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Arnaldo Zuccari


La piccola impressione  di Arnaldo Zuccari  prima del restauro

La piccola impressione
di Arnaldo Zuccari
prima del restauro

La vita

Arnaldo Zuccari nasce a Brescia nel 1861. Il padre Innocente praticava la professione di orefice presso la chiesa di San Lorenzo. Di famiglia agiata, Arnaldo non ebbe in giovinezza di che preoccuparsi per il suo avvenire. Oltre alla casa in città, la famiglia possedeva una proprietà a San Zeno, rustico e residenza padronale; luogo estivo molto amato e dipinto in una lunga serie di opere. Nell’Ottocento Brescia non aveva un’accademia: per studiare ci si recava a Milano o Venezia, altrimenti ci si poteva accontentare della Civica Scuola di Disegno “Moretto”, dove dal 1866 Luigi Campini fu maestro di un’intera generazione di pittori nostrani quali Filippini, Soldini, Lombardi, Glisenti e ovviamente il nostro Zuccari. Nel 1887 egli espone per la prima volta all’Arte in Famiglia (il famoso cenacolo di artisti),con alcune opere che riscuotono un certo consenso.

In quel periodo l’artista è già ben inserito nell’ambiente culturale cittadino. La vita intellettuale bresciana vive un periodo piuttosto intenso: nascono le banche, si sviluppano le industrie, il dibattito politico è vivace, anche per merito di Zanardelli; esiste gran fervore di iniziative puntate al rinnovamento della società. Corre il 1890. Zuccari frequenta la sede della “Sentinella Bresciana”: qui stringe sincera amicizia con il poeta Angelo Canossi, ed insieme decidono di dar vita ad un giornale satirico. La rivista ha per titolo “Guasco”, nome derivato dal bizzarro personaggio di un’opera letteraria, un giullare, autore di scherzi e furberie. Arnaldo vi disegna le vignette e le illustrazioni per un romanzo pubblicato a puntate. Nello stesso anno entra alla “Moretto” come insegnante al corso superiore di Ornato; da docente formerà tutta una generazione di pittori: Trainini, Coccoli, Fiessi, eccetera. Nel decennio che porta al Novecento comincia a produrre pale d’altare ed è impegnato nella realizzazione di lavori per alcune chiese della provincia. Si cimenta inoltre nell’affresco insieme ad Arturo Castelli, con cui decora villa Bertelli a Vestone. Nel 1900, Zuccari espone a Milano, alla Permanente ed alle Biennali di Brera. Le sue partecipazioni all’Arte in Famiglia si diradano, anche per il ruolo più ufficiale, pubblico che egli riveste. Divenuto direttore della “Moretto”, cura cataloghi ed entra nelle commissioni giudicatrici di vari premi. Nel 1916 è nominato Cavaliere della Corona d’Italia e membro dell’Ateneo. Nel 1927 la Galleria Campana organizza una grande personale dell’artista, con 37 quadri che riassumono tutta la sua carriera e ne celebrano l’indiscusso talento. L’anno successivo il pittore si iscrive al sindacato di Belle arti, presieduto da Virgilio Vecchia, ed entra a far parte del Direttivo. Nel 1930 dipinge un vasto affresco nella chiesa di Cologne, ed ancora nel 1934 lo vediamo nel comitato ordinatore della mostra dedicata alla “Pittura bresciana dell’Ottocento”. Muore a Brescia nel marzo del 1939.

La piccola impressione  di Arnaldo Zuccari  dopo il restauro

La piccola impressione
di Arnaldo Zuccari
dopo il restauro

La tecnica

L’attività artistica di Zuccari è caratterizzata da una produzione ben documentata e numericamente elevata di dipinti, compiuti nel periodo compreso tra gli anni ’80 dell’Ottocento e la fine degli anni ’30 del Novecento. Zuccari affronta i vari generi, cimentandosi nell’affresco come nella realizzazione di pale d’altare; ma è con la pittura da cavalletto che egli esprime il suo sentimento più profondo: ritratti, soggetti religiosi, scene di genere storico-letterario e paesaggi. Dipinge prevalentemente ad olio, adottando i supporti tradizionali, quali la tela, la tavola ed il cartone. La dimensione delle opere è quasi sempre contenuta, soprattutto nei quadri ad “impressione”. Per quanto concerne la grafica, i disegni sono in genere eseguiti a matita su fogli d’album di carta bianca o preparata cromaticamente. Rari i pastelli, peraltro realizzati con ottima tecnica.

 

Le quotazioni

I dipinti di Arnaldo Zuccari vantano quotazioni significative. Partendo da un minimo di 2mila euro per le opere più piccole, si può giungere ai 15mila ed oltre in caso di tele importanti e di grandi dimensioni. La quotazione media si attesta attorno ai 5mila euro.

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