Arte contemporanea

Da non perdere. Nel video una visita virtuale alla Biennale di Venezia 2017.

La 57 ° Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia (Italia), organizzata dalla Biennale di Venezia, è intitolata "Viva Arte Viva". A cura di Christine Macel, la mostra rimarrà aperta fino al 26 novembre 2017, ai Giardini e Arsenale. La mostra presenta 120 artisti provenienti da 51 paesi; 103 di costoro partecipano per la prima volta. Questo video fornisce un tour virtuale dell'Arsenale e, tra le altre, delle opere di Rasheed Araeen, Lee Mingwei, Gio Van Tran, Francis Upritchard, Leonor Antunes, Anri Sala, Yee Sookyung, Sheila Hicks, Liliana Porter, Ernesto Neto, Liu Jianhua e Alicja Kwade, tra gli altri.

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Bellezza e forza estetica esplosiva nelle sculture di Rino Pagni

Un Michelangelo in un cantiere a noi contemporaneo. Scrive Adriana Conconi affrontando l'analisi critica: "Da artista contemporaneo non utilizza la materia, intesa come elemento primitivo che proviene dalla madre terra, da essa generata e da essa, poi, attraverso un lento e inesorabile processo ricondotta a se stessa, ma utilizza il materiale, elemento realizzato dall’uomo, quindi conosciuto e verificabile, come per esempio tubazioni idrauliche, cavidotti elettrici, barre di ferro, polistirene espanso, vetro resina, colla a caldo, tessuti, spago che in fase di esecuzione vengono plasmati anche con la fiamma ossidrica. Se l’uso della materia riconduce a una connotazione mitica nella sua essenza e nella sua imprevedibilità, il materiale riporta al reale, all’uomo costruttore, all’homo faber delle sue creazioni, così come peraltro una parte della scultura sin dal secondo dopoguerra si è indirizzata verso questa scelta, scarnendosi anche nella sua parte narratologica e volendo significare solo se stessa"

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La scultura di Kafka che si compone e si disfa. Opera di David Cerny. Il video

David Cerny ha realizzato una scultura composta da 42 lastre d'acciaio, tagliate, ognuna delle quali ruota in modo autonomo. L'opera, omaggio al grande scrittore Franz Kafka, è stata collocata nell'area del Quadrio Business Centre, a Praga, nella Repubblica Ceca. Al di là della ricerca di un effetto di mobilità, che diviene ossessivo per ogni oggetto della civiltà contemporanea, la scultura rappresenta anche le sfaccettature infinite di Kafka e dell'uomo del Novecento, che riescono ad essere se stessi solo per un istante, quando le diverse componenti del quadro psicologico e il destino-caso si allineano

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I make-up più artistici e pazzi. Le ragazze si truccano secondo la Pop art. Il video tutorial

Una citazione a Roy Lichtenstein, l'artista americano, che trasformò in grandi quadri i disegni dei fumetti, un trucco al viso che si ispira al mondo della poo-art, la tendenza che il mondo premia maggiormente a livello di linguaggio, a partire da Andy Warhol che ne diventò la bandiera mondiale. Dietro al gioco, si assiste a un'americanizzazione di ogni comportamento. Anche un make-up dà il segno dell'aderenza a un modello centrale, attraverso quell'adeguamento allo slang della Grande Mela che indica l'assoluta preminenza del modello statunitense in ogni settore della nostra vita e ci consegna, antropologicamente, al mondo dei colonizzati

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Cy Twombly – Storia e quotazioni gratis

Twombly è conosciuto per il suo modo di sfuocare la linea tra disegno e pittura. Molte delle sue opere di pittura più note dei tardi anni cinquanta e primi anni sessanta ricordano i graffiti accumulati in anni sui bagni dei gabinetti, mentre quelle dei tardi anni Sessanta ricordano delle e tracciate in corsivo. A questo punto abbandona la pittura come rappresentazione, citando la linea o macchiando ogni segno con la sua propria storia, come soggetto a sé

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Emanuele Dascanio – Iperrealismo stupefacente per matita e occhio

Uno straordinario virtuoso della matita - e non solo - un iperrealista che riscuote un notevole successo in tutto il mondo. Emanuele Dascanio nasce a Garbagnate Milanese nel 1983. Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico Lucio Fontana di Arese, nel 2003 si iscrive all’accademia di Brera, sezione pittura. "Avendo appreso di vivere in un contesto decadente per la stessa pittura, la abbandona dopo sei mesi" è scritto nella sua nota biografica.

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Un antico lavatoio diventa galleria d’arte. E appare la “veronica” di Maurizio Cesarini

Un abitante di Quezzi, un quartiere genovese sovrastante il luogo dell'ultima alluvione, non riuscendo più a sopportare il degrado in cui versavano gli antichi lavatoi comunali, decide di far ritornare all'ottocentesca bellezza questo bene culturale. Con le proprie forze e praticamente "in solitaria", inizia una lenta opera di pulizia, libera questi vecchi lavatoi da ciò che nel tempo erano diventati: una discarica a cielo aperto al centro di un quartiere popolatissimo. Ora dopo mesi e mesi di lavoro Stefano Molfino, questo il nome dell'artefice di questo restyling, l'opera di pulizia è giunta quasi al termine e chiede ad un artista un'azione site-specific su questi lavatoi perché possano assumere ulteriore bellezza. Angelo Pretolani prende a cura l'idea e invita amici artisti a intervenire con opere pensate appositamente per questo luogo; dopo l'encomiabile lavoro di Molfino, ecco dunque un ulteriore intervento nel tessuto sociale della città, un'azione di public art atta a rivalutare l'ambiente cittadino a lav 3

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Dal 1910 al 2010. Cent’anni di tagli simbolici e acconciature italiane. Il video. E voi che testa preferite?

Noi abbiamo spesso sottovalutato i messaggi collettivi e individuali che stanno in un taglio del coiffeure e in un'acconciatura, ritenendo queste forme una sorta di incomprensibile capriccio femminile oppure come frutto esclusivo dell'ordine, del decoro e della bellezza coltivata che appartengono al mondo femminile. Eppure, osservando questo filmato,già delle prime battute, ci accorgeremo che nella Belle epoque la capigliaura è ricca, sormontante e piena di riporti di riccioli, quasi a configurare una donna-statua feconda e portratrice di nobiltà, benessere e piacere. Negli anni venti, il taglio riduce la massa dei capelli, alla maschietta. Le giovani signore non si sentono più matrone romane, come le proprie madri, ma aspirano ad interpretare un ruolo nuovo,più vicino al mondo maschile che aveva clamorosamente provocato il disastro della prima guerra mondiale, ma con un'insita percezione della necessità di cambiamento. Insomma: questo passaggio è avvertbile non solo nell'arte della conciature, ma in ogni arte applicata. Pensate,ad esempio, cosa cambia,in quel periodo le immagini dellemonete. Lasciamo a voi, il compito, divertente e appagante di legerre ogni sequenza novecentesca attraverso la capigliatura, com' è presentata dal filmato. Arrichiremo la nostra capacità di lettura del segno. a donna quadrata

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