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Tutti i segreti della cappella di Ronchamp di Le Courbusier spiegati in 5 magnifici minuti

Situata a Ronchamp, non distante dalla città di Belfort, Notre-Dame du Haut è considerata uno dei capolavori dell'architettura contemporanea. Realizzata dall'architetto Le Corbusier secondo i canoni dell'architettura brutalista, l'opera è di un'immane potenza e presenta soluzioni di grane effetto e suggestione. Il lavoro alla stesura del progetto iniziò nel 1950. Quattro anni dopo - il 4 aprile 1954 - venne collocata la prima pietra. In poco più di un anno fu conclusa - 20 giugno 1955 - e aperta al culto, mentre fu consacrata l'11 settembre 2005

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Architettura e cantine vinicole – L’esempio della Mitteleuropa

Gli spazi sono organizzati e scanditi, oltre che arredati e illuminati, con una nuova sensibilità, della quale il visitatore si accorge immediatamente appena entra in una delle cantine in questione. L'effetto sensoriale esercitato dall'architettura non si discosta tuttavia dalla ragion d'essere e dal vero protagonista di questi luoghi: il vino, che emerge in tutta la sua portata sensoriale e culturale

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Le Corbusier: Ville Savoye, Poissy (1928-31) spiegata dallo storico Bucci. Il video

Una bella lezione, agile e rapida, e per questo molto efficace - è tenuta in questo video dal professor Federico Bucci, docente del Politecnico di Milano, sull'architettura contemporanea. Questo viaggio rapido ci consente di inquadrare i principali fenomeni del Novecento legati a una svolta del modo di progettare e di costruire, tra nette cesure con il passato e l'acquisizione di suggestioni dell'arte d'avanguardia

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Le case più pazze del mondo, tra architettura spontanea e progetti fantasiosi

Siete favorevoli, nell'ambito di realizzazioni di dimensioni limitate, all'architettura spontanea e all'auto-costruzione? All'architettura creativa che, su unità abitative non impattanti, possa modulare creatività, fantasia e qualche eccesso? In Italia, di fatto, ciò risulta impossibile a causa di una visione, a nostro giudizio, troppo autoritaria, sia per la natura burocratica del nostro Paese, che per la presunta protezione del paesaggio. E in molti casi l'architettura sembra divenuta una modalità attraverso la quale rimodulare le immagini imposte da poteri centrali. L'Italia inventrice, l'Italia ispiratrice non riesce più imporre la propria creatività perchè congelata da un eccesso di Stato.

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Guédelon. Costruire da zero un castello e farlo rendere. Il miracolo francese. Video

Proseguono lavori, cantieri, visite, attività didattiche sperimentazioni al castello di Guédelon, un'ampia costruzione work in progress, realizzata oggi con disegno e tecnologie totalmente medievali. L'edificio in costruzione è situato in Francia, vicino a Treigny. Il cantiere si trova nel pieno della foresta, a 6 chilometri dal più vicino centro abitato della zona, il villaggio di Saint-Saveur e a 30 chilometri dalla prima fermata utile della ferrovia, a Cosne-sur-Loire. La costruzione del castello medievale è iniziata, ex novo, nel 1997 e il progetto verrà completato, utilizzando solo le tecniche e i materiali del XIII secolo, nel 2023. Si tratta di una costruzione in tutto filologica, realizzata per indagare a fondo la tecnologia utilizzata nel passato, utilizzando tutti i materiali da costruzione ottenuti a livello locale. Il capo architetto è Jacques Moulin, che ha progettato il complesso di edifici di Guédelon secondo il modello architettonico sviluppatosi in Francia durante il XII e XIII. Moulin è grande esperto di edifici monumentali. Classe 1954, è architetto capo dei monumenti storici francesi, responsabile del parco e dei giardini di Versailles, della Manifattura nazionale dei Gobelins della Basilica di Saint Denis e di numerose altre aree e monumenti

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Come l’arte e l’architettura trasformavano uomini esemplari negli Dei. Divinizzazioni e politica

I Greci avevano concesso l’apoteosi solo a semidei come Ercole, che si era guadagnato quella posizione con dodici fatiche, e non poterono negarla ad Alessandro, anch’egli, a suo dire, figlio di un dio. Romolo, l’ecista divinizzato, avrà, secondo Virgilio (Eneide VI, 786 e ss.) “cento nipoti, tutti celesti, tutti abitatori delle “superne vette” e tra questi evidentemente spiccava Augusto. Architettura, arte,  tutto concorreva ad interpretare il desiderio di apoteosi. In Etruria, i templi, normalmente orientati verso Mezzogiorno, rappresentavano la proiezione sulla terra di una divisione sacra del cielo. A Roma si svilupparono raffinate decorazioni simboleggianti il percorso dell’anima, aerea e immortale, verso l’emisfero superiore

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Sai a cosa servivano i nuraghi? L’analisi, il filmato

Sviluppatasi in un lungo arco cronologico, tra l’età del Bronzo e gli inizi dell’età del Ferro (XVII-IX sec. a.C.), la civiltà nuragica, che prende nome dal singolare e imponente monumento che la caratterizza, il nuraghe, spicca nel panorama dell’Europa antica per varietà e ricchezza delle sue manifestazioni culturali. Tra XVII e XIII sec. a.C. l’occupazione sistematica e capillare del territorio portò all’edificazione di migliaia di nuraghi sia semplici che complessi, distribuiti in sistemi insediativi costituiti da un numero variabile di torri, di abitati e di luoghi di culto funzionali al controllo delle risorse

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Bruno Munari e la creazione di nuove forme. Macchine inutili e corpi che alimentano il pensiero

L’autore evita accuratamente di mostrare una composizione fissata in un certo istante, crea, invece, pitture dinamiche, instabili e complesse. In mostra si potrà ammirare un prototipo, esemplare unico, di Tetracono del 1965, alcuni Negativi-positivi su tavola dei primi anni ’50, e la pittura cromo-cinetica realizzata con filtro Polaroid rappresentata da un Polariscop degli anni ’60. Talvolta un cambio di forma è ottenuto sovvertendo la funzione. È il caso delle Sculture da Viaggio, di cui viene proposto un raro esemplare in lamiera verniciata del 1958 accompagnato dalla corrispondente scultura in cartoncino. L'analisi condotta da Luca Zafferano per la mostra milanese del 2018

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