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Archivi giornalieri: 2 novembre 2018

I vampiri nella cultura. Sapete cosa c’è di vero nel morso contagioso? Mito, storia, arte e cinema

Il problema fu aggravato dalle epidemie rurali di acclamati attacchi di vampiri, causati indubbiamente dalla superstizione presente nelle comunità dei villaggi, dove venivano disseppelliti cadaveri e trafitti con paletti di legno. Nonostante molti studiosi dichiarassero che i vampiri non esistevano, e attribuissero gli eventi a sepolture premature o alla malattia della rabbia, la superstizione aumentò. Don Augustine Calmet, un rispettato studioso e teologo francese, compose un esauriente saggio nel 1746, in cui però rimase ambiguo circa l'esistenza dei vampiri. Calmet raccolse testimonianze di incidenti riguardanti i vampiri; numerosi lettori, tra cui un critico Voltaire e demonologhi convinti, interpretarono il saggio come una dichiarazione di esistenza dei vampiri.[66] Nel suo Dizionario filosofico, Voltaire scrisse: «Questi vampiri erano cadaveri, che uscivano dalle loro tombe la notte per succhiare il sangue dei vivi, sia dalle loro gole che dai loro stomachi, e poi tornavano nei loro cimiteri. Le persone a cui succhiarono il sangue si indebolivano, divenivano pallide e iniziavano a consumarsi, mentre i cadaveri che succhiavano il sangue prendevano peso, la loro carnagione si faceva rosea e godevano di un grande appetito. Fu in Polonia, Ungheria, Slesia, Moravia, Austria e nella Lorena che i morti poterono così gioire.» La controversia cessò solamente quando l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria mandò il suo medico personale, Gerard van Swieten, a investigare sulle acclamazioni di entità vampiresche. Egli concluse che i vampiri non esistevano e l'Imperatrice approvò una legge che proibiva l'apertura e la profanazione delle tombe e dei cadaveri, ponendo fine alla controversia

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Il bacio di Munch. Opere erotiche del maestro norvegese. Il piacere alla finestra. Donne vampire

Una posizione spesso ripetuta. Non pose sconvolgenti, come quelle di Klimt, ottimo pornografo. Tutto si ferma prima. Ma è travolgente. E' l'inizio dell'arsione. Uomo. Donna. E Una finestra. Più grande, più piccola. Quella finestra oltre la quale c'è il mondo. E il bacio, rubato alla visione di tutti, dietro le tende, in un punto isiolato, nel quale il tempo accende la propria vampa, ma tutto sembra eterno. Munch è un ibseniano. E, per capirlo meglio, siccome egli discende dai pensatori schopenaeuriani, somiglia per tanti aspetti al nostro Leopardi, nonostante egli operi quasi un secolo dopo. L'amore è il pensiero dominante, ma solo perchè è necessario alla specie. E' una volontà della natura. E tutto è un possente errore. Grande realista - nel doloroso linguaggio espressionista - o supremo nichilista? Munch è certo devastato dal nulla. E anche quando gli si prospetta qualche legame sentimentale importante rifiuta di avere relazioni più stabili poichè ritiene che la pittura richieda una solitudine sacerdotale

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La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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