Archivi Mensili: aprile 2018

Carrà futurista. Poi incontra Giotto e tutto cambia

Dopo aver cantato il dinamismo, Carrà è alla ricerca dell’ordine che dietro di esso si cela. Nel 1915 rompe definitivamente con il movimento di cui pure era stato un assoluto protagonista. Nel 1916 vive una parentesi neoprimitivista, nel corso della quale affronta, per usare le parole di Elena Pontiggia, “la questione del rapporto fra arte e originarietà, come tra la creatività artistica e lo stupore tipico dell’infanzia, ripensando al Doganiere Rousseau, ma anche ai ‘primitivi’ di ogni tempo”

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Il significato di ramarri e lucertole nella pittura antica. Cosa significa se ti morde un ramarro

Il giovane ritratto nell’opera di Lotto, all’improvviso, si accorge, di aver sbagliato a scegliere una vita elegante (il drappo azzurro) e le dolcezze illusorie dell’amore (i petali, le lettere, i doni del fidanzamento). Così abbandona tutto ciò che lo distolga da un impegno serio, quello dello studio. Si può anche ipotizzare che questo dipinto allegorico volesse sottolineare la scelta di un giovane realmente vissuto – l’intensità reale del volto, lascerebbe pensare realmente a un ritratto – che, a un certo punto della propria vita, decide di abbandonare tutto per intraprendere la via sacerdotale, anche se non esistono segni precisi in tale direzione. Di sicura rilevanza semantica è la piccola chiave che pende dal mobile. Essa certamente, così collocata, significa che ora è possibile un accesso, un’entrata di una certa importanza

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Dipingere come Gustave Doré – Guarda qui il quadro con la super-lente elettronica

L'ingrandimento eccezionale di un suo dipinto - che fu venduto all'asta da Christie's - ci consente di percorrere il quadro quasi a livello di trama e di apprezzare, in ogni sua parte, il lavoro svolto. Come i pittori della prima metà dell'Ottocento, egli è estremamente analitico e, pertanto molto ricco nella descrizione di dettagli, anche se stende con scioltezza le pennellate chiare, luminose, segno di un dilagare della luce, che sarà uno dei principali fenomeni artistici del Novecento

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Abbaiando al peccato. Il cane nell’iconografia cristiana e nella Bibbia

Il cane simboleggia il guardiano coraggioso che lancia l’allarme contro le notturne insidie del Maligno. Ed è trasparente metafora della fedeltà dell’uomo al suo Creatore. Poiché il dovere del cane è di difendere il proprio padrone e di abbaiare quando lo si attacca, è biasimevole quando rimane muto. Così i pastori infedeli sono citati nei nostri libri sacri come sentinelle cieche che dimorano nell’ignoranza, cani che non sanno abbaiare e che si addormentano. “Tali erano, riprende San Gerolamo, gli scribi ed i farisei, ciechi che conducevano altri ciechi nell’abisso; cani muti che invece di custodire il gregge del Signore e di abbaiare per difenderlo non pronunciavano che menzogne”.

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Il Simbolismo. Il sogno, lo spirito. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra

Il Simbolismo è, al tempo stesso, un momento di chiusura al progresso e a una società dominata dall’imperio della quantità e di apertura per affermare una modernità che, sulla scia della poesia di Baudelaire, fa della resistenza al moderno il proprio segno di riconoscimento. Emblema della caduta e del fallimento, I fiori del male sono il punto di partenza di un momento culturale che si definisce in primo luogo attraverso la negazione: rifiuto del reale ridotto alla semplice percezione intuitiva, rifiuto dell’accademismo, rifiuto del naturalismo e del verismo. La lunga lista dei rifiuti sembra definire il simbolismo come l’ultima risposta alla triplice frustrazione dell’uomo moderno: frustrazione generata, storicamente, da Copernico (l’uomo non è più al centro dell’universo), da Darwin (l’uomo non è il compimento dell’evoluzione) e da Freud (l’uomo è incapace, per natura, di dominare le proprie pulsioni interiori).

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