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Archivi giornalieri: 3 aprile 2018

Canova e il calco in gesso. L’accusa parte da “Dedalo ed Icaro”

L’opera, conclusa nel 1779, appartiene al primo periodo dello scultore. Attorno a queste due figure sorse l’accusa di utilizzo di calchi dal vivo, come pare evidente dal volto del vecchio, che non rivela l’idealizzazione dei tratti somatici che diventerà elemento caratterizzante di numerosi lavori del maestro di Possagno.

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Ottocento proibito, quando l’uomo sorprende due donne che si amano

La rappresentazione del rapporto saffico, nella pittura dell'Ottocento, alluso, come in Courbet, o esplicitamente narrato per immagini dagli illustratori è esclusivamente dedicato a un pubblico maschile che vede così duplicata e rafforzata l'immagine del desiderio, sentendosi potenzialmente escluso da un cerchio magico al quale sognerebbe d'accedere

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Camera ottica, i segreti tecnici di Canaletto e Vanvitelli

Gaspar van Wittel portò in Italia dall’Olanda i princìpi del Vedutismo. I rilevamenti delle vedute avvenivano con l'antenata delle macchine fotografiche. Una scatola, una lente, un supporto per il foglio sul quale si proiettavano li immagini del paesaggio che venivano ricalcate dagli artisti. Non sarebbe stato altrimenti possibile realizzare opere con mille architetture complesse. Questo strumento era molto usato per le vedute urbane, molto meno per gli scorci naturali

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Quando una notte senza incubi bussa alla nostra anima. Le foto di Steve Giovinco

Steve Giovinco è un fotografo americano, che si è formato all'Università di Yale. Appartiene a un linea di tendenza, anti-metropolitana e intimista - vorremmo dire: poco squillante e poco americana - che esplora la notte come luogo in cui la terra rivela il proprio lato immoto. Non è la notte dei killer, né la notte del Male o del peccato. Essa è destrutturata dalle connotazioni stratificate e proposta nell'estrema semplicità. Da cui ripartire

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Gustave Caillebotte quotazioni gratis

Gustave Caillebotte nasce a Parigi il 19 agosto del 1848 da una ricca famiglia di commercianti tessili e, grazie alla notevole eredità ricevuta alla morte del padre nel 1876 potrà dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Egli utilizza per le sue opere i tagli arditi della fotografia ed è attratto dai soggetti delle nuova città, dall’individuo moderno dei suoi abiti, nelle sue abitudini sociali, in casa sua e per strada. Restò sempre fondamentalmente legato alla sua prima impostazione realista, cui seppe sovrapporre però il senso vivo del colore e della luce appreso dagli impressionisti

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