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Archivi giornalieri: 4 dicembre 2018

Per un’iconografia del culo. Brevissima storia delle natiche nell’arte. Tra peso e levità

Tre muscoli che si sono sviluppati in loro insieme alla capacità di camminare erette, magari con un tacco 11, di ancheggiare e di farci girare la testa; di come Lutero sia passato alla storia anche per aver spesso mostrato le chiappe al demonio e fatto leva sull’invidia suscitata con il gesto per far si che il maligno distogliesse lo sguardo dalla sua persona; di Giano bifronte che per guardarsi il culo non aveva bisogno di quegli specchi che sembra, invece, fossero cari a Gabriele D’Annunzio; di come presentare le natiche in un atteggiamento di inchino abbia sempre significato segno di remissione, l’antropologia culturale ci insegna poi del come, in alcune società tribali, l'inchino di saluto venga fatto volgendo addirittura le spalle alla persona cui è rivolto

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Leonardo cartografo, la Valtiberina e la piana della battaglia d’Anghiari. La palude bonificata

In particolare l’attenzione viene rivolta al territorio altotiberino, consapevoli del fatto che Leonardo redige delle carte funzionali allo studio della regimazione idraulica del Valdarno e alla bonifica della grande palude che al tempo ricopriva la Val di Chiana, per cui la valle del Tevere costituisce solo la cornice di questo ampio contesto. Tuttavia va considerato che nell’estate del 1502 Leonardo si trattenne per oltre un mese ad Arezzo e in Valdarno assieme a Vitellozzo Vitelli, condottiero e figura di spicco della nobile famiglia tifernate, nonché luogotenente del Valentino, che nel giugno del 1502 si era acquartierato con i suoi 3.500 fanti nella città sottratta ai Fiorentini. Particolare sintonia ed una forte empatia ci deve essere stata tra Leonardo ed il generale del Valentino. Da Vitellozzo Leonardo ebbe pertanto modo di raccogliere molte informazioni sull’assetto idrografico dell’Altotevere che, sebbene posto in secondo piano e in posizione marginale nell’inquadratura d’insieme, viene rappresentato in modo proporzionato e con notevole dovizia di dettagli

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Luisa Turuani. Costellazioni tra le vecchie gomme americane. Una trappola per il cielo. Primo assoluto Nocivelli 2018

La giovane artista: "Il progetto è nato dal desiderio di convertire la banalità del quotidiano, in questo caso le gomme da masticare presenti ovunque sull’asfalto della città, in qualcosa di eccezionale. Mi interessa il fatto che durante una passeggiata, guardando per terra sovrappensiero, si possa essere colti di sorpresa da un’immagine che non solo ci si aspetta in cielo e non in terra, ma soprattutto sui libri o in contesti scientifici; ovunque fuorché sotto i propri piedi. Trovo affascinante la possibilità che il sacro, lo straordinario, possa nascondersi nelle cose più ovvie che circondano la nostra vita"

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