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Stile arte Brescia

© Emanuele Bernardelli Curuz
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“Don Francesco Perini. Storia di un prete risorgimentale”. A Orzinuovi la presentazione del volume di Tonino Zana

Appuntamento alle 20.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Introducono la serata il Sindaco Andrea Ratti e il parroco don Domenico Amidani. Intervengono Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia, Paolo Corsini (ex sindaco di Brescia), Eugenio Massetti (editore), oltre all'autore Tonino Zana. Moderatore della serata è Francesco Alberti del Giornale di Brescia

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Il Savoldo a Quinzano. L’attribuzione e l’analisi di Sandro Guerrini

Lo studioso: "E' proprio all’alba del ritorno della Signoria di Venezia sul territorio bresciano (1516-1517) che il pittore più misterioso ed affascinante del Cinquecento bresciano dispiega un canto trionfale di gioia e di colore in una tavola fino ad oggi dimenticata dalla storiografia artistica. Si tratta della pala dell’altar maggiore della Parrocchiale di Quinzano d’Oglio – un tempo attribuita dubitativamente al Moretto ed oggi passata come opera del Ferramola - che celebra il Cristo risorto ed i Santi Faustino e Giovita in armi, al culmine dell’entusiasmo per la liberazione dagli stranieri e per lo scampato pericolo della peste del 1512- 1513".

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Arnaldo Zuccari

La vita Arnaldo Zuccari nasce a Brescia nel 1861. Il padre Innocente praticava la professione di orefice presso la chiesa di San Lorenzo. Di famiglia agiata, Arnaldo non ebbe in giovinezza di che preoccuparsi per il suo avvenire. Oltre alla casa in città, la famiglia possedeva una proprietà a San Zeno, rustico e residenza padronale; luogo estivo molto amato e ...

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Elio Gnutti

Parte da Munch, ma rilegge l’uomo contemporaneo nella dimensione di una drammatica afasia. Non resta nemmeno la possibilità del grido. Come in un tribunale kafkiano nel quale la pena è attendere per sempre una sentenza che non giungerà mai

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Antonio Nastuzzo (1908-1990) , dall’artigianato all’arte, a Salò

Dire di Antonio Nastuzzo (Pradamano 1908 - Salò 1990) equivale a rinverdire un tempo particolarmente fervoroso del piccolo mondo artistico salodiano. Sedicenne, giunge a Salò già in rapporto con alcuni maestri decoratori. Tra essi Ottorino Benedini, Abramo Bertasio e Bruno Verenini, insegnanti della Bottega Artigiana di Bassano del Grappa. Mentre Verenini non si stacca da quella località, Bertasio e Benedini approdano sul Garda, per operarvi assiduamente: un loro intervento rimane in particolare nella memoria, la decorazione operata nell’Hotel Savoy di Gardone Riviera dove ha presenziato pure Angelo Landi, pittore e affreschista attivo fra l’altro nel municipio di Salò, in Villa Simonini, odierno Hotel Laurin e nell’Hotel Maderno, ma assurto a vasta fama dipingendo la grande cupola del santuario di Pompei.

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