Aneddoti sull’arte

La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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Stile arte, anteprima mondiale. La testimonianza inedita di Maya Picasso su Modigliani e suo padre

La figlia di Picasso scrisse di getto l’inedito che oggi pubblichiamo grazie alla cortesia di Parisot che lo aveva gelosamente custodito come dono raro e prezioso. In effetti si tratta di testimonianza squisita e sensibile che nasce dal profondo dell’anima e si presenta anche come vera e propria opera d’arte. Saggio elevato ricco di una poetica rara che, per ovvi motivi, non ci sentiamo di poter tradurre e trascrivere è anche testimonianza impareggiabile di scrittura creativa

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Perché Luca Giordano era chiamato”Luca Fapresto”? Ce lo spiega il grande Nicola Spinosa

All’inizio della carriera faceva il falsario per il padre mercante d’arte, ma la sua straordinaria capacità di imitare i grandi lo portò presto ad assumere registri estremamente variati, come prescriveva il Barocco - Non dipingeva con un solo stile, ma li diversificava quasi la pittura fosse un immenso concerto per organo e orchestra - Nicola Spinosa, Soprintendente di Napoli, racconta i segreti di quell’artista geniale che pose le basi internazionali al rococò.

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Perché gli impressionisti suscitarono scandalo? Ecco il testo che li stroncò

"Ah, eccolo, eccolo!" esclamò dinanzi al n. 98. "Che cosa rappresenta questa tela? Guardate il catalogo". "Impressione, sole nascente". "Impressione, ne ero sicuro. Ci dev'essere dell'impressione, là dentro. E che libertà, che disinvoltura nell'esecuzione! La carta da parati allo stato embrionale è ancor più curata di questo dipinto". "Ma che avrebbero detto Bidault, Boisselier, Bertin, dinanzi a questa tela importante?" "Non venitemi a parlare di quegli schifosi pittorucoli!"

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Un’invenzione botanica portò Monet a coltivare e dipingere ninfee. Perché? Il video

La svolta che Monet impresse alla propria pittura, passando dal paesaggio a campo largo, alla visione ravvicinata di porzioni di natura che preludono alla via dell'informale, fu consentita, oltre alle esigenze del pittore di rinnovare le modalità di rappresentazione dell'istante di luce, dal mercato della botanica che, proprio in quegli anni, si apriva all"invenzione", attraverso incroci tra specie esotiche e la bianca europea, delle ninfee colorate. In precedenza, da noi, questi fiori delle acque stagnanti erano nivei. Ma all'esposizione universale del 1889 Latour-Marliac, un possidente appassionato di giardini, presentò le nuove varietà, che conquistarono il pubblico e che gli valsero il primo premio nella propria categoria

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Furto della Gioconda – “Mio padre, il ladro della Gioconda”. La testimonianza di Celestina Peruggia (parte 1)

Nel centenario della riconsegna della Gioconda (1913-2013) Stilearte ripropone una preziosa intervista esclusiva che ebbe con a Celestina Peruggia, figlia dell'autore del "colpo del secolo", scomparsa nel marzo 2011 . La signora Peruggia rispose alle domande,, senza reticenza.

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La curiosità. Perchè il presidente Kennedy diceva di essere cugino della Gioconda? La vicenda

E' il 12 Ottobre 1962, in New Jersey, nel corso delle celebrazioni del Columbus Day. Parlò del nonno materno, John Francis Fitzgerald detto ‘Honey Fitz’, sindaco di Boston e deputato al Congresso: “Mio nonno - disse Kennedy - ci diceva sempre che i Fitzgerald sono in realtà italiani, e discendono dai Geraldines, che vennero da Venezia: non ho mai avuto il coraggio di rivendicare questa affermazione, lo farò oggi qui …”. I Gherardini giunsero in Irlanda, questo è certo. Tommaso, Gherardo e Maurizio, figli di Gherardino, con Enrico II d'Inghilterra partirono alla conquista dell'Irlanda, dove avrebbero dato vita al ramo Fitzgerald, dei Conti di Desmond, Duchi di Limerik e Vice-Re d'Irlanda

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Andrea Camilleri e il giallo-verità dei Renoir scomparsi

Il creatore di Montalbano ha scritto un thriller ispirato al viaggio in Sicilia del maestro impressionista. La vicenda romanzesca si innesta nella realtà storicamente documentata, inseguendo le tracce di perduti capolavori. Renoir si trovava a Capri con Aline, non ancora sposata, e una lettera del fratello l’avvertì che Wagner era a Palermo e che quella sarebbe stata una buona occasione per fargli un ritratto. Pierre-Auguste era assai meno wagneriano del fratello e si mosse da Capri a malincuore, erano giorni d’intensa passione per Aline. Lasciata la compagna a Napoli, arrivò a Palermo, andò a visitare Monreale e il giorno seguente incontrò Wagner all’Hotel des Palmes. Gli fece il ritratto in trentacinque minuti e quindi se ne tornò di corsa dalla sua Aline.

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La figlia di Gigi Porco e le osterie dei macchiaioli. Alla ricerca del tempo perduto

Carlo Lorenzini in “Occhi e nasi” ricorda altre due osterie in cui si poteva tirar tardi, probabilmente presenti nella stessa area e o in aree limitrofe: Beppe sudicio e Cencio Porcheria. La scarsa igiene dei locali, considerati i nomi, era probabilmente una costante, ma delle ultime due non ci è stato dato di reperire ulteriori tracce. Dalle caricature di Tricca al Corpus macchiaiolo di Carlo Pepi

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