Archivi giornalieri: 14 marzo 2018

Bunga-bunga. Cosa significa esattamente? E com’era disegnato tra Ottocento e Novecento?

L'espressione bunga bunga ha radici linguistiche, da noi, ottocentesche e deriva, nel periodo colonialista e dei grandi viaggi,da singolari espressioni esotiche che assunsero, trasposte nelle lingue occidentali, un'evidenza onomatopeica scherzosa, a volte sessuale e grottesca. Nell'Ottocento e nel Novecento si sedimentò, grazie a barzellette e a battute di spirito, un significante simile a festino sessuale, in cui pubblicamente si consumassero rapporti sessuali, con la sottomissione di alcuni appartenenti al gruppo stesso. L'onomatopea bunga bunga riporta a un linguaggio primordiale, che riflette la reiterazione della penetrazione

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Hamilton: le fotografie del pudico candore, omaggio a Degas e agli Impressionisti

Hamilton si lega fortemente a una rielaborazione dei modelli impressionisti, filtrati attraverso una dimensione proustiana del ricordo. Le maggiori citazioni sono in direzione di Degas, con le ballerine e gli interni ombrosi delle stanze. Da Degas desume e potenzia la sfocatura dei margini di ogni figura a favore di una visione velata, in cui la luce deborda. Nonostante gli attacchi di cui è stato oggetto, Hailton interpreta realmente un'età senza malizia in cui l'essere femminile è in uno stato di divino candore e di distacco dal mondo

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Christa Meola, la seduzione formato-classico nella fotografia. Il video

Christa Meola è una fotografa newyorkese, che opera sia nel mondo della ritrattistica che del nudo. La ricordiamo per raffinate immagini di donne e broccati, eleganti come un quadro di Ingres. La realtà americana consente ai bravi artisti-fotografi, per vastità del mercato, di operare a più livelli e in più ambiti contemporaneamente e di non sottovalutare sessioni fotografiche e workshop con modelle e ambientazioni, dedicate a chi vuol perfezionare la tecnica a meola 2

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