Archivi giornalieri: 17 ottobre 2019

Giallo sulla morte “misteriosa” di Jeanne Modigliani? Parisot è sul piede di guerra

Jeanne, la figlia di Amedeo Modigliani, (Nizza, 29 novembre 1918 – Parigi, 27 luglio 1984) storica dell'arte, muore a causa di una caduta, in casa, nel 1984, a Parigi. Ha 66 anni. Diagnosi: emorragia cerebrale. Ciò avviene tre giorni dopo il ritrovamento delle tre false "teste di Modigliani" e mentre la studiosa progettava di costituire a Livorno una Fondazione dedicata al padre. Ma cadde per l'emorragia o fu spinta, come qualcuno insinua, in seguito a una lite legata alle carte del padre? Oppure, ancora, fu deliberatamente assassinata, come qualcuno vuole far credere? Il giallo di Jeanne viene fatto emerge in queste ore da nuove pubblicazioni su Modigliani, che portano i lettori lungo la pista dell'intrigo mortale. Senza indugi, abbiamo raccolto la testimonianza più importante, quella di Christian Parisot, al quale in quegli anni era stato affidata dalla stessa Jeanne, come proprio successore a vita, l'associazione culturale Archives Légales Amedeo Modigliani

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Bacio della capra, Natività di Caravaggio, Palermo. Inedito. Quadro rubato dalla mafia

Di seguito alcune delle maggiori immagini presenti nella Natività di Palermo. La violenza di questi particolari nascosti o semi-nascosti - ma probabilmente molto evidenti alla cerchia del maestro - sembra configurare una reazione alla Chiesa, forse ritenuta, da Caravaggio, colpevole di una trasformazione demoniaca del messaggio di Cristo. Da approfondire, certamente, è il legame di Caravaggio con il pensiero di Giordano Bruno e con lo sviluppo del neoplatonismo rinascimentale, come con due matrici compositive precise e collegate: Leonardo e Arcimboldo. Il controcanto potrebbe essere stato, pure, originato una narcisistica e virtuosistica sfida del pittore ai committenti, attraverso l'inserimento di particolari demoniaci, di immagini sessuali

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Alessio Barchitta, 70 sfumature di rosso. Settanta strati sovrapposti, da case abbandonate

Il giovane vincitore della sezione scultura del Premio Nocivelli 2019: " Sono sempre stato affascinato dal simulacro, storicamente una figura che pretende di valere per una realtà sconosciuta. Quando la realtà ha però ha un nome, un indirizzo e un periodo storico preciso, tentare di raffigurarla è in partenza un fallimento. Molti dei miei lavori non raffigurano proprio nulla, sono l’oggetto in discussione. Recentemente è un aspetto che sto cercando di rieducare, bilanciando riferimenti immediati e concreti con suggestioni immaginifiche"

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