Archivi Mensili: marzo 2018

Il fotografo Dominic e le donne più belle d’Oriente. Il video

Nel suo debutto nelle isole dell’amore, in un foto-reportage del 1992, Dominic C ha lavorato, per l’agenzia di stampa Gamma, sui riti ancestrali di Papua, pubblicando le immagini in tutto il mondo. E’ lì che avviene la svolta. Lasciando la sua brillante carriera in Europa, Dominic ha focalizzato la sua attenzione sull’arcipelago indonesiano e ha lavorato su una serie di progetti che lo hanno portato in alcune delle isole più remote. Nel 2005 ha iniziato a lavorare su una serie di libri fotografici, nei quali ha messo a fuoco la dolce bellezza e la sensualità delle donne del sud-est asiatico.

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Cosa sono le architetture automatiche dell’Atelier Blumer? E gli esercizi architettonici?

Esse rappresentano l’ennesima tappa di un percorso didattico e progettuale portato avanti fin dal 2007: nell’ultimo decennio Blumer – che è Direttore e docente dell’ateneo ticinese – ha infatti fornito un modello pedagogico alternativo rispetto al più canonico avvicinamento alla professione architettonica. Secondo il metodo Blumer, i principi fondamentali dell’architettura, della geometria e dello spazio, con tutte le implicazioni tecniche relative, vengono appresi riflettendo innanzitutto sul ruolo del corpo umano, enfatizzandone il ruolo poietico (il corpo che costruisce e produce oggetti), la sua potenzialità scenica (il corpo come dispositivo spaziale in movimento) e il suo essere unità di misura del mondo

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Si schiudono le uova covate dall’artista francese Abraham Poincheval. Il video

La sofferenza e la straordinaria applicazione sono i criteri che presiedono le opere dell'artista francese Abraham Poincheval. Una sofferenza che sfiora il disumano. L'ultima performance si è tenuta nell'aprile 2017 all'interno degli spazi del museo di Tokyo a Parigi. Il giovane artista si è rinchiuso in una struttura di plexiglass, coperto da un piumino, ed ha iniziato a covare dieci uova. Una sfida, per certi aspetti grottesca, che ha messo a dura prova il suo protagonista. Il riposo concesso, infatti, non è stato più di mezz'ora al giorno. Le uova, per schiudersi, devono essere mantenute a una temperatura costante che è lievemente superiore a quella dell'essere umano due punti: 37°. Per surriscaldarsi, Poincheval ha così dovuto coprirsi a dismisura. Il 18 aprile, il primo risultato con la schiusa di un uovo. Lui ha commentato questo evento con entusiasmo, poiché la nascita del pulcino l'ha fatto sentire all'interno della materia. Naturalmente, al di là del riconoscimento delle estreme capacità di sofferenza dimostrate dall'artista stesso in diverse occasioni, si apre la discussione sul medium e sulle finalità dell'arte, sempre più un fenomeno destinato a suscitare scalpore e sorpresa per forare il guscio impenetrabile dei mass media

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Milo Moirè – L’arte di deporre uova colorate dalla vagina. Il video

Essa non agisce più semplicemente con il corpo, ma sul corpo, lambendo pertanto le performance della citata Abramovich attraverso esperienze che fanno pensare all'autolesionismo. Poichè la semplice nudità non bastava più, Milo ha deciso di svuotare le uova di gallina, di siringarle con colori acrilici e di inserirle nella vagina, per poi eiettarle su una carta dove si spezzano, sprizzando colore. Il foglio, terminata la perfomance viene piegato in due ottenendo un disegno informale che ricorda spesso, poichè simmetrico, l'apparato genitale femminile interno, dominato dalle ovaie, nelle tavole anatomiche

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Bunga-bunga. Cosa significa esattamente? E com’era disegnato tra Ottocento e Novecento?

L'espressione bunga bunga ha radici linguistiche, da noi, ottocentesche e deriva, nel periodo colonialista e dei grandi viaggi,da singolari espressioni esotiche che assunsero, trasposte nelle lingue occidentali, un'evidenza onomatopeica scherzosa, a volte sessuale e grottesca. Nell'Ottocento e nel Novecento si sedimentò, grazie a barzellette e a battute di spirito, un significante simile a festino sessuale, in cui pubblicamente si consumassero rapporti sessuali, con la sottomissione di alcuni appartenenti al gruppo stesso. L'onomatopea bunga bunga riporta a un linguaggio primordiale, che riflette la reiterazione della penetrazione

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Hamilton: le fotografie del pudico candore, omaggio a Degas e agli Impressionisti

Hamilton si lega fortemente a una rielaborazione dei modelli impressionisti, filtrati attraverso una dimensione proustiana del ricordo. Le maggiori citazioni sono in direzione di Degas, con le ballerine e gli interni ombrosi delle stanze. Da Degas desume e potenzia la sfocatura dei margini di ogni figura a favore di una visione velata, in cui la luce deborda. Nonostante gli attacchi di cui è stato oggetto, Hailton interpreta realmente un'età senza malizia in cui l'essere femminile è in uno stato di divino candore e di distacco dal mondo

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Christa Meola, la seduzione formato-classico nella fotografia. Il video

Christa Meola è una fotografa newyorkese, che opera sia nel mondo della ritrattistica che del nudo. La ricordiamo per raffinate immagini di donne e broccati, eleganti come un quadro di Ingres. La realtà americana consente ai bravi artisti-fotografi, per vastità del mercato, di operare a più livelli e in più ambiti contemporaneamente e di non sottovalutare sessioni fotografiche e workshop con modelle e ambientazioni, dedicate a chi vuol perfezionare la tecnica a meola 2

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Luci, mascherine di cartone e flash. Come fotografare il nudo. Il video

Come vengono ottenute le ombre sinuose sui corpi nudi, che sottolineano la natura morbida del corpo femminile? La tridimensionalità è attenuta attraverso la proiezione di luci e di ombre che evitano l'appiattimento dei volumi e che accrescono sia la tridimensionalità che l'esaltazione gli angoli aperti, morbidi, privi di acutezza, delle donne. Il filmato mostra la piena operatività di un fotografo e di un assistente, che utilizzano mascherine di cartone tagliato o veli ricamati per ottenere sia un filtro alle luci che ombre che si distendono soprattutto a livello del seno e dei fianchi, amplificando le linee della femminilità

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