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Archivi Mensili: agosto 2018

Cosa significa il tuffo dell’uomo abbronzato nella Tomba del tuffatore? Leggi le diverse ipotesi

50 anni dopo la scoperta una “anti-mostra” sul Tuffatore di Paestum, titolo: “L’immagine invisibile” Sin dalla sua scoperta, nel 1968, la tomba del Tuffatore sta al centro di un dibattito scientifico molto controverso e acceso. L’interpretazione dell’immagine del giovane che si tuffa nell’acqua rimane un rompicapo che fa discutere anche gli esperti del settore: è semplicemente una visione edonistica della vita e della morte? O qualcosa di più, forse un messaggio misterico, ispirato a culti iniziatici legati ad Orfeo e Dioniso? E le difficoltà nella lettura dell’immagine del Tuffatore si spiegano forse con il fatto che essa era “invisibile”, in quanto collocata all’interno di una tomba buia, chiusa per l’eternità? Insomma, possiamo pretendere di leggere e comprendere un’immagine che non era fatta per essere guardata?

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Stefano Crespi, il viaggio contemporaneo come arte. Carte e passaporti impregnati d’Oriente

Ogni sua opera, istintiva, senza disegno preparatorio, si pone come un viaggio di profumi, immagini e colori e viene espresso tramite sintesi e combinazione irripetibile di gesti, atteggiamenti e stati d’animo che cambiano repentinamente. L'uomo è fatto del 80% di sogni e desideri, il modo per esprimerli nel miglior modo è attraverso un percorso di luoghi vissuti, ritrovando se stessi spiega l'artista bresciano. Come non riconoscerlo...Il viaggio è un bagno di umiltà; ti rendi conto di quanto è piccolo il luogo che occupi nel mondo. ( Gustave Flaubert ).

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Visitiamo il Castello di Monte Cristo, realizzato da Dumas dopo il successo del romanzo. Il video, la storia

Ma i sogni non durano molto se non vengono ormeggiati a una roccia. Nel 1848, perseguitato dai suoi molti creditori, Dumas deve vendere la sua proprietà, così come tutti i mobili e molti oggetti che aveva installato nella sua casa. Il 22 marzo 1849 Alexandre Dumas cede la proprietà per la modica cifra di 31.000 franchi (oro), mentre gli era costato diverse centinaia di migliaia di franchi.  Alexandre Dumas rimane un po 'di tempo a Monte Cristo, ma nel 1851, Dumas lascia definitivamente il suo paradiso terrestre per esiliarsi in Belgio

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Son et lumière, stupefacente notte a Parigi che riaccende la Grande Guerra agli Invalides. Video

Per celebrare il centenario dell'Armistizio della prima guerra mondiale, fino al primo settembre 2018, l'Hôtel National des Invalides è stato scelto come splendida cornice per lo spettacolo di son e lumière che, raccontando la storia di un bambino di provincia catapultato a Parigi dagli eventi bellici, consente un suggestivo e intenso viaggio in un'epoca assai a noi vicina, poichè solo tre o quattro generazioni sono venute al mondo dopo quei tragici eventi. E pertanto ogni nostro albero genealogico vibra ancora o è stato modificato da quella storia che sembra lontana, ma è in noi, vicina e forte geneticamente e culturalmente. In 35 sequenze di luci e suoni, la vicenda è narrata efficacemente e con grande suggestione, che non lascia nessuno insensibile a un disastro che abbiamo costruito con le nostre mani

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Cos’è il “periodo rosa di Picasso”? Quando, come e perché compì questa svolta? L’analisi, il video

Durante le ultime fasi del periodo blu, Picasso cercava di uscire dalla prigionia dal tonalismo totalizzante di quel colore spirituale, che aveva recuperato sia da El Greco che dalle nuove tendenze spiritualiste. La morta dell'amatissimo amico, il poeta Casagemas era stata distruttiva e lo tratteneva in un dolore profondo che il blu sempre più cupo tendeva a rappresentare. Picasso non si perdonava una leggerezza. Quello del suo primo soggiorno a Parigi, con il poeta, era qualcosa di liberatorio, anche sessualmente; e tutto pareva un gioco della libertà. Così aveva fatto sesso con quella che Casagemas reputava la propria fidanzata, ma che il poeta non riusciva a tenere a sè perchè impotente sessualmente. L'amico di Picasso si era suicidato perchè rifiutato dalla ragazza. Blu, blu, sempre più un blu che confinava con il nero

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Pietra e legno d’ulivo, la casa dell’architetto Dimitris Philippitzis sul monte Pelio di Giasone. Video

L'architetto greco Dimitris Philippitzis ama muoversi in ambienti "omerici" e colloquiare con il substrato delle civiltà greca. Tanto legno - in buona parte olivo, abbondante in quelle zone - e pietra senza intonaci -. Deliziose sono le sue interpretazione della casa mediterranea tradizionale, oggi naturalmente molto comode, luminose e aperte al paesaggio. In questo edificio realizzato sul monte Pelio - "Quando Giason dal Pelio" sì, proprio quel monte - l'architetto si è curato di ogni particolare in grado di sostenere "il piacere del vivere in villa"

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Come dipingevano divisionisti e pointilliste? Segreto svelato. Entra con la super-lente. Vedi da qui

Non facilissimo avvicinarsi ad un dipinto divisionista o pontilliste per vedere l'eterea disposizione di migliaia di punti o fiocchi colorati sulla tela, chiamati a rappresentare il costante mutamento di colore provocato dalla luce e l'azione di ogni singolo tono. Oggi si può fare molto meglio di quanto sarebbe possibile avvicinando il più possibile il volto alla tela. E vedere la tecnica del punto fremente. Osserviamo "Le cabine di Portrieux", dipinto realizzato nel 1888 da Poal Signac. L'osservazione dei punti di colore lascia capire che la stesura dell'opera avvenne in tempi successivi, utilizzando un colore e le sue sfumature e lasciando asciugare, Introducendo il secondo colore eccetera. Una curiosità. Sempre visti da vicino, i colori sembrano dati a corpo, senza essere molto allungati con diluenti. Semmai essi furono resi più brillanti con un notevole apporto di olio di lino. Essi appaiono, infatti, molto grassi

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Fai clic. Esplora da vicinissimo una veduta di Canaletto. Con il mouse ogni figura, ogni pennellata

Opera realizzata attorno al 1724, Il rio dei mendicanti, sposta l'attenzione dalle zone più ricche della città, predilette dai collezionisti stranieri di Canaletto, al cuore popolare della città. Alla nostra destra vediamo, infatti, un agglomerato di case povere, dominate dalle baltresche, baldacchini che erano molto utilizzati, a quell'epoca, nella territorio della Serenissima per stendere i panni e come asciugatoi. Canaletto precedette - utilizzando in modo dettagliatissimo la camera ottica che gli permetteva di ricalcare le le linee di ogni edificio - e alimentò il desiderio della "fotografia". Cioè l'utilizzo di una tecnica che fosse più rispettosa possibile di ogni parte della veduta, al contrario del Capriccio, genere in cui angoli di una città venivano assemblati o re-inventati dai pittori. Ciò che consente di straordinario la tecnologia, anche in campo pittorico, è di ottenere oggi ingrandimenti che ci consentono di vedere un quadro fino alla trama della tela e capire come il maestro stendeva il colore. E soprattutto ci portano particolari invisibili a occhio nudo o poco evidenti a occhio nudo

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Come fu costruita la Tour Eiffel? Nel video le foto d’epoca, dal primo picchetto alla punta

La Torre venne ufficialmente aperta al pubblico alle ore 11:50 del 15 maggio 1889, nove giorni dopo l'inizio dell'Esposizione: erano passati esattamente due anni, quattro mesi e sette giorni da quando vennero inizialmente posate le fondamenta. Era naturalmente presente anche un registro degli ospiti, e il primo ad apporvi la propria firma fu lo stesso Eiffel. La torre, in ferro, pesa 10.100 tonnellate e nel 1889 era alta, dal suolo alla bandiera, 312,27 metri. Oggi, con l'antenna, la sua altezza, è di 324 metri. I 200.000 metri quadri di superficie della torre vengono riverniciati ogni sette anni - ciò consente la tenuta del metallo, per un totale di 60 tonnellate di vernice applicate in un intervento di durata 16 mesi per un costo totale di 3 milioni di euro

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Fai clic. Entriamo e visitiamo da qui la casa di Monet a Giverny. Mouse o frecce per girare nell’edificio

Fu una vera casa di campagna senza aveva l'ambizione si palazzo. A Monet interessava che potesse essere un luogo comodo, distante dalle convenzioni della capitale, ricco di tranquillità, in cui potessero correre avanti e indietro i numerosi bambini - uno suo, gli altri di Alice, la seconda moglie - e che lui e la compagna potessero entrare e uscire dal giardino, senza preoccupazioni borghesi per la pulizia dei pavimenti. Come ben sappiamo, si fece costruire, con la deviazione di un ramo del fiume, un bel laghetto. Nei dintorni teneva ormeggiato anche un barchino adattato ad atelier che utilizzava, con un collaboratore "marinaio" per cercare nuovi panorami sul fiume, ma sopratutto notare i mutamenti di luce, nello stesso spazio,in giorni o in ore diverse. Monet e la moglie amavano la botanica e i giardini

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