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A Vercelli arrivano i capolavori di Kandinsky

Dal 29 marzo al 6 luglio 2014, Arca di Vercelli, il sofisticato spazio espositivo realizzato dentro la trecentesca chiesa di S. Marco la cui programmazione da anni si concentra sui protagonisti dell’arte del XX secolo, ospiterà una nuova grande e raffinata esposizione, realizzata con un nucleo straordinario di opere, per svelare il percorso che diede vita alla nascita dell’astrazione.

Wassily Kandinsky, Macchia nera I, 1912 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Macchia nera I, 1912 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014



Dopo il ciclo, durato cinque anni e realizzato in collaborazione con la Fondazione Guggenheim, che ha visto approdare a Vercelli i maestri delle avanguardie europee e americane collezionati da Peggy Guggenheim, Arca apre le sue porte all’altra parte della storia artistica del Novecento, in collaborazione con il Museo Nazionale di San Pietroburgo, la più vasta raccolta al mondo dedicata all’arte russa.

Henggereg, tamburo sciamanico con ongon, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale legno, pelle Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Henggereg, tamburo sciamanico con ongon, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale legno, pelle Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

La prima mostra, ideata e curata da Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, è dedicata a Wassily Kandinsky, l’artista che più di ogni altro fu la cerniera fra occidente e oriente.
La rassegna, dal titolo L’artista come sciamano, si sviluppa intorno a ventidue capolavori del padre dell’astrattismo, provenienti da otto musei russi, accompagnati da selezionatissimi dipinti di maestri dell’avanguardia russa e da uno straordinario nucleo di oggetti rituali delle tradizioni polari e sciamaniche, – appartenenti alla Fondazione Sergio Poggianella, che custodisce una delle raccolte più ricche sull’argomento – praticate nelle lontane e sterminate regioni siberiane, da cui Kandinsky trasse profonde ispirazioni durante i suoi anni giovanili di studi etnoantropologici, e che contribuirono, insieme alle tradizioni contadine russe allo sviluppo del suo percorso intellettuale verso l’astrazione come forma della spiritualità.

Wassily Kandinsky, Composizione su bianco, 1920 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Composizione su bianco, 1920 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

I lavori presentati a Vercelli appartengono prevalentemente agli anni che Kandinsky trascorse fra Monaco e la Russia, tra il 1901 e il 1922, anno in cui fu costretto ad abbandonare per sempre la Russia sovietica, che pure aveva sostenuto nei primi anni della rivoluzione, per accettare l’incarico offertogli da Walter Gropius di dividere con Paul Klee l’insegnamento al Bauhaus.
È il momento in cui l’artista giunse alla convinzione che per trasporre sulla tela sentimenti e pensieri non fosse necessario raffigurare oggetti, paesaggi, i volti della vita quotidiana ma che, tramite il colore, la forma, la loro combinazione e il ritmo della composizione fosse possibile esprimere gli stati d’animo e le emozioni provocati sia dal mondo esterno che dai moti profondi dello spirito umano.

Grembiule sciamanico, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale stoffa, ferro, materiali diversi Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Grembiule sciamanico, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale stoffa, ferro, materiali diversi Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Il lungo e profondo viaggio che condusse Kandinsky all’astrazione, era cominciato negli anni della sua formazione universitaria, quando i suoi studi di legge lo avevano portato ad analizzare i fondamenti del diritto nelle tradizioni delle sterminate campagne della Russia, fra le lontane popolazioni della Vologda, in Siberia, dove da etnologo approfondì la vita, gli usi e l’economia dei sirieni, una piccola etnia cui dedicò alcuni articoli scientifici, incontrando anche le pratiche popolari derivanti dalle antiche ritualità sciamaniche, dalla cui profonda spiritualità fu fortemente colpito.

Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Molti elementi che si ritrovano nella sua opera richiamano quella esperienza, dalla figura del cavallo e del cavaliere, al tamburo rituale, alle figure simboliche di animali.
La formazione del giovane Kandinsky crebbe all’interno di una impetuosa corrente culturale sviluppatasi in Russia per tutto l’800, seguita all’invasione napoleonica e alla conseguente distruzione di Mosca, volta a ricercare nella cultura primitiva e folclorica del mondo contadino, le radici di un’originaria e intatta civiltà russa. Di questo universo favoloso ed esoterico, contrapposto al razionalismo dell’occidente europeo, facevano parte le favole e le canzoni popolari trasmesse oralmente fin dal Medioevo e riprese poi in letteratura da Pushkin e Dostoevskji e in musica da Rimsky Korsakov, prima, e poi dagli altri compositori russi di inizio ‘900, da Mussorsgky a Skriabin a Stravinsky.
Nella fusione delle sue esperienze di studio e del clima culturale russo nasce lo Spirituale nell’arte e il pensiero che farà di lui il massimo teorico dell’arte del ‘900, l’inventore dell’astrazione, e uno dei più grandi maestri di tutta l’arte del ‘900.

Bastone sciamanico, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale legno levigato e scolpito Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Bastone sciamanico, prima meta del XX secolo Mongolia settentrionale legno levigato e scolpito Fondazione Sergio Poggianella, Rovereto

Il percorso espositivo all’Arca di Vercelli conduce lungo questo percorso con molti dei suoi capolavori sommi, accompagnati da rari oggetti appartenenti alla tradizione dello sciamanesimo, dai suoi primi dipinti nati in atmosfera simbolista, alle opere del periodo di Murnau, fino alle grandi tele dei pochi anni in cui Kandinsky divenne il punto di unione fra le avanguardie occidentali, raccolte intorno a Der Blaue Reiter, e i maggiori protagonisti dell’avanguardia russa per arrivare alle opere del periodo finale della sua permanenza in Russia, che lo vide impegnato, come commissario per le arti del governo post rivoluzionario prima che il dissenso con le forme del potere sovietico non lo conducesse ad accettare un esilio definitivo.

Wassily Kandinsky, Improvvisazione, 1913 circa Primorskaya State Picture Gallery, Vladivostok © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Improvvisazione, 1913 circa Primorskaya State Picture Gallery, Vladivostok © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

La mostra è curata da Eugenia Petrova e promossa dalla Città di Vercelli, organizzata da Giunti Arte mostre musei col patrocinio della Regione Piemonte, il contributo di diverse istituzioni e aziende, fra le quali la Provincia di Vercelli, Biverbanca e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.

Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919 Museo Russo di Stato, San Pietroburgo © Wassily Kandinsky, by SIAE 2014

Il Catalogo è pubblicato GAmm Giunti, e contiene insieme ai saggi di Eugenia Petrova e Francesco Paolo Campione, la prima traduzione italiana dello studio pubblicato da Kandinsky sui popoli siberiani.

WASSILY KANDINSKY
L’artista come sciamano
Arca di Vercelli – Chiesa di San Marco (piazza San Marco 1)
29 marzo – 6 luglio 2014

Orari: Tutti i giorni 10-20. La biglietteria chiude un’ora prima

Ingresso:

Biglietti individuali:
Biglietto intero comprensivo di audioguida € 10
Biglietto ridotto comprensivo di audioguida € 8,50
(visitatori fino a 18 anni e oltre 65 anni, portatori di handicap, possessori Giunti Card, correntisti BiVer Banca possessori di bancomat, convenzioni)
Ingresso gratuito (€ 1 con audioguida)
Bambini fino a 10 anni accompagnati da familiari, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per ogni disabile che presenti necessità, giornalisti iscritti all’albo, tesserati ICOM

Sito internet: www.mostrakandinsky.it

INFO: Tel. 0161 040035. (Call center attivo dal Lunedì al Venerdì 8:30-18:00 e il Sabato 9:00-18:00

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