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Archivi giornalieri: 27 aprile 2018

L’arte trasformata in luce. Le esperienze immersive e le nuove frontiere delle mostre. Il caso Picasso. Il video

I francesi restano molto legati alla matrice originaria son et lumiere. Apice spettacolare sono i programmi stagionali di Carrières de Lumières che si aprono a Baux de Provence, in una vecchia cava dalle pareti calcaree. In formati monumentali che raggiungono i 18 metri di altezza, in elevatissima definizione, le immagini delle opere di grandi autori vengono proiettate, in modalità dinamiche, con un piano sonoro intenso e convergente. Le cave di Baux de Provence furono utilizzate dall'epoca romana fino attorno al 1935, quando chiusero definitivamente come luogo estrattivo. Nel 1960, Jean Cocteau girò negli spazi del bacino minerario il film Orfeo Testament. Nel 1975, Albert Plécy visitò questi immensi spazi di Baux de Provence, nella Val d'Enfer. Affascinato dalla bellezza del luogo, decise di usarlo per sviluppare la propria ricerca sulla Total Image, che introduce l'individuo nel cuore stesso dell'immagine. La cattedrale delle immagini è nata in quegli anni

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Balene, balene, balene. Vittoriose e immortali nelle opere di Griffa, Antinori, Collesano e Pedrazzini

Le balene esistono da molto prima di noi uomini terricoli, legati alla gravità, dipendenti da sensi poco sviluppati. Loro, invece, con salti maestosi e immersioni repentine sfidano le leggi della fisica e occupano un mondo, ben più vasto del nostro dominio terrestre, che a noi rimane tanto invisibile quanto misterioso. Seppur scientificamente classificate, per noi sono aliene: seguono campi magnetici invisibili, vedono grazie al suono e sentono con il corpo. Allora – ipotizza Griffa riprendendo le parole di Ismaele, il marinaio narratore in Moby Dick – prima o poi rimarranno solo loro e torneranno a nuotare, come un tempo, dove ora ci sono le Tuileries, il castello di Windsor e il Cremlino

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Angelo Inganni – Piccoli spazzacamini. A loro è concesso solo il “cibo di strada”. Pesce fritto e patatine

In questa seducente teletta, il giovane spazzacamino è ritratto seduto sul gradino d’ingresso, mentre attira l’attenzione di un corpulento tacchino che spera di ottenere qualche briciola del suo cibo. L’opera, un olio su tela di piccola dimensione (36x27,5 cm), firmata e datata, giungeva in laboratorio presentando un appesantimento chiaroscurale causato dall’ossidazione della vernice protettiva

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Apollineo e dionisiaco nell’infanzia e nell’adolescenza nelle fotografie di Sally Mann

Sally Mann (nata a Lexington, Virginia, 1951) è uno dei fotografi più famosi d'America. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui sussidi Nea, Neh e Guggenheim Foundation, e il suo lavoro è conservato ed esposto da importanti istituzioni a livello internazionale. I suoi numerosi libri comprendono Second Sight (1983), At Twelve (1988), Immediate Family (1992), Still Time (1994), What Remains (2003), Deep South (2005), Proud Flesh (2009), The Flesh e lo spirito (2010). Un lungometraggio sul suo lavoro, What Remains, ha esordito con grande successo nel 2006. Mann è rappresentato da Gagosian Gallery, New York e Edwynn Houk Gallery, New York. Lei vive in Virginia. Sally ha documentato 30 anni della propria famiglia, con scatti tra l'apollineo e il dionisiaco, che vediamo nel filmato

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Come l’arte e l’architettura trasformavano uomini esemplari negli Dei. Divinizzazioni e politica

I Greci avevano concesso l’apoteosi solo a semidei come Ercole, che si era guadagnato quella posizione con dodici fatiche, e non poterono negarla ad Alessandro, anch’egli, a suo dire, figlio di un dio. Romolo, l’ecista divinizzato, avrà, secondo Virgilio (Eneide VI, 786 e ss.) “cento nipoti, tutti celesti, tutti abitatori delle “superne vette” e tra questi evidentemente spiccava Augusto. Architettura, arte,  tutto concorreva ad interpretare il desiderio di apoteosi. In Etruria, i templi, normalmente orientati verso Mezzogiorno, rappresentavano la proiezione sulla terra di una divisione sacra del cielo. A Roma si svilupparono raffinate decorazioni simboleggianti il percorso dell’anima, aerea e immortale, verso l’emisfero superiore

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L’artista che progetta giochi interattivi di carta. Splendidi e incredibili. Video

Nato nel 1967 nella prefettura di Toyama, Nakamura ha un lampo di genio a 27 anni quando vede il libro "Paper Craft Craft Techniques Encyclopedia". Da quel giorno pensa ad origami nuovi. Li progetta. li realizza. Si esercita per avere il pieno dominio della carta, non solo nelle pieghe, ma come potenziale, piccola fonte di accumulo di energia cinetica. Vuole che le sue sculture di carta si muovano. Che il fruitore possa interagire con esse, senza aggiunte tecnologiche. Solo carta

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Georges Rouault quotazioni gratis – Il video delle opere

Georges Henri Rouault (Parigi, 1871-1958) è un pittore che si forma nell'ambito simbolista, con Moreau e dimostra di aver osservato con grande attenzione sia Van Gogh, che lo spiritualismo del Cristo Giallo di Gauguin. Come Gauguin, nella produzione di Pont-Aven - Roault coglie una visione popolare dello spirito religioso, deformata da un punto di vista emotivo, osservata con gli occhi dei fedeli. La pittura di Rouault diverrà comunque sempre più sintetica e espressiva, fino ai limiti dell'espressionismo più crudo

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