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Archivi giornalieri: 2 maggio 2018

Frédillo e Paul Verlaine, poesie e disegni spudorati raccontano le verità della società del falso

Frédillo (o Fredillo) misterioso illustratore, fu vicino al grande poeta Paul Verlaine. Dai materiali poetici, poi raccolti nelle Oeuvres libres, l'artista ricavò preziose tavole illustrate che contengono parte dei versi del poeta, parte di testi a lui ricondotti. Sono situazioni grottesche nelle quali le apparenze inamidate della società ottocentesca francese crollano nell'anti-mondo dominate dalle urgenze del corpo e della sessualità.  In qualche modo l'inversione, l'altra faccia della realtà è rappresentata, nel prologo, dalle foglie che vengono girate e viste dalla parte opposta rispetto a quella con la quale si presentano normalmente. Perfettamente impaginati, scritti a mano e "miniati" con illustrazioni spudorate i fogli rinviano per tipologia stilistica a un gusto ancora pienamente ottocentesco.

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Amit Bar, idillio campestre. Nuovo gioco del nudo nell’ambiente, tra gli alberi secolari

Il fotografo Amit Bar prosegue nel suo divertissement sul tema del nudo inserito in ambienti suggestivi e panoramici, in video e scatti che uniscono la visione estetica all'ironia. L'origine israeliana dell'artista induce anche a considerare che il nudo abbia anche una funzione politica per proclamare libertà che sono negate dal mondo arabo e che costituiscono, invece, un elemento importante dell'ambiente visivo europeo. Questa volta propone il rapporto tra alberi secolari e la flessuosa modella che appare in tutti i suoi filmati. Un piacere per l'occhio, in tutta leggerezza. Il soggetto prende il set con ironia. E ciò non guasta

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Kubrick, le scene dei suoi film ispirate ai grandi quadri di Van Gogh, Füssli, Hogarth, Balthus e Rinascimento

I riferimenti all’arte possono quindi richiamare temi e contenuti collegati a determinate opere, oppure evocare parallelismi tra le opere citate e le situazioni narrate nel film; ad esempio, la Pop art costituisce in Arancia meccanica l’esemplificazione dell’asservimento consumistico all’origine delle devianze del protagonista, mentre in Barry Lyndon i “quadri” che il regista mette in scena hanno la funzione di elementi di mediazione fra il presente ed il passato, una macchina del tempo per raggiungere un’epoca distante, e, contestualmente, nella loro lontananza e fissità, alludono all’impossibilità di un approccio vero e profondo con la Storia, di cui è disponibile solo la rappresentazione.

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Pierino da Vinci rubò allo zio Leonardo volti e sorrisi per le sue statue

Nonostante non si fossero mai conosciuti, il ragazzo di Vinci fu cresciuto nell’aura straordinaria del celebre fratello del papà. Al punto che fece propri gli esiti della grazia leonardesca, suscitati da un enorme rispetto per la figura umana e dall’attenzione ai moti dell’anima. Le sue sculture dimostrano un’attenta osservazione dei dipinti di quell’illustre familiare che ne divenne il “padre a distanza”

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