Home / Pittura antica / Affreschi di Assisi – Giotto o Pietro Cavallini? Ipotesi a confronto
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Affreschi di Assisi – Giotto o Pietro Cavallini? Ipotesi a confronto



PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, SUBITO QUI A DESTRA. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO , OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995 

 

Il mistero critico che circonda le Storie di San Francesco della Basilica di Assisi è tornato prepotentemente d’attualità a causa del fortunato ritrovamento nella basilica romana di Santa Maria in Aracoeli di un ciclo di affreschi risalenti alla fine del Duecento. Autore del “colpaccio”, lo studioso Tommaso Strinati, figlio di Claudio, Soprintendente ai beni storici e artistici di Roma, che ha attualmente richiesto in proposito il massimo riserbo, in attesa della pubblicazione di un dossier ufficiale. La felice scoperta – che riguarda una porzione della dipintura di un’intera cappella della chiesa, con una Madonna col Bambino, rifulgente di oro purissimo, un Cristo accompagnato da angeli e a San Pietro e poi, come elementi di sfondo e decorativi, una torre, dei putti e dei festoni -, oltre a rappresentare un fatto di estrema importanza per la quasi totale assenza di altre testimonianze dirette dell’arte di quel tempo nella Capitale, riaccende i termini della disputa sulla legittima attribuzione del merito del rinnovamento della lingua pittorica italiana, tradizionalmente assegnato a Giotto. Il ciclo di affreschi di Assisi rappresenta infatti il crocevia per eccellenza della nostra storia dell’arte e intorno ad esso è in corso da decenni un’accesa disputa che riguarda l’identificazione dell’autore. Due le fazioni contrapposte: la prima che riconosce in Giotto l’autore del ciclo e dunque in Firenze il luogo di nascita del nuovo linguaggio pittorico; l’altra che sostiene invece che l’autore sia da identificare nel pittore romano Pietro Cavallini, della cui mano sembrano portare tracce evidenti gli affreschi da poco rinvenuti. Senz’altro, se questi ultimi saranno veramente attribuiti al Cavallini, e la loro datazione risultasse antecedente a quella del ciclo assisiate, il tradizionale primato di Giotto non sarebbe più tale, ed al Maestro toscano non spetterebbe più il ruolo di “faro isolato” della rinascita italiana. Abbiamo chiesto a due tra i maggiori esperti del campo – collocati su “trincee” contrapposte – di commentare per i lettori di Stile la notizia del ritrovamento.

Bruno Zanardi, storico dell’arte e docente di Teoria e storia del restauro all’Università di Urbino, è uno dei più accesi sostenitori della tesi “romana”, proposta per la prima volta ai primi del Novecento, quando furono ritrovati gli affreschi di Pietro Cavallini di Santa Cecilia in Trastevere, e ribadita con forza un paio di anni fa da Zanardi e Federico Zeri, che avevano riconosciuto la mano del pittore romano, piuttosto che quella di Giotto, nella chiesa superiore di Assisi. “Senz’altro è troppo presto per trarre conclusioni dai pochi frammenti attualmente riportati in luce” afferma “Avendoli potuti osservare personalmente devo comunque sottolineare che in alcuni punti essi denotano una somiglianza estremamente esplicita con quelli di Assisi. In particolare, le parti decorative sono uguali, e gli elementi architettonici sono molto simili. Anche alcune figure, mostrano forti analogie. Del resto mi sembra giusto notare che se della pittura di Giotto – in cui ritengo siano inequivocabili gli apporti di cultura romana – esistono moltissime testimonianze, di quella romana di fine Duecento, contemporanea al ciclo francescano, quasi nulla è rimasto. Il ritrovamento in Aracoeli assume dunque un’importanza fondamentale. Il problema di Assisi è, d’altro canto, in una situazione di stallo, poiché pare che si accettino modifiche alla tesi della paternità di Giotto solo ed esclusivamente in presenza di “gemelli omozigoti”… Credo invece che chiunque, osservando direttamente gli affreschi romani e raffrontandoli con quelli di San Francesco, potrebbe affermare che si tratta della stessa cosa, o meglio, del frutto della medesima bottega, dove magari hanno lavorato diversi aiuti, ed è quindi assai difficoltoso riconoscere con esattezza ogni piccola sfumatura”.
Angelo Tartuferi, storico dell’arte , è invece spesso ritenuto come uno dei sostenitori del primato della scuola fiorentina su quella romana. “In realtà” ci spiega “pur riconoscendo l’estremo interesse di questo ritrovamento, dovuto alla scarsità davvero grande di documenti coevi, trovo abbastanza inopportuno l’aver posto tanta enfasi sulla solita polemica tra primato fiorentino e primato romano. Per cominciare, forse sarebbe invece opportuno parlare di una centralità assisiate, e dunque mi discosto da quanti vogliono a tutti costi attribuire una valenza “campanilistica” alla questione. Questione che per altro non vede i propri termini mutare di molto, dato che è ancora tutto da dimostrare che gli affreschi romani precedano effettivamente quelli della Basilica di San Francesco. Inoltre, a mio avviso, i dipinti ritrovati in Aracoeli paiono vicini al Cavallini, ma sembrano più conservatori, accomunabili forse più allo stile di Jacopo Torriti, altro pittore che operò nel cantiere; facendo dei confronti, ritengo che in nessun brano si colgano gli elementi di straordinaria novità introdotti da Giotto”. Autore del “colpaccio”, lo studioso Tommaso Strinati, figlio di Claudio, Soprintendente ai beni storici e artistici di Roma, che ha attualmente richiesto in proposito il massimo riserbo, in attesa della pubblicazione di un dossier ufficiale. La felice scoperta – che riguarda una porzione della dipintura di un’intera cappella della chiesa, con una Madonna col Bambino, rifulgente di oro purissimo, un Cristo accompagnato da angeli e a San Pietro e poi, come elementi di sfondo e decorativi, una torre, dei putti e dei festoni -, oltre a rappresentare un fatto di estrema importanza per la quasi totale assenza di altre testimonianze dirette dell’arte di quel tempo nella Capitale, riaccende i termini della disputa sulla legittima attribuzione del merito del rinnovamento della lingua pittorica italiana, tradizionalmente assegnato a Giotto. Il ciclo di affreschi di Assisi rappresenta infatti il crocevia per eccellenza della nostra storia dell’arte e intorno ad esso è in corso da decenni un’accesa disputa che riguarda l’identificazione dell’autore. Due le fazioni contrapposte: la prima che riconosce in Giotto l’autore del ciclo e dunque in Firenze il luogo di nascita del nuovo linguaggio pittorico; l’altra che sostiene invece che l’autore sia da identificare nel pittore romano Pietro Cavallini, della cui mano sembrano portare tracce evidenti gli affreschi da poco rinvenuti. Senz’altro, se questi ultimi saranno veramente attribuiti al Cavallini, e la loro datazione risultasse antecedente a quella del ciclo assisiate, il tradizionale primato di Giotto non sarebbe più tale, ed al Maestro toscano non spetterebbe più il ruolo di “faro isolato” della rinascita italiana. Abbiamo chiesto a due tra i maggiori esperti del campo – collocati su “trincee” contrapposte – di commentare per i lettori di Stile la notizia del ritrovamento.


Valutazione gratuita quadri e oggetti - Come vendere e guadagnare da casa - Fare gli artisti e guadagnare

1- VALORE QUADRI E D'OGNI OGGETTO - Qui gratis valutazioni e stime, quotazioni, coefficienti INIZIA LA STIMA GRATUITA
Servono un paio di foto - fatte anche con il telefonino - del quadro o dell'oggetto da collezionismo o vintage da valutare gratuitamente, perché in questo modo ci sarà possibile fornire una stima reale dell'opera o dell'oggetto, in quanto le quotazioni differiscono nell'ambito della produzione dello stesso autore o manifattura e la valutazione è sempre commisurata alla qualità dell'opera od oggetto e a tutti i precedenti d'asta, su opere delle stesse dimensioni, se esistono. I borsini o preziari mostrano infatti grandi limiti nell'arte e nel collezionismo. Se infatti funzionano discretamente per le automobili - che sono infinite repliche - non possono essere automaticamente applicati a un pezzo d'arte o di collezionismo. Le stime che ti offriamo gratuitamente -  in una sinergia Stile Arte-Catawiki - tengono conto dell'insieme di più fattori e possono riguardare quadri od oggetti di collezionismo di ogni provincia o di ogni area. Chi meno se ne intende - e facciamo l'esempio dell'arte - potrà sapere se quello che ha è una stampa o un'oleografia o un dipinto. Potrà conoscerne l'epoca, la qualità e ricevere una stima economica gratuita
 
 

cliccare sul bottone arancione, qui sotto, per inviare le foto

TUTTO AVVIENE ON LINE. SENZA DOVER PARLARE CON NESSUNO. CLICCARE SUL LINK GRATUITO ARANCIONE  QUI SOTTO, PER MANDARE FOTO E DESCRIZIONE OGGETTO PER LA STIMA GRATUITA E INFORMALE. PUOI COSI' CHIEDERE UN SEMPLICE PARERE sul valore di mercato dell'oggetto. E' dal 1995 che forniamo gratuitamente stime.
CLICCANDO TI SI APRIRA' UNA SCHEDA in cui dovrai mettere foto - è semplice come caricare un'immagine su Facebook - e indicare le dimensioni dell'oggetto

 

VUOI VENDERE OPERE DI GRANDE VALORE O COLLEZIONI INTERE? QUI consulenza alle operazioni di vendita. Contattaci e i nostri esperti ti guideranno con competenza. Invia le immagini e i dati in una mail a redazione@stilearte.it inserendo nell'oggetto la dicitura "Vendita quadri". Ti ricontatteremo al più presto
2 - GUADAGNARE DA CASA - Vendi da qui quadri e cose vecchie alle vere aste. Istruzioni-kit Come guadagnare senza uscire di casa e standosene comodi sul divano? E' facile. Magari hai già un quadro o un oggetto di collezionismo che vuoi vendere in modo sicuro, prendendo bene. Magari, invece, devi far mente locale per cercare in casa, in cantina, in soffitta. Chiedi ad amici e parenti gli oggetti che non servono più. Iscriviti subito gratuitamente alle aste Catawiki con i link sicuri che troverai qui sotto e parti per un'avventura tranquilla e redditizia. Non dovrai nemmeno uscire di casa per portare il pacco in posta o dallo spedizioniere, perché, a vendita avvenuta, passerà lo spedizioniere stesso a ritirare, da te, il pacco. Catawiki cerca oggetti speciali, quelli che ormai non si trovano più nei negozi o che sono "fuori di testa". Ma cerca anche quadri di valore, stampe e tanti oggetti di collezionismo. Proponi in vendita all'asta i tuoi oggetti con Catawiki: clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si aprirà una pagina come quella della fotografia qui sotto. Gratis   3 - FARE GLI ARTISTI E GUADAGNARE – Ecco come Qui le regole e gli indirizzi per gli artisti e i fotografi artisti che vogliono mantenersi, vivendo di pittura e arte, nell'era del web. PER INIZIARE A VENDERE la tua opera d'arte, CLICCA SUL LINK ARANCIONE, qui sotto. Non sono richieste cifre di adesione o iscrizione, né ora né in futuro. Servono solo le foto, che puoi scattare alla tua opera anche con il telefonino.  La tutela dell'utente è completa, sotto ogni profilo, con garanzia assoluta di gratuità, privacy e supervisione della correttezza di ogni operazione da parte un notaio, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la presenza notarile - pure essa completamente gratuita per l'utente - è una garanzia assoluta delle modalità operative e delle dichiarazioni di gratuità del servizio. > Vendi le tue opere d'arte con Catawiki: Clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si apre una pagina come quella della fotografia qui sotto Iscriversi a Catawiki è semplice, rapido e soprattutto sicuro. Abbiamo testato questa importante casa d'aste e possiamo dare il nostro personalissimo "pollice in su" in quanto a correttezza, professionalità e preparazione. Fare affari è ancora possibile anche nell'era della crisi!
Clicca qui per valutazioni gratuite di opere d’arte, antiche e moderne

x

Ti potrebbe interessare

Furto della Gioconda – “La Gioconda ritrovata” (parte 2)

I messaggi cifrati nel quadro dell’Apparizione della Madonna della Stella del Romanino

Condividi
Tweet
+1
Condividi
WhatsApp