Archivi giornalieri: 31 marzo 2018

Michelangelo Antonioni andò a lezioni di regia dal pittore Giorgio Morandi

Il detto pascaliano che Antonioni ripeteva citando Morandi: “Il vero artista è colui che sa stare da solo in una stanza”, rende il senso di autosufficienza creativa che non prevede un ruolo autonomo per gli interpreti. L’uso di colori freddi e opachi gli permette di arrivare al “non figurativo”, all’eclisse stessa dei personaggi, in un parossismo di alienazione. Con un “silenzio a colori” (anche quando i colori sono l’intensità del bianco e del nero), Antonioni evoca le proprie storie costruite intorno al vuoto eloquente di inquadrature indirette, a cogliere sottilmente sospensioni di immagini che enunciano le realtà interstiziali natura morta foto 5 interna già con dida

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Salvador Dalì, nell’articolo l’autentica video-intervista folle del 1959

Elegante e allucinato, mentre guarda in macchina per combattere la propria tauromachia con il demonio-spettatore, Salvador Dalì mostra in questa intervista del 1959 la propria allucinata visione del mondo, che comunque lambisce verità strutturali. Ciò che colpisce è l'incontro surreale tra un'informazione che tende alla scientificità e all'oggettività (Carlo Mazzarella, intervistatore) e il sulfureo umiliare la realtà scontata di domanda e risposta, attraverso analogie, fughe, (Dalì) correzioni, che culmina con il grottesco battesimo con corno del giovane intervistatore che, con estrema professionalità accetta imperturbabile la ridicolizzazione del mezzo televisivo.

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Land Art, da Christo a Dibbets – Il video tributo

Come disse Richard Long a Stile arte in una intervista relativa alla Land Art: “Il mio lavoro ruota per intero attorno ai concetti di movimento, di tempo, di transitorietà e di permanenza della materia: ruota, insomma, attorno alla realtà del nostro mondo terreno. Inoltre, io adoro camminare. Mi affascina pure l’eccitazione intellettuale che deriva dagli sforzi di portare il tempo e la distanza (lo spazio, quindi) dentro l’arte attraverso il medium del camminare, consentendomi di espandere le dimensioni, le modalità ed i luoghi del fare scultura.”

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Bruce Nauman: “Lo spettatore va preso a mazzate”. Le opere dell’artista americano. Il video della Tate

Le parole sono sia il soggetto che la forma di molte delle opere di Nauman. Attraverso giochi di parole stimolanti, realizzazioni al neon e su carta gettano nuova luce sulle frasi di tutti i giorni. Il suono e la voce umana vengono fatti irrompere nello spazio tradizionalmente quieto della galleria o del museo. L'artista vuole che l'esperienza del suo lavoro sia "come essere colpiti in faccia con una mazza da baseball. O meglio, come essere colpiti nella parte posteriore del collo. Non lo vedi mai arrivare; ti abbatte, semplicemente"

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