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Cos’è la tape art? Ecco le illusioni ottiche ottenute utilizzando il nastro adesivo. Tecnica e video

Molto orientata alla ricerca spasmodica di nuovi materiali e di effetti sorprendenti, l'arte contemporanea esplora ogni possibilità, in mille direzioni, poichè il mercato, fondamentalmente, promuove più un'idea che abbia ricadute formali sull'industria e sul design - quindi un'invenzione o una scoperta, come avviene nella scienza e nella tecnologia - che una ricerca interiore o visioni del mondo. Be', una visione labirintica e deformata del mondo - forse eco del nostro caos - viene offerta dalle illusioni ottiche elaborate dall'artista Darel Carey che si esprime attraverso la Tape art. La Tape art è una tecnica - che chiaramente influisce anche sulle scelte stilistiche - nella quale si utilizzano quasi esclusivamente nastri adesivi. Un precedente esiste. Ed è lontano. Corde sporche di colore venivano tirate dai quadraturisti per creare soffitti e architetture in tromp l'oeil. Altre corde servivano a creare prospettive coerenti anche nella pittura di figura e da cavalletto.  Corde servivano per creare anamorfosi e prospettive accelerate. Bello il filmato realizzato dai nostri colleghi francesi di Art in the city

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2012-2018, le linee dell’architettura altoatesina. Meglio il local o il glocal? Le immagini

Dopo le prime due edizioni (2006 e 2012) è proposto un terzo inventario dei progetti che documentano l’orizzonte architettonico che si è sviluppato in Alto Adige nel periodo di sei anni, selezionati da una giuria internazionale composta da Roman Hollenstein, critico di architettura ed ex redattore della Neue Zuercher Zeitung, Marco Mulazzani, storico dell'architettura all’università di Ferrara e redattore di Casabella, e l’architetto viennese Marta Schreieck dello studio Henke Schreieck Architetti

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Come procedono i lavori del castello di Guédelon nel 2018, costruito ex novo con tecniche antiche

E' un esempio unico in Europa. Una "banda di amici", appassionati del Medioevo e dell' archeologia sperimentale sta realizzando un grande castello, in Francia, tutto con materiali, mezzi di trasporto e tecniche pre-industriali. Il suggestivo edificio cresce di anno in anno ed è meta di numerose comitive e scolaresche che seguono i lavori o partecipano ai laboratori didattici istituiti dal gruppo di "castellofili". Qui vediamo i lavori del 2018

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Come fu costruita la Tour Eiffel? Nel video le foto d’epoca, dal primo picchetto alla punta

La Torre venne ufficialmente aperta al pubblico alle ore 11:50 del 15 maggio 1889, nove giorni dopo l'inizio dell'Esposizione: erano passati esattamente due anni, quattro mesi e sette giorni da quando vennero inizialmente posate le fondamenta. Era naturalmente presente anche un registro degli ospiti, e il primo ad apporvi la propria firma fu lo stesso Eiffel. La torre, in ferro, pesa 10.100 tonnellate e nel 1889 era alta, dal suolo alla bandiera, 312,27 metri. Oggi, con l'antenna, la sua altezza, è di 324 metri. I 200.000 metri quadri di superficie della torre vengono riverniciati ogni sette anni - ciò consente la tenuta del metallo, per un totale di 60 tonnellate di vernice applicate in un intervento di durata 16 mesi per un costo totale di 3 milioni di euro

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Il meraviglioso chalet del pittore Balthus. 113 finestre, facciata scolpita nel Settecento. Il video

Costruito tra il 1752 e il 1756 da David Henchoz, il Grand Chalet, patrimonio nazionale svizzero -  113 finestre, facciate scolpite - è tra i più antichi chalet in Svizzera. Fu inizialmente progettato per ospitare grandi botti di legno per la commercializzazione all'ingrosso di formaggio. Le sue dimensioni sono state determinate dalla necessità di creare questi spazi sotterranei, condizionando così la struttura dell'intero edificio. Rimase nelle mani della stessa famiglia fino al 1875, trasformato nel 1852 in albergo pensione solida reputazione, che ospitò personaggi  come Victor Hugo o Alfred Dreyfus. Il pittore Balthus - al secolo Conte Balthazar Klossowski de Rola - acquistò lo splendido immobile nel 1977 e vi si stabilì con la moglie, la contessa Setsuko Klossowska Rola e la loro figlia Harumi. Rimarrà lì fino alla fine della sua vita. Ancora oggi, questo luogo unico e senza tempo è sia la residenza di famiglia che la sede della Fondazione Balthus

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Casa di legno. Com’è bello veder crescere il cuore arcaico degli edifici auto-costruiti. Video

La struttura svela l'origine delle case che, inizialmente o s'addossavano a grotte o rocce o crescevano nella prateria sfruttando alberi in crescita che venivano uniti poi, trasversalmente, da assi legno e pellame per creare uno spazio riparato e caldo. Nell'osservazione della costruzione di una casa in kit che segue i criteri arcaici di assemblaggio, rivediamo i principi della statica e il rapporto tra pesi, orizzontalità, verticalità, linee oblique. Un rapporto con la struttura profonda dell'abitare, che ci rincuora e che ci rassicura

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Entrate nel magico castello di proprietà di André Breton, padre del Surrealismo. Il video

E lì, in quel luogo favoloso - palazzo e torre, che risalgono al XII e XIII secolo - in un medioevo pietrificato, la coppia riceveva Max Ernst, Benjamin Peret, Léo Ferré Henri Cartier-Bresson, Man Ray, Juliette Greco. Saint Cirq, il borgo in cui sorge il castelletto di Breton, è attualmente classificato tra "i più bei villaggi di Francia" ed è stato anche indicato nel 2012 come "villaggio francese preferito." Si trova a sud della Francia, nel Lot, nel Parco Naturale del Quercy, nella regione del Midi-Pirenei. Il piccolo paese - 222 abitanti - ha autonomia amministrativa e pertanto è riconosciuto dallo Stato come Comune. Il castelletto passò nella mani della figlia di Breton, Aube, che lo vendette quindi a una coppia di ardisti i quali decisero, con il tempo di alienarlo. Si è così fatto avanti il Comune che lo ha acquisito per la cifra di 587.000 euro per acquisire la casa e che deve trovare 613.000 euro per il restauro, con il fine di trasformarlo in un centro dedicato a Breton e al Surrealismo. In questo intento, l'ente municipale è coadiuvato dall'associazione La Rose e dalla Fondazione Breton, che hanno promosso una sottoscrizione per raccogliere fondi

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Incubi erotici e poltrone impudiche di Dorothea Tanning, ottima artista e moglie di Max Ernst

Erano una coppia splendida. Lei giovane radiosa, sorridente, creativa; lui magro, con i capelli ormai bianchi, ma un vigore tutto giovanile. L'immagine di Max Ernst ha probabilmente schiacciato, in anni di maschilismo, quella della moglie, Dorothea Tanning (Galesburg, 25 agosto 1910 – New York, 31 gennaio 2012). Pittrice, poetessa e scrittrice statunitense, ha disegnato anche dei costumi per balletti e per il teatro e si è inoltre dedicata alla scultura. La qualità delle sue opere surrealiste è altissima, al punto che le sue quotazioni - come potremo vedere in fondo alla pagina - sono salite, superando il milione di dollari per un dipinto. Straordinaria pittrice, sotto il profilo della tecnica, Dorothea svolse un ottimo, inappuntabile lavoro sulla psiche femminile, e sulle sue ossessioni nascoste

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C’è una guardia o una dama all’uscio: i fermaporte dipinti da grandi artisti

A partire dal XVII secolo, anche artisti molto raffinati dipinsero uomini, donzelle e animali su sagome di legno usate come fermaporte o come illusori elementi scenografici da inserire negli spazi architettonici. Si creava in questo modo un permanente rapporto di dialogo dimensionale tra edificio e luoghi vivificati dalla presenza umana

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L’organo marino suonato dalle onde a Zara. Sentite qui 30 secondi di concerto

Nella notte il suono lontano di un organo si diffonde nell'aria portato dal vento. E' una musica soprannaturale, che unisce istanti di armonia a imprevisti e imprevedibili salti nella dissonanza. E' il mare-organista ad agire, con le onde, sui tubi dell'organo marino, scultura sonora a gradini realizzata nel 2005 dall'architetto Nikola Bašić, nel punto a nord est della banchina che circonda il centro storico di Zara, città dalmata appartenente alla Croazia, che si affaccia sull'Adriatico, popolata da 75mila abitanti. L'organo si basa sul principio dello spostamento d'aria provocato dalle onde che entrano alla base del monumento

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