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Archivi giornalieri: 15 aprile 2018

Bel film. Il regista? Vermeer

Con un impatto visivo misterioso, con supporti narrativi minimali e con un gusto perverso per l’allusione enigmatica, Greenaway costruisce Lo zoo di Venere (1985), il film che Vermeer avrebbe realizzato se avesse potuto usare la macchina da presa. Il regista si cala nella maniera del pittore, ne assume le inquadrature, le atmosfere, le posture dei personaggi e in particolare la narrazione luministica, al punto da rendere l’impressione di aver organizzato il film per consentire alla luce di recitare il ruolo da protagonista

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Cervo volante – Il significato nell’arte e nella pittura. Cosa significa nel sogno

La sua forma, che nella parte anteriore e nell’articolazione delle zampe mostra un infinito numero di angoli acuti, rinvia alla morfologia dei piccoli demoni volatili che, a partire dall’epoca ellenistica, nel corso della quale avevano la semplice funzione di rappresentare l’anima, entrarono in dipinti, frammisti al respiro agonizzante dei reprobi moribondi e degli indemoniati, o stazionanti, con le nere, pullulanti inquietudini dei loro corpi luridi, nelle città invase dal maligno (come avviene nel celeberrimo affresco di Giotto dedicato alla cacciata del demonio dalla città di Arezzo, grazie alla benedizione impartita da san Francesco)

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Van Gogh, il sesso e le donne. La convivenza con la prostituta Sien (3a puntata)

Nel gennaio del 1882 incontrò Clasina Maria Hoornik detta Sien. Vagava per le strade di L'Aia, tenendo per mano la figlia di cinque anni, Maria Wilhelmina. Era poverissima e in stato di gravidanza, malata, d'una magrezza sofferente, con il volto butterato dal vaiolo. Sien faceva la prostituta. In Vincent, al di là della pulsione nei confronti della donna, scattò quel senso di protezione che gli suscitavano le persone sofferenti,i poveri, gli ultimi o le persone colpite da grandi dolori, come la cugina dilaniata dalla morte del marito. A causa della gravidanza, i clienti si erano diradati e l'inverno era orribile. Van Gogh si prese cura di lei per circa un anno tra il 1882 e il 1883

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Je t’aime… moi non plus.1968-2018. Un capolavoro? Celebrazioni pop a Parigi. Riascoltiamola

1969. La stessa Jane Birkin, racconta a Le Figaro, di essere stata profondamente imbarazzata quando fece ascoltare il 45 giri ai genitori."Mia madre pensava che fosse una bella melodia, e mio padre mi ha difeso quando lo scandalo ha assunto proporzioni enormi". Il Procuratore della Repubblica di Milano ordinò il sequestro e la distruzione del disco su tutto il territorio nazionale per "oscenità". Anche il quotidiano vaticano L'Osservatore Romano si pronunciò negativamente rispetto alla canzone del cantautore francese

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