Archivi Mensili: settembre 2019

Com’era il volto di Dante? Quale il ritratto più fedele? Verso la realtà descrittiva delle fonti

Nadia Scardeoni: "Il “ritratto morale” di Bruni e l’immagine di Dante, 25enne a cavallo, in prima fila a Campaldino, hanno bucato il mio schermo mentale rivoluzionando totalmente il mio immaginario in rapporto alla sua persona suscitando una ricerca sul suo “ritratto” più veritiero, che ho identificato nel Dante del Bargello, per il quale ho avvalorato la mano di Giotto in virtù di una scoperta straordinaria, evidentissima nella Cappella degli Scrovegni a Padova

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A Londra le ricerche e le analisi di Manescalchi e del Centro studi Leonardo da Vinci

Stile Arte ha da sempre dedicato molto spazio a Leonardo ed alla sua opera, finché ho preso la risoluzione di costituire, con l'amico e collega Roberto Manescalchi, un centro studi a lui dedicato proprio nell'ambito del giornale. Il lavoro di mesi - radicato in decenni di ricerche separate - è stato proficuo e numerosi sono gli articoli innovativi e anche con scoperte di rilievo dedicati al tema già comparsi sul giornale. E' ancora in pagina, non c'è bisogno di cercarlo, l'ultimo riferito a nuove scoperte su Gioconda. Oggi mi fa piacere segnalare che Manescalchi - già autore di un saggio su Gioconda, ma anche, credo e spero, in virtù del lavoro svolto al centro studi di Stile - è stato invitato a Londra nella prestigiosa sede di Artstur (Italian Art & Culture) per una conferenza sul tema

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Quando le vergini ninfe sono assalite dal vizio

Due opere iniziate, a livello di gesso, dallo scultore Lorenzo Bartolini, furono poi scolpite in marmo dall'allievo Giovanni Duprè. Esse rappresentano due adolescenti insidiate da uno scorpione e da un serpente, simboli del male nella religione mitraica. La straordinaria recensione di Baudelaire che commentò che commentò la prima versione bartoliniana della Ninfa dello scorpione

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Inedito. Immagini nascoste nella Gioconda di Leonardo. Perchè? Chi sono questi personaggi?

La scoperta compiuta Da Bernardelli Curuz e dal Centro di Studi leonardeschi di Stile arte, diretto da Roberto Manescalchi: "Esse non sono fioriture casuali di macchie, ma appaiono ben rifinite, secondo un piano espressivo che utilizza le forme dell'inanimato per giungere a elementi antropomorfi e a personaggi riconoscibili. Leonardo giunge a controllare questa materia informe, a pianificarla. Il controllo delle macchie e la trasformazione in oggetti e personaggi è ben teorizzato nel Trattato sulla pittura di Leonardo stesso e conosce precedenti teorici fondamentali, nel Rinascimento e nell'antichità"

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Tesori subacquei: scendete con noi nella città del Leone. Il video

Lo schiacciamento programmatico dell'antica identità cinese, a favore del funzionalismo comunista, portò, alla fine degli anni Cinquanta (1959) all'allagemto di una vasta area nella provincia di Zhejiang - 573 chilometri quadrati - per la realizzazione di un impianto finalizzato alla produzione di energia idroelettrica. Un'antica città cinese, con splendidi edifici e un ricchissimo corredo decorativo, fu sommersa, come parte delle colline che rendevano il territorio dolcemente ondulato. Gli edifici sono completamente sott'acqua, mentre le colline più alte ora emergono come isole e sono complessivamente 1072. L'antica realtà urbana - Shi Cheng, cioè città del Leone - fu costruita dalla dinastia Han Orientale (25-200 dC) e venne costituita contea nel 208. Oggi i suoi edifici si trovano a una profondità compresa tra tra i 26 e i 4o metri

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Perché Luca Giordano era chiamato”Luca Fapresto”? Ce lo spiega il grande Nicola Spinosa

All’inizio della carriera faceva il falsario per il padre mercante d’arte, ma la sua straordinaria capacità di imitare i grandi lo portò presto ad assumere registri estremamente variati, come prescriveva il Barocco - Non dipingeva con un solo stile, ma li diversificava quasi la pittura fosse un immenso concerto per organo e orchestra - Nicola Spinosa, Soprintendente di Napoli, racconta i segreti di quell’artista geniale che pose le basi internazionali al rococò.

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Aperta a Lugano la Fiera internazionale dedicata alle opere d’arte su carta. Dall’antico ad oggi

Il format della fiera si rinnova e arricchisce, presentando quest’anno una proposta artistica suddivisa in quattro sezioni. La sezione MAIN COURSE, suddivise a loro volta in tre filoni, MODERN, CONTEMPORARY e OLD MASTERS, con lavori dai più celebri artisti del passato fino ai giorni nostri. La sezione EMERGENT amplia la proposta espositiva portando in fiera gallerie giovanissime con progetti e artisti internazionali. DIALOGUES, proponendo una lettura dell’eterogenea e dinamica natura del mezzo cartaceo attraverso i progetti selezionati dai curatori e dalle gallerie partecipanti. Infine, la sezione PROJECT SPACE presenta il progetto International Laser Print Show che prevede la partecipazione di attuali tematiche attivate dai project space volto a coinvolgere il pubblico, mettendolo in dialogo con importanti operatori di settore legati a queste realtà

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Come percepiamo la bellezza, in un volto? La bellezza è assoluta? L’algoritmo della Sapienza

I ricercatori hanno osservato inoltre che le differenze tra soggetti maschi e femmine (così come le differenze tra soggetti differenti) non risultano evidenti nelle singole distanze facciali, le quali non sono particolarmente significative, ma bensì nelle combinazioni lineari globali: le distanze tendono a variare insieme, coerentemente, da volto a volto. Questo riflette il modo olistico in cui percepiamo i volti: non valutiamo le posizioni dei singoli elementi facciali, uno alla volta, ma bensì l’armonia tra le diverse parti del volto (anche le più lontane) nel loro insieme. Così, il modo in cui viene percepita la distanza tra due elementi facciali è influenzato delle altre distanze del volto

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Andy Warhol & Marilyn. Le origini di una dolce ossessione e il nodo pop spiegati da Barretta

“Particolarmente suggestiva - spiega il curatore Barretta - la mostra in uno sguardo d’insieme e nei dettagli come per la prima opera di Warhol che riprende Marilyn da una foto pubblicitaria in bianco e nero dal film ‘Niagara’ del 1953. In un tributo che avvicina ancora di più il pubblico all’arte pop e a un mito senza tempo, seduttivo e parte dell’immaginario collettivo di chi l’ha amata nei suoi film”.

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