Arte contemporanea

Renato Balestra – Una fondamentale formazione pittorica

Da giovane, Renato Balestra voleva fare il pittore. E la passione per l’arte è rimasta una costante della sua attività creativa. I colori come “invenzione” alla ricerca di tonalità e accostamenti originali. Il fascino sensuale di Goya e i bozzetti inediti ispirati da Jackson Pollock . "Di Goya mi piace tutto: è forte, sanguigno, anche sensuale. Certi suoi colori mi eccitano. Ho ancora nella mente un ricordo vivissimo: da giovane ero ospite di un’amica nella sua casa di Londra. In una sala, facevano bella mostra di sé numerosi Canaletto; in un’altra, una collezione di giade verdi Ming, fiabesca, ammaliante; poi, tutti insieme, ecco cinque, forse sei ritratti di Goya. L’emozione che ho provato è stata unica, irripetibile".

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Sandro Chia – Intervista e quotazioni gratis

Non è tanto, la mia, una rivendicazione della pittura in sé, ma della possibilità di fare ancora pittura (non si è mai smesso: la pittura accompagna il destino dell’uomo, è fondamentale come il cibarsi, od il procurarsi un ricovero). Dipingere è un po’ come ritrovare le proprie radici. Poi si arriva alle considerazioni di tipo storico: si vuol verificare come praticare se stessi in una società che ha una sua storia

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Frank Stella, è morta la pittura, viva la pittura. Cos’è l’astrattismo post-pittorico

La tensione ad un'arte impersonale espressa al limite tra pittura e scultura, tra pittura e oggetto, fa entrare in gioco con una serie di poligoni irregolari gli elementi curvilinei, i colori vari, gli effetti ottici e le shaped canvas (tele sagomate) - in cui la forma del supporto assume configurazioni geometriche variate – che dalla serie di grande dimensioni Protractors degli anni sessanta fino a quella di Bali del duemila, rappresenta un percorso evolutivo e tra bidimensionalità della pittura e tridimensionalità della scultura. Si preannuncia una nuova logica riflessiva che eclissa il gesto espressivo-sentimentale.La mostra alla Paul Kasmin Gallery di New York

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Fragole gialle, facce blu, alberi rossi: perché il nostro cervello apprezza l’arte moderna?

Neuropsichiatra e specialista di neuroestetica, Luca Ticini ci conduce nei labirinti della mente che presiedono all'emozione dell'arte. Il rapporto tra colore e forma, lo spiazzamento cromatico, il rapporto tra aspettativa del canone e liberazione del colore creano una forza espressiva che libera energie positive e ci consente di superare la visione usurata del quotidiano

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Maurizio Cesarini – C’è un perfetto dandy annegato nel mare

"L'immersione nelle acque marine, pur nell'aspetto iconologico che può rimandare a vari sensi legati all'abluzione come pratica rituale, tuttavia non ha inteso avere un aspetto liturgico o rituale, determinando invece il senso della sparizione, dell'annullamento, del naufragio. Appunto in questo naufragare s'è perso per sempre Von Hauser, ma da questa perdita tutta l'azione ha acquistato il senso di linguaggio e di metafora, forma simbolica di una imago destinata alla sparizione sin dal suo primo apparire".

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La performance di Nick&Rain, i nostri corpi nudi santificati dal Crisma

Il corpo che reagisce alla sofferenza, grazie all'amore, grazie alla congiunzione tra pelle e anima, tra la parte carnale e a quella spirituale. Questa la linea semantica che ha percorso la performance realizzata a Edolo, località montana in provincia di Brescia, nell'ambito della manifestazione Contexto, dal duo NICK&RAIN, fondato nel marzo del 2015 da Nicola Fornoni (Brescia, 1990) e Rain D’Annunzio (Lecco, 1970). In un precedente lavoro, Fornoni aveva vinto la negazione della corporeità, attraverso atti d'amore con una giovane collega. Ora una nuova collaborazione parte da un tema medesimo per arrivare, non soltanto alla condivisione di sé, ma al rituale di consegna di parte del corpo a un dimensione divina.

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Giorgio Griffa: l’intervista e i risultati d’asta del noto artista torinese

Alla fine degli anni Sessanta, Giorgio Griffa (Torino, 29 marzo 1936) abbandona la figura per intraprendere una ricerca fondata sulla valenza del gesto e sulla capacità della materia di interagire con l’uomo. In seguito, nella sua opera si farà strada il bisogno di aprirsi alla memoria millenaria dell’arte. L’intervista di Stile

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Elio Fiorucci – A tutto Pop, così spiegava a Stile arte il rapporto tra moda e pittura

Riproponiamo l'intervista di Enrico Giustacchini a Elio Fiorucci, straordinario creatore di immagini affidate con inesauribile inventiva ad un mondo parallelo, fantasioso ed ironico. Il rapporto di simbiosi con la Pop Art. Quando Andy Warhol si “espose” nella vetrina del suo store a New York. La performance milanese di Keith Haring e il film interpretato da Jean-Michel Basquiat

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Luca Pignatelli – Dipinti monumentali su carta, nuove sperimentazioni sui supporti

"Su brandelli minimi di carta o su superfici di grandi dimensioni - scrive Michele Bonuomo -, caratterizzati da un'intriseca qualità espressiva dovuta al fatto che spesso sono materiali trovati e non sempre destinati allo scopo, Pignatelli dà forma e ordine ad un caos apparente, ma che già tutto contiene in sé: la memoria del passato, i segni del presente, le attese del futuro”.

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