Archivi Mensili: marzo 2018

Il terribile scandalo sentimentale e sessuale che colpì la famiglia di Rubens

Un terribile scandalo che ebbe conseguenze giudiziarie pesantissime, colpì la famiglia Rubens e, probabilmente indirizzò colui che sarebbe divenuto un grande artista ad imboccare la strada della pittura. I giochi del destino ricadono sui nostri figli, pesantamente. E se la fortuna e la virtù, unite in saldo abbraccio, non compensano il crollo precedente si può schiudere l'abisso. Ciò che colpì i Rubens fu particolarmente pesante. Proveniente da una famiglia della borghesia professionale e commerciale di Anversa, nelle Fiandre, Jan, il padre del futuro artista era stato indirizzato dal patrigno - al quale era particolarmente legato - agli studi giuridici. Gli aveva anche riservato la frequenza ai migliori atenei, finanziando un viaggio in Italia e lo studio all'università di Padova

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Foto con set cinematografici, come nasce uno scatto di Mariano Vargas. Il video

Artista post-moderno e citazionista, Mariano Vargas inizia la sua carriera come pittore, portando con sè il background di accurati studi artistici. La fotografia, negli anni del post-moderno - con il superamento temporaneo dell'avanguardia a tutti i costi, che, in alcuni casi, viene recepita in un melange nel quale passato e presente non si scindono polemicamente, ma prendono atto della propria fusione - punta sul recupero di antiche suggestioni pittoriche

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Body painting arcimboldesco su modelle nude di taglia forte. Il video della composizione

Il body painter Andy Gloub trasforma i corpi in dipinti astratti che, molto spesso, accostati, compongono figure arcimboldesche. Andy ha portato i modelli nudi dipinti in spazi pubblici, sfidando le norme di legge e mettendo in discussione il senso comune del pudore. Le sue performance hanno acceso vivi dibattiti e hanno provocato anche problemi di ordine pubblico. Le sue avventure coraggiose hanno ispirato migliaia di persone

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Il cappello nella vita, nell’arte e nel cinema. Potere, seduzione, contestazione e bellezza. Il video

Il copricapo, nella storia, tese a dimensioni ipertrofiche accrescendo l'altezza e le dimensioni collegandosi alla scala sociale. Restava la necessità di evitare insolazioni e di ripararsi dal caldo, ma al, contempo, esso diveniva un segnale di immediata riconoscibilità sociale. Nel Novecento assunse funzioni sempre più espressive, finalizzate ad identificare, oltre alla classe di provenienza, la personalità di chi lo portava.  In questo splendido filmato troveremo l'evoluzione e le compresenze di varietà tipologiche nei film del Novecento. Dal cappello dei cowboy a quelli delle soubrette, da quelli francesi d'inizio Novecento alle bombette dell'età del jazz. Cappelli sognanti - come quello semplice, con margherite di Mary Poppins -, cappelli che uccidono - come in 007- che seducono, che adombrano, che colpiscono, che nascondono, che esaltano. A livello del volto, il cappello femminile a larghe tese dell'Ottocento aveva una funzione di notevole interesse poichè, abbassando l'intensità della luce, consentiva al volto e agli occhi delle donne ad emergere, in bellezza, senza che il sole deformasse, con ombre acute, la fisionomia e consentendo agli occhi di dardeggiare, come gioielli, nell'ombra

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Palazzo Te: gli affreschi che emozionarono Vasari e che vibrarono fino alle pagine di Shakespeare

"Si pensi mai uomo vedere di pennello cosa alcuna più orribile o spaventosa, né più naturale...Giorgio Vasari, nelle sue Vite, lo definisce “dotato dalla natura, erede del graziosissimo Raffaello si’ ne’costumi, quanto nella bellezza delle figure nell’arte della pittura”. La fama raggiunta a Roma lo fece conoscere nelle più importanti corti italiane, e sul finire del 1524 Federigo Gonzaga, primo duca di Mantova, lo fece chiamare nella città lombarda per dare inizio alla costruzione e alla decorazione di Palazzo Te.

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