architettura

Le ultime immagini di Notre Dame integra. Immergiti e girala. Da qui. Video 3d

Grande importanza avrà, nell'ambito della ricostruzione, un documentario immersivo a 360 gradi, realizzato da una società di giornalisti parigini, guidati dal rettore della cattedrale. Con il mouse è possibile osservare la chiesa in ogni punto nel suo insieme.  Il lavoro è stato tre mesi prima dell'incendio che ha devastato la chiesa parigina. Secondo le Figaro, la Francia sta già lavorando su queste immagini, impostando per ogni sezione, in continuità, una banca dati fotografica

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Monsù Desiderio: notte, fuoco, eleganza, ruderi, inferno. Gli incubi antichi. Il video delle opere

Di lui si sa pochissimo, nonostante sia stato un autore dotato di una carica onirica intensa, così da essere apprezzato, secoli dopo, da Breton e dai surrealisti. Il mistero è moltiplicato dal fatto che, dopo la sua morte, nella bottega napoletana l'opera fu continuata dal pittore connazionale Didier Barra, sicchè si era pensato che monsù Desiderio fosse lui, come risulta da antichi inventari

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Com’erano i letti degli antichi romani? Il design ricorrente tramandato dagli affreschi erotici

Se nelle case povere o nei postriboli il cubiculum era il luogo con un parallelepipedo di mattini , murato, e intonacato, sul quale veniva gettato un sacco contenente foglie e lana, che formava il giaciglio, nelle domus della borghesia e della nobiltà, i letti non appartenevano alla struttura in muratura, ma erano mobili. In molti casi essi derivavano da fusioni di metallo, come il bronzo, ed erano autentiche sculture

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Il meraviglioso chalet del pittore Balthus. 113 finestre, facciata scolpita nel Settecento. Il video

Costruito tra il 1752 e il 1756 da David Henchoz, il Grand Chalet, patrimonio nazionale svizzero -  113 finestre, facciate scolpite - è tra i più antichi chalet in Svizzera. Fu inizialmente progettato per ospitare grandi botti di legno per la commercializzazione all'ingrosso di formaggio. Le sue dimensioni sono state determinate dalla necessità di creare questi spazi sotterranei, condizionando così la struttura dell'intero edificio. Rimase nelle mani della stessa famiglia fino al 1875, trasformato nel 1852 in albergo pensione solida reputazione, che ospitò personaggi  come Victor Hugo o Alfred Dreyfus. Il pittore Balthus - al secolo Conte Balthazar Klossowski de Rola - acquistò lo splendido immobile nel 1977 e vi si stabilì con la moglie, la contessa Setsuko Klossowska Rola e la loro figlia Harumi. Rimarrà lì fino alla fine della sua vita. Ancora oggi, questo luogo unico e senza tempo è sia la residenza di famiglia che la sede della Fondazione Balthus

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Cosa significano gli igloo di Mario Merz tra arte, antropologia e architettura? Risponde la figlia. Il video

“Igloos” (2018), la mostra dedicata a Mario Merz (Milano, 1925-2003), tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra, riunisce il corpus delle sue opere più iconiche, gli igloo, datati tra il 1968 e l’anno della sua scomparsa. Il progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz, si espande nelle Navate di Pirelli HangarBicocca e pone il visitatore al centro di una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo, un paesaggio inedito dal forte impatto visivo

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Le case minimal puntano su nicchie da museo. Così le mostre influenzano l’interior design. Video

Da tempo le soluzioni di eccessiva linearità, scaturite da un approccio minimalista o brutalista nell'ambito dell'interior design, vengono compensate con idee preziose che traggono spesso motivo dagli allestimenti museali o dalle mostre temporanee dei grandi musei essenzialmente dedicate agli oggetti o a ritrovamenti archeologici. La casa diviene pertanto un angolo di museo, che sottolinea la preziosità dei soprammobili o degli oggetti di design esposti. Un tempo erano le vetrinette ad assumere questa funzione, oggi sono le nicchie geometriche. Le soluzioni ad incasso permettono anche di creare un'intera parete di illuminazione soffusa per ogni pezzo esposto, ottima per illuminare indirettamente e colorare, con riflesso, le zone di disbrigo o di transito

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Cos’è la tape art? Ecco le illusioni ottiche ottenute utilizzando il nastro adesivo. Tecnica e video

Molto orientata alla ricerca spasmodica di nuovi materiali e di effetti sorprendenti, l'arte contemporanea esplora ogni possibilità, in mille direzioni, poichè il mercato, fondamentalmente, promuove più un'idea che abbia ricadute formali sull'industria e sul design - quindi un'invenzione o una scoperta, come avviene nella scienza e nella tecnologia - che una ricerca interiore o visioni del mondo. Be', una visione labirintica e deformata del mondo - forse eco del nostro caos - viene offerta dalle illusioni ottiche elaborate dall'artista Darel Carey che si esprime attraverso la Tape art. La Tape art è una tecnica - che chiaramente influisce anche sulle scelte stilistiche - nella quale si utilizzano quasi esclusivamente nastri adesivi. Un precedente esiste. Ed è lontano. Corde sporche di colore venivano tirate dai quadraturisti per creare soffitti e architetture in tromp l'oeil. Altre corde servivano a creare prospettive coerenti anche nella pittura di figura e da cavalletto.  Corde servivano per creare anamorfosi e prospettive accelerate. Bello il filmato realizzato dai nostri colleghi francesi di Art in the city

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2012-2018, le linee dell’architettura altoatesina. Meglio il local o il glocal? Le immagini

Dopo le prime due edizioni (2006 e 2012) è proposto un terzo inventario dei progetti che documentano l’orizzonte architettonico che si è sviluppato in Alto Adige nel periodo di sei anni, selezionati da una giuria internazionale composta da Roman Hollenstein, critico di architettura ed ex redattore della Neue Zuercher Zeitung, Marco Mulazzani, storico dell'architettura all’università di Ferrara e redattore di Casabella, e l’architetto viennese Marta Schreieck dello studio Henke Schreieck Architetti

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Come procedono i lavori del castello di Guédelon nel 2018, costruito ex novo con tecniche antiche

E' un esempio unico in Europa. Una "banda di amici", appassionati del Medioevo e dell' archeologia sperimentale sta realizzando un grande castello, in Francia, tutto con materiali, mezzi di trasporto e tecniche pre-industriali. Il suggestivo edificio cresce di anno in anno ed è meta di numerose comitive e scolaresche che seguono i lavori o partecipano ai laboratori didattici istituiti dal gruppo di "castellofili". Qui vediamo i lavori del 2018

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