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Archivi giornalieri: 10 marzo 2018

Klimt, vi racconto con i disegni quando a masturbarsi è una donna aristocratica

E lei ha accettato di posare. Forse ha preso il pretesto di posare per avere la libertà d'essere spudorata. E' quello che Klimt cerca. Forse questa è la sua preda visiva di maggiore interesse; modelle e prostitute posssono accettar di toccarsi, a pagamento. Per una signora dell'alta società è un atto di complessso e vittorioso della concezione di sé di sè, del mondo, del maschio che ha davanti; e al tempo stesso la dichiarazione implicita che tutto il suo mondo, velato di buone maniere, di contesti angelicati, di abiti sontuosi non riesce a coprire il triangolo pulsionale che le arde all'inguine come una palude torrida

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I nuovi sciamani e la Land art. Richard Long racconta i percorsi verso l’assoluto naturale

Stile ha incontrato Richard Long, maestro storico della Land art. Il gesto creativo come conseguenza dell’indagine raminga nel cuore del paesaggio. La Land art, come l'Arte povera, si pongono, pur percorrendo un segmento di linguaggio contemporaneo, come intensa alternativa a quell'altra parte del mondo, quello vincente, quello metropolitano, della neo-pop art, del minimalismo, della negazione della natura, a favore della percezione dell'uomo come estensione del mostro metropolitano, di per sè, anti-naturale

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Quattro coronati, i santi dipinti che proteggono la massoneria

Da Nanni di Cambio a Jacopo Ligozzi le figure degli scalpellini che furono sacrificati in quanto cristiani.I Quattro Santi Coronati appaiono misteriosamente tanto in affreschi, quanto in sculture e dipinti, fino a giungere al complesso serbatoio iconografico della massoneria, dalla quale sono stati indicati – in virtù di una consonanza “corporativa” – quali protettori celesti. In alcuni dipinti sono raffigurati come un gruppo di artefici (scalpellini, carpentieri e muratori) che viene annientato dalla violenza dei pagani soldati imperiali a causa dell’adesione al Cristianesimo. In altre realizzazioni artistiche vengono rappresentati nelle stesse pose dei Padri della Chiesa

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1552, il più grande re tennista della storia già a due anni esibiva la racchetta

La prima rappresentazione pittorica di una racchetta cordata è in questo ritratto del futuro Carlo IX all’età di due anni, risalente al 1552. L’opera sembra anticipare le propensioni del sovrano, che da adulto sarebbe diventato un incallito praticante di paume, l’odierno tennis. Nel 1572, quando gli fu comunicata la notizia dell’inizio della strage di san Bartolomeo, egli era appunto impegnato al Louvre nella sua attività preferita. Le cronache ci dicono che reagì urlando: “Sempre nuovi fastidi!” e scagliando lontano l’inseparabile racchetta

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