Archivi Mensili: aprile 2018

Accoltellato il figlio di Tiziano. Tre moventi per un crimine. Investigare nel mondo dell’arte

Il 14 giugno 1559 Orazio Vecellio, figlio del sommo Tiziano, viene pugnalato a Milano dallo scultore Leone Leoni, e, gravemente ferito, riesce a stento a salvarsi dalla furia dell’assalitore. Quali le ragioni del gesto delittuoso e all’apparenza inspiegabile? Lettere, testimonianze, verbali di polizia ci consegnano una verità dalle molte facce, ogni volta diversa. Finché spunta la pista legata a quattordici dipinti misteriosi svaniti nel nulla…

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Sai a cosa servivano i nuraghi? L’analisi, il filmato

Sviluppatasi in un lungo arco cronologico, tra l’età del Bronzo e gli inizi dell’età del Ferro (XVII-IX sec. a.C.), la civiltà nuragica, che prende nome dal singolare e imponente monumento che la caratterizza, il nuraghe, spicca nel panorama dell’Europa antica per varietà e ricchezza delle sue manifestazioni culturali. Tra XVII e XIII sec. a.C. l’occupazione sistematica e capillare del territorio portò all’edificazione di migliaia di nuraghi sia semplici che complessi, distribuiti in sistemi insediativi costituiti da un numero variabile di torri, di abitati e di luoghi di culto funzionali al controllo delle risorse

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Pattini, ghiaccio e neve nella pittura fiamminga e olandese – Il filmato

Straordinario,semplice e rapidissimo mezzo per garantire un'agevole corsa sul ghiaccio,, i pattini si presentarono come evoluzione dei bastoni o delle barre di ferro che venivano apposte sotto i carri per garantire i trasporti fluviali, sui canali ghiacciati, nel Paesi del Nord, durante la lunga stagione invernale. Già nel medioevo, in dipinti e incisioni, li vediamo indossati da tutta la popolazione, sia come strumento di spostamento rapido che come dotazione di gioco o di gara

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I cinque castelli più ampi del mondo. Grandezza e splendore. Il breve filmato

Le classificazioni degli edifici, per estensione, dipende sempre dal modo in cui si compiono le misure. Diciamo che anche l'oggettività del metro quadro può oscillare. Comunque sia queste cinque mastodontiche meraviglie si contendono il primato d'essere tra i castelli o le fortezze più grandi del mondo. Uniscono alla grandezza una notevole bellezza di ogni loro parte, grazie all'accuratezza con la quale vengono conservati

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Chi è Fulvio Roiter, le radici di un genio fotografico. Le opere, la poetica

Esperto di fotografia in bianco e nero, usò anche nel colore dei reportages di viaggi una personale tecnica che esaltava luoghi e particolari inediti della scena. Già apprezzato fotografo per aver prodotto diversi libri fotografici di città e regioni del mondo, salì alla ribalta internazionale per gli scatti sulla sua Venezia da cui trasse il libro Essere Venezia del 1978. È stato uno dei tre fotografi italiani a cui è stato assegnato nel 1956 il premio internazionale per l'editoria fotografica Nadar. Nato a Meolo in provincia di Venezia, Roiter si diplomò come perito chimico, ma dal 1947 si dedicò alla fotografia, che divenne la sua attività professionale dal 1953. La Casa dei Tre Oci di Venezia ne ha presentato la prima grande retrospettiva

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I segnali stradali nell’arte – Le opere di Francesco Garbelli reinventano le icone delle vie e le auto

L'attitudine urbana di Francesco Garbelli ha inizio intorno alla metà degli anni '80 del secolo scorso. È importante sottolinearlo, in quanto il suo esordio artistico avviene in controtendenza rispetto al grande ritorno in Europa della pittura (Neoespressionismo in Germania e Transavanguardia in Italia) e in un'epoca in cui l'approccio dell'arte contemporanea verso l'ambiente esterno, in questo specifico caso la città, è rinnovato soprattutto dal graffitismo americano (i cui esponenti più importanti sono senz'altro A-One, Ronnie Cutrone, James Brown, Kenny Sharf e Keith Haring), importato in Italia dal gallerista Salvatore Ala e dalla critica d'arte Francesca Alinovi

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Il verde chiaro delle piante in Primavera. Come si dipingono le foglie degli alberi. Video tutorial

Il verde chiarissimo ci aiuta ad avvicinare il  nostro accordo cromatico a quello dei salci, dei salici, delle piante che sorgono nei pressi di paludi, laghi e fiumi. Solo queste piante hanno un verde semplice, quasi argentato, formato da verde più bianco. Per altri alberi, invece,  il verde più chiaro è maggior ricco di toni ed è pertanto necessario unire al verde unl pizzico di bianco, di giallo e una minuscola punta di rosso chiaro e vivo. Per realizzare le foglie delle fronde, in modo analitico, è necessario utilizzare un pennello piccolo, dopo aver preparato, con un verde più scuro, gli strati inferiori dell'albero. Si deve poi attendere che il fondo dell'albero asciughi. Un consiglio; le foglie non devono essere troppo definite dal pennello poiché ci appariranno innaturali, in quanto, alla distanza, nell'osservazione quotidiana della realtà dalla quale siamo circondati, essi si sfocano lievemente

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Bruno Munari e la creazione di nuove forme. Macchine inutili e corpi che alimentano il pensiero

L’autore evita accuratamente di mostrare una composizione fissata in un certo istante, crea, invece, pitture dinamiche, instabili e complesse. In mostra si potrà ammirare un prototipo, esemplare unico, di Tetracono del 1965, alcuni Negativi-positivi su tavola dei primi anni ’50, e la pittura cromo-cinetica realizzata con filtro Polaroid rappresentata da un Polariscop degli anni ’60. Talvolta un cambio di forma è ottenuto sovvertendo la funzione. È il caso delle Sculture da Viaggio, di cui viene proposto un raro esemplare in lamiera verniciata del 1958 accompagnato dalla corrispondente scultura in cartoncino. L'analisi condotta da Luca Zafferano per la mostra milanese del 2018

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