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Archivi giornalieri: 3 marzo 2018

Rubino o smeraldo? Come gli anelli svelano lo stato civile degli avi del Cinquecento

Esiste un linguaggio degli anelli che consenta di stabilire lo stato civile degli effigiati, nell’ambito della pittura italiana tra Quattrocento e Cinquecento? Il particolare, che sembrerebbe trascurabilmente accessorio, può in realtà rivelarsi molto utile nell’ambito dell’individuazione dei personaggi ritratti sia per stabilirne o confermarne l’identità - nel confronto con i documenti d’archivio - che per giungere ad una datazione del quadro non soltanto in base agli elementi stilistici ma nel rafforzamento delle evidenze storico-iconologiche che emergono dal dipinto stesso.

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Vermeer – Psicologia, perché siamo attratti dalla Ragazza con l’orecchino di perla?

La potenza sviluppata da quell’icona si basa sul comportamento della giovane donna, che presentandosi quasi di spalle, ruota il collo, guardando quello chi sta dietro di sé e abbandonando poi la pupilla in uno spazio trasognato. Girare la testa non appartiene alla tradizione posturale della donna. Ne rappresenta un’eccezione amorosa, giustificata esclusivamente da un intenso interesse suscitato dal maschio.

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La cultura avvolge i nostri corpi nudi. In Europa non esiste nudità. Le foto di Greta Buysse

Immagini di grande eleganza, legate alla stagione post-surrealista e ricche di rinvii impliciti alla tradizione figurativa della pittura europea, pur attraverso una costante rilettura. Per apprezzare, anche sotto il profilo semantico, le fotografie di Greta Buysse (Belgio, 1942) è possibile osservare gli elementi ricorrenti del suo linguaggio che evidenzia il rapporto tra la transitorietà individuale, interpretata costantemente da un cambio dei corpi, sulla scena della commedia umana, e l'eternità dello spirito culturale. Donne-statue, lingue arcane sulla pelle, immagini che si materializzano su vecchi muri incisi e scrostati, figure femminili che accolgono scritture o versi di poeti, come quelli di Baudelaire. La nudità dei corpi occidentali emerge coperta dai tessuti della propria cultura, spirituale e materiale che sia. Metafora splendida per raccontare una verità incompresa: le civiltà e noi che la attraversiano siamo coperti da elementi extracorporei, cioè culturali e spirituali. Non siamo scimmie nude.

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I disegni di John Lennon: sesso, alcol e poesia della natura

Nei suoi disegni sparsi, che riemergono con passaggi all'asta, appare il suo mondo. L'eros, la natura, l'amore e la giovinezza che distruggono le vecchie categorie polverose, in direzione di una nuova Era. Nel 1970 produsse anche una cartella di grafica, Bag one, New York Lennon, in folio (762 x 584 mm). Dodici sono le litografie firmate (su 15), di cui una duplice copia, stampato in nero e in color seppia (per i 7 disegni erotici, uno dei quali è all'inizio di questo articolo) su carta BFK Rives, non rilegata

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Come vengono rappresentate Fede, Speranza e Carità?

La Fede è posta al centro, con gli attributi del calice e della Croce. Accanto a sè, la Fede reca la Carità - molto spesso rappresentata come una giovane che allatta - e la Speranza, che reca l'attributo di una catena metallica e di un un'ancora, a dimostrazione, da un lato dell'attesa dell'Unione a Dio in un approdo che non lascia il fedele in preda delle onde, ma al tempo stesso - attraverso la catena sollevata - richiama alla necessità di abbandonare ogni vincolo per giungere all'incontro con il Signore

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Sophie Gengembre dipingeva bimbe soavi e piccoli pastori. Video incantevole

Bambine soavi, piccoli pastori impegnati a suonare il flauto, fratellini addormenti dolcemente. L'amore ottocentesco per l'infanzia trova uno dei massimi cantori nella pittrice pre-raffaellita Sophie Gengembre Anderson. Nata a Parigi nel 1823 da un architetto francese che aveva sposato un'inglese, apprese le tecniche del ritratto nella capitale francese, frequentando lo studio di Charles Auguste Steuben, uno specialista del ritratto. Durante la rivoluzione del 1848, quando Sophie era venticinquenne, la famiglia decise di partire per gli Stati Uniti d'America. Vissero tra Cincinnati e Manchester della Pennsylvania, città nella quale la ragazza incontrò il pittore Walter Anderson, che sposò poco dopo. Nel 1854 si trasferirono a Londra, dove la pittrice esibì i propri lavori nella Royal Academy. Nel 1858 presero la via di New York, per poi tornare definitivamente a Londra nel 1863. I suoi primi dipinti mostrano una forte attenzione per il dettaglio botanico, in comune con i Preraffaelliti. Morì nella propria casa, a Falmouth nel 1903 a sofia 1

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