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Posts published in “architettura”

David Adjaye, com’è umana la metropoli se la progetti con le fonti organiche della gioia

«Sono nato nella savana, sono cresciuto circondato da foreste e alla fine sono approdato alle coste della Gran Bretagna. Può essere che questi spostamenti abbiano influito sulla mia concezione della luce, dell’atmosfera e del colore», dichiara Adjave, conosciuto per gli edifici pubblici aperti, fluidi e quasi trasparenti e per le case private, segrete e misteriose, con esterni introversi e interni luminosi. L'Art Institute of Chicago celebra le varie fasi della carriera dell’architetto britannico

Renzo Piano, al Whitney Museum di New York la visione tutta italiana dell’irregolarità

In un recente articolo pubblicato su The New York Review of Books, Ingrid D. Rowland paragona la progettazione della nuova sede del Whitney Museum of American Art a New York (che ha aperto le sue porte a maggio) a quella della stravagante chiesa romana di Sant’Ivo alla Sapienza, opera di Francesco Borromini. Quello che accomuna le due strutture non è certo l’architettura, ma la pianificazione avvenuta in entrambi i casi su spazi assai irregolari e sotto la direzione di due artisti che loro malgrado non vollero compromettere nulla pur di rimanere fedeli alle proprie visioni

Il barbuto dio dell'arco, facce e mascheroni sopra i portali

Gli elementi architettonici bresciani sono caratterizzati da un’elevatissima presenza di elementi che attingono alla scultura. Volti di uomini, che occupano soprattutto la chiave di volta, offrendo la propria forza a protezione dell’arco e dell’intero edificio; donne leggiadre e una misteriosa velata sulla facciata degli edifici. Nell’ambito architettonico Brescia offre una specificità: l’intenso impiego di ritratti di pietra al colmo dei capitelli

Ano Nyme, così un bunker tedesco è stato trasformato in un gioiello fiabesco di luce

Il vecchio bunker tedesco dardeggia sole, onde frantumate, occhieggia d'azzurro, segmenta, da un lato, il blu marino e, dall'altro, l'oro del tramonto che brilla sulla sabbia. Questa splendida opera d'architettura e di land art ha permesso la trasformazione assoluta, in un riflesso, di un appostamento di guerra, sulla spiaggia di Dunkerque, in Francia. Un edificio miltare di 350 metri quadrati di cemento coperto da un artista francese da migliaia di specchi frantumati. L'artista è stato costretto, all'inizio, ad operare nell'anonimato più assoluto, come accadde per il writer inglese Banksy. "Sì - dice Ano Nyme a Stile Arte - Ho iniziato quest'opera senza autizzazione. La gente voleva conoscere il mio nome, così io rispondevo:Anonyme. E il nome è rimasto"