Arte contemporanea

Il significato dei misteriosi simboli nei quadri di Klimt – I segni erotici

Qual era la funzione delle figure decorative poste da Klimt nei propri dipinti? Semplici decorazioni? Decorazioni-significanti? L'artista interpreta secondo la tradizione antropologica più profonda il passato per legarlo al presente. Introducendo nelle proprie opere,con notevole frequenza,elementi decorativo-simbolici con una specifica funzione evocativa. All'artista non interessa che l'osservatore decodifichi segno per segno. Ma poichè i simboli appartengono a un codice linguistico atavico essi hanno la funzione di rafforzare o indicare, subliminalmente, il significato di certe aree del quadro, sollecitando, come in un'opera aperta, l'automatismo del lavoro dell'inconscio. Oggi siamo in grado di comprendere che, nonostante l'attenzione decorativa, molto intensa nel maestro della secessione viennese, essi non sono forme pure inserite per aggiungere preziosità cromaatiche o formali all'opera, ma ad indirizzarne o a ad aumentare la forze del significato, attraverso l'antico linguaggio ieroglifico

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Le monache lascive di Magnasco, racconto dei dolci vizi nel convento. Gola, lusso, musica, eros

Il Magnasco dedicò agli interni di nobili conventi alcuni quadri dominati da un’atmosfera raffinata e aperta al peccato. Tra ironia e denuncia libertina, suore come cortigiane bevono lussuriosamente cioccolata, badano al proprio corpo e incontrano suonatori (con allusioni erotiche insite nel concerto) nel parlatorio.

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Perchè il turbante entrò nella moda europea del Cinquecento e del Seicento

Era la testa resa ingombrante da questi regali cappelli che apparivano calcati sulle teste di grandi intellettuali arabi, come apparivano dalle illustrazioni degli incunaboli, a colpire l'immaginazione degli intellettuali italiani, che riconoscevano al mondo arabo un notevole ruolo, a livello di substrato, della sintesi tra classicismo e modernità. Nei Paesi bassi e a Venezia, poi, dove le culture si incontravano e si scontravano quasi quotidianamente, non solo si affacciò la moda del turbante, ma esso divenne espressione della libertà dell'intellettuale

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Strepitoso Michele Liparesi: felini, rapaci, ungulati e città di rete, luce e oggetti di recupero

Sono sculture figurative fortemente evocative, prodotte perlopiù dando forma alla rete metallica, appaiono come involucri di animali modellati in grandezza naturale , formati quasi come una sintesi digitale; suscitano in chi li vede varie e personalissime emozioni, dalla costrizione, allo stupore, alla libertà. Tra queste, alcune opere sono sculture interattive: vengono animate dall'azione spontanea dell'osservatore che da “spettatore” è invitato a partecipare, con una torcia. Queste installazioni consistono in trofei di caccia di cervidi che, disposti in una stanza buia illuminati di luce fioca, evocano la morte dell'animale fin quando l'osservatore si fa attivo e, con le torce supplementari a disposizione, li illumina...

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Diluvio! Boato. La casa si riempie d’acqua e trascina gli abitanti per le scale. L’opera di Bill Viola. Video

Grande fotografo e artista di video art, Bill Viola , come pochi, sa concentrare  con modalità mitologiche e nei punti dell'archetipo, paure e comportamenti umani. Spesso interagisce con i personaggi, utilizzando l'acqua. In The Deluge  passanti camminano con tranquillità davanti a un edificio appena restaurato, nella luce limpida dell’equinozio autunnale, impegnati in attività quotidiane. Il transito della gente progressivamente accelera, suggerendo allo spettatore l'arrivo inquietante di una catastrofe. Ecco, allora, alcune persone precipitarsi dalle scale per precedere l'ondata d'acqua che è pronta a travolgerli, dalle spalle. L'onda erompe e tutto travolge. Poi la violenza e la furia si placano e l’acqua lentamente si ritira, lasciando l’edificio intatto e la strada pulita: quando tutto è finito il sole risplende sull’asfalto asciutto.

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Milo Moiré, performance. Il desiderio erotico nello specchio. Il video

Alterità erotica del sé, lo specchio insegna a baciare e a portare l'autoerotismo adolescenziale in un punto esterno. Quell'esterno che prelude al contatto con l'altro. Milo Moiré, artista tedesca di origini svizzere, gioca con la propria immagine in un travolgente gioco del doppio/altro che riporta agli schemi percettivi più profondi della scoperta del sesso

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Boldini e la moda: flessuose, magre e seduttrici. Ma quanta invenzione e quanta realtà in quegli abiti?

Giovanni Bldini, cantore delle donne dell'alta società, prese ad essere il miglior osservatore della moda, fino ad esserne influenzato profondamente e ad influenzarla. In cosa differisce la donna tardo ottocentesca o Novecentesca del pittore ferrarese, impegnato a raccontare i momenti eleganti di Parigi dalle signore della generazione precedente? Il dinamismo cono la staticità. La levità contro l'inamovibile serietà. La leggiadria rispetto al peso. L'estrema eleganza, che doveva comunque aumentare la flessuosità e la possibilità di movimenti sciolti della figura, a fronte della staticità della moda degli anni precedenti. La donne di Boldini, anche quando l'età dell'adolescenza è trascorsa da qualche decennio, sono ragazzine. Magre, scattanti, flessuose, flessuose, ribelli, capricciose- E i tessuto assecondano questa eterna giovinezza, divengono motori molto accelerati di segni che non si discostano molto dall'incedere del futurismo

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Esibire il pene in erezione. La moda del Cinquecento e le braghette “celòduriste” in pittura

I sarti presero a trasformare la calzamaglia medievale e, lavorando sulla tasca della braghetta, ne ricavarono peni di stoffa, che uscivano dalle sopravesti. La "coda" non avrebbe dovuto oscillare troppo perchè sarebbe apparsa ridicola. Cosi, in sartoria, eccedevano in punti di tensione. Doveva essere salda come una prua, precedere gloriosamente il portatore. Ed ecco il prodotto, testimoniato da numerosi artisti del Cinquecento

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Perchè tante modelle fatali nella pittura avevano i capelli castani con i riflessi rossi?

Roux!, questo il titolo di una mostra parigina che proprio al colore fatale è stata dedicata, negli spazi del museo di Jean-Jacques Henner, altro sensualissimo pittore. Naturalmente c'è anche tutto il versante nel novecento, tra i capelli con sfumature ramate. Da David Bowie, passando da Sonia Rykiel o Pel di carota la mostra parigina ha offerto un viaggio tra i riflessi sensuali delle capigliature

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Takesada Matsutani, come si dipinge un quadro con colore nero, usando un’asse da costruzione. Il video

Takesada Matsutani (1937, Osaka, Giappone) è un artista giapponese contemporaneo mixed-media. È stato membro del gruppo Gutai dal 1963 alla dissoluzione del gruppo nel 1972. Tra le sue tecniche più note, quella di soffiare in un accumulo di colla vinilica, creando rigonfiamenti, bolle e gocce, poi coperti da tratti pazienti di matita da disegno. Le opere di Matsutani sono rappresentate in un gran numero di prestigiosi musei d'arte e collezioni in tutto il mondo.

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