Arte contemporanea

Ridere con Alberto Sordi dell’arte contemporanea

Sembra che l'annotazione di Sordi sia proprio questa: tanta arte contemporanea è di così difficile fruizione da creare, nell'enigma, un senso di inferiorità in chi non la comprende. Ed è per questo che i grandi eventi richiamano un pubblico oceanico. L'oscurità non compresa, esclude. Solo le élite danno l'impressione di comprendere. E gli altri cercano di accedere ai luoghi dell'incomprensibile per non essere ricacciati nella massa indistinta.Rivediamo un esilarante, magistrale brano in cui Albertone mette a nudo i tic del concettuale, la distanza del grande pubblico da un linguaggio-non linguaggio e le assurdità dei critici che s'arrampicano sui vetri

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Eugenio Carmi, storia e risultati d’asta

Eugenio Carmi (1920-2016) fin dall’inizio degli anni cinquanta è tra i maggiori esponenti dell’astrattismo italiano. Nei primi due decenni con la pittura informale e dalla fine degli anni sessanta nel rigore delle forme geometriche, che svilupperà progressivamente nel corso dei decenni successivi. 
La maggior parte delle sue opere è su tela, ma importanti nel suo percorso artistico sono le carte, i lavori in ferro, le latte, i multipli e le sculture. Ha realizzato due opere cinetiche con una delle quali, la SPCE, è stato invitato alla XXXIII Biennale di Venezia del 1966

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Armani – Così lo stilista si ispira alla storia dell’arte

A Milano è in corso la settimana della moda. Alcuni stilisti colloquiano con quadri e sculture per trarne una sintesi. Stile intervista Giorgio Armani. La forma come punto cruciale, frutto di pensiero e sentimento. La compresenza degli opposti per ricreare inediti equilibri. L’amore per Malevich, Monet, i grandi maestri giapponesi e la predilezione per colori dalle sfumature soffici e neutre. “Io un ‘pittore’ tonale? E’ un bel complimento, che accetto volentieri”. Alle Terme di Diocleziano l’omaggio targato Guggenheim

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Keith Haring la vita, l’arresto, l’aids, il trionfo e il valore dei suoi quadri

Ha inventato il linguaggio lineare e rapido del Novecento maturo, utilizzando le stazioni delle metropolitane come nuove cappelle sistine. Il segno martellante e pervasivo è entrato negli occhi dei newyorkesi. Qui le quotazioni, le fotografie e le schede di migliaia di opere di Haring .Nel corso di una breve ma intensa carriera, Haring è stato presente in più di 100 mostre personali e collettive. Esprimendo concetti universali ( nascita, morte, amore, sesso e guerra, con il primato della linea e l' immediatezza del messaggio, Haring è stato in grado di richiamare l'attenzione di un vasto pubblico un vasto pubblico, trasformando il proprio segno nel linguaggio visivo del 20 ° secolo.

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Faini: “Le infinite potenzialità artistiche della stampante 3D”

La giovane artista: "Io disegno, creo; mio fratello trasforma i miei pensieri in concrete strutture attraverso un lavoro di rielaborazione computerizzata dei miei studi grafici grazie alla sua grande abilità nel gestire programmi che generano immagini 3D. Applicando poi tali risultati alle sue stampanti 3D escono prima dei piccoli prototipi, poi, spezzettate,anche opere di grandi dimensioni che sono da riassemblare. I materiali che possiamo utilizzare sono l'ABS o il PLA. Aisha e No Name sono stati stampati in PLA completamente biodegradabile e translucido. I vari pezzi si devono assemblare con pazienza infinita e collanti acrilici".

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Belle Epoque – Come la pittura incise sulla moda degli abiti femminili

La dama della Belle Époque appare interprete di un’eleganza sempre più estenuata, affidata a ricercate nuance, lo si deve anche all’impegno di molti protagonisti della pittura moderna nel campo dell’editoria della moda illustrata: basti pensare a De Nittis, collaboratore di una rivista quale L’Art de Mode, il cui contributo ad un cliché femminile aggiornato e seducente coincise con la realizzazione di ritratti affidati all’armonico contrappunto tra l’abito e lo sfondo paesaggistico o l’arredo dell’interno.

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Judith Leyster, la pittrice della stella di piombo che finì nel mare dell’oblio

Figlia di un birraio, moglie di un collega pittore, Judith Jans Leyster (1609-1660), olandese, ha cantato le gioie della famiglia e delle vita, lavorando soprattutto, pertanto, su interni, con una pittura tematicamente serena, tra ritratti, scenette di genere e nature morte. L'artista olandese ha operato con assiduità nel periodo compreso tra il 1629 e il 1635, cioè fino al matrimonio, celebrato l'anno successivo con Leyster Jan Miense Molenaer, un pittore che produceva ritratti e scene di genere

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