singolarissimo ritratto a un uomo con un labirinto sul petto, una corona di spine e la raffigurazione di un naufragio. Simbolo della complessità dei percorsi di conoscenza, la rappresentazione in pittura assunse presto le caratteristiche di un gioco erotico attraverso il quale incontrarsi segretamente, come dimostra l’opera della scuola del Tintoretto. In ogni caso, l’immagine del labirinto evoca l’idea di ostacolo, sia di ordine materiale che spirituale. Il cammino si fa ora erto ora precipitoso; ci si trova di fronte a porte chiuse o vicoli ciechi; si rimane intrappolati nei suoi giri tortuosi e nei suoi meandri: beato chi, come Teseo, riuscirà a guadagnare l’uscita del proprio labirinto personale. [caption id="attachment_36254" align="aligncenter" width="631"]Bartolomeo Veneto, Ritratto di gentiluomo col labirinto, 1510 circa Bartolomeo Veneto, Ritratto di gentiluomo col labirinto, 1510 circa[/caption]

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Giacomo Favretto – Luce, colore e sensualità in laguna. I video, le quotazioni

Giacomo Favretto (Venezia,1849 -- Venezia,1887), studia all'Accademia di Venezia avendo come maestri Molmenti e Grigoletti, la sua pittura pastosa e spezzata, con una forte resa luministica ottiene un rilevante successo alle esposizioni alle quali partecipa, tra cui quella universale di Parigi del 1879,i suoi dipinti hanno spesso come soggetti scene di vita veneziane del settecento e contemporanee.

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Fantastico, incredibile, meraviglioso! Inganni visivi e fantasmi d’arte tra Quattrocento e Novecento

Le manipolazioni prospettiche e gli oggetti mirabili non erano soltanto frutto di un gioco che aveva come fine la meraviglia. Il mutamento del punto di vista assecondava lo sviluppo di un pensiero non lineare, specchio della complessità del mondo da esplorare. Gabriele Mazzotta è il maggiore collezionista delle visioni del fantastico e del meraviglioso. Stile esamina con lui una straordinaria raccolta che parte dalle anamorfosi per arrivare al resto di un “unicorno”

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