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arte curiosità

Come si svolge uno workshop fotografico di nudo femminile? E perchè? Il video

L'esplorazione delle diverse possibilità offerte dalla fotografia, l'osservazione di maestri consolidati e un pizzico di voyeurismo che colpisce il fotografo alle prime esperienze al cospetto del nudo. Fondamentalmente i workshop sono esperienze offerte a pagamento ai fotografi che devono imparare da parte di professionisti. Naturalmente il workshop di nudo è il più gettonato. Esistono agenzie, soprattutto nei Paesi dell'est, che organizzano questi incontri tecnici che, in alcuni casi, avvengono anche in splendide dimore. I partecipanti pagano una cifra globale per accoglienza e pose. Il set viene allestito con luci professionali. Non resta che scattare

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Cos’è la tape art? Ecco le illusioni ottiche ottenute utilizzando il nastro adesivo. Tecnica e video

Molto orientata alla ricerca spasmodica di nuovi materiali e di effetti sorprendenti, l'arte contemporanea esplora ogni possibilità, in mille direzioni, poichè il mercato, fondamentalmente, promuove più un'idea che abbia ricadute formali sull'industria e sul design - quindi un'invenzione o una scoperta, come avviene nella scienza e nella tecnologia - che una ricerca interiore o visioni del mondo. Be', una visione labirintica e deformata del mondo - forse eco del nostro caos - viene offerta dalle illusioni ottiche elaborate dall'artista Darel Carey che si esprime attraverso la Tape art. La Tape art è una tecnica - che chiaramente influisce anche sulle scelte stilistiche - nella quale si utilizzano quasi esclusivamente nastri adesivi. Un precedente esiste. Ed è lontano. Corde sporche di colore venivano tirate dai quadraturisti per creare soffitti e architetture in tromp l'oeil. Altre corde servivano a creare prospettive coerenti anche nella pittura di figura e da cavalletto.  Corde servivano per creare anamorfosi e prospettive accelerate. Bello il filmato realizzato dai nostri colleghi francesi di Art in the city

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Fai clic. L’amore ai tempi di Tranquillo Cremona. Ingrandisci lo sguardo sognante di lei. Sesso e tenerezza

Tranquillo Cremona con Il falconiere - 1863, 77x90 -  olio su tela, realizza un dipinto in cui il simbolo, l'aneddoto e l'osservazione psicologica offrono una deliziosa ripresa dello stereotipo "Uomo cacciatore, donna preda".  Un'immagine che oggi ci appare sempre più come una convenzione arcaica tra i due sessi. Eppure nell'ardente e divertito quadro dei due amanti che si abbracciano all'ombra di un rapace c'è ben di più. La meraviglia dello sguardo sognante di lei, che dischiude orizzonti infiniti, accanto all'apparente cinismo del falconiere. Il falco è certo un rapace, ma veicola, a livello simbolico, anche l'idea dell'organo sessuale maschile

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Scoperta l’identità della donna che posò a gambe aperte per l’Origine del mondo di Courbet

Lo specialista di Dumas, Claude Schopp rivela nel suo libro L'origine del mondo, in uscita il 4 ottobre, che la modella utilizzato dal pittore per il suo famoso dipinto si chiamava Constance Quéniaux, ex ballerina dell'Opera - nella foto -. È lavorando sulla corrispondenza tra il figlio di Alexandre Dumas e George Sand che il grande specialista francese Dumas, Prix Goncourt della biografia nel 2017, ha risolto un enigma di 152 anni. Nel 1866, Constance Quéniaux ha 34 anni. Non balla dal 1859 ed è una delle amanti di Khalil-Bey, committente del dipinto

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Enormi, intricate, splendide foreste di cartone di scarto. I capolavori di Eva Jospin. Il video

Foreste delle fiabe, ma anche gli stessi intrichi vegetali, dominati da alberi altissimi, che troviamo nella pittura gotica, in Sant'Eustachio di Pisanello, ad esempio. Il mistero della foresta. Il cuore pulsante del mondo. Ma anche la foresta degli edifici gotici, essi stessi boschi di pietra, in cui avviene il prodigio della discesa dello Spirito. Dopo aver impostato i lavori nelle dimensioni della pittura da cavalletto, Jospin ha, nel tempo, dilatato i quadri-sculture in boschi articolati in foreste, che si interconnettono con misteriose pareti di rocce stratificate. Ma come ottiene questi alberi?  Per il fondo sono utilizzati bancali da trasporto, di legno, messi in verticale con i piedi rivolti verso lo spettatori

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Gauguin, la sua stanza nell’osteria della spiaggia di Le Pouldu. Soggiornò qui per un anno. E la decorò. Video

Paul Gauguin ha trascorso più di un anno a Pouldu nella casa di Marie Henry, La Buvette de la Plage, poi ricostruita. Con il termine buvette, in francese, si intende qualcosa di vicino al nostro vecchio concetto di osteria, dove si beveva, all'occorrenza si mangiava e, in alcuni casi, offriva anche - come una locanda - stanze per dormire. Paul Sérusier, Charles Filiger e Jacob Mayer di Hann si trasferirono qui durante l'inverno del 1889 e decorarono le pareti, le porte, le finestre e i soffitti della sala da pranzo. In precedenza il gruppo soggiornava a Pont-Aven ma poichè quella località iniziava ad essere oggetto di un turismo crescente, i pittori si trasferirono in un luogo più tranquillo. Le Pouldu è una località balneare della costa sud-occidentale del Finistère, nel nord-ovest della Bretagna (Francia nord-occidentale), situata lungo l'estuario sull'Oceano Atlantico del fiume Laïta. Dal punto di vista amministrativo, si tratta di una frazione del comune di Clohars-Carnoët

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Lo scultore Kapoor compra l’esclusiva della vernice più nera del mondo che rende invisibili. Video

L'assoluta mancanza di riflessi della vernice Kapoor, utilizzata in esclusiva dello scultore, ha prodotto una sperimentazione non voluta che ne conferma la natura insidiosamente fantasmatica. Nell'agosto 2018, un turista sessantenne italiano è finito, al museo di Porto, in un buco nero profondo 2 metri e mezzo. L'uomo, pieno di contusioni, si è salvato, ma è stato costretto a passare qualche giorno in ospedale. Probabilmente non ha visto che quel cerchio non era un enorme pois dipinto sul pavimento stesso, ma un buco verticale, le cui pareti erano completamente coperte dalla vernice di Kapoor, in grado di assorbire tutta la luce e pertanto di non dare alcun indizio visivo. L'opera esposta era "Descent in Limbo". Chi si fosse affacciato al buco nero non ne avrebbe visto la fine, come se quel pozzo verticale fosse infinito

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Il drago e la vedova. Due automi artistici ricordano la donna che donò palazzo e libri a Manchester

Per celebrare la benefattrice che commissionò e donò alla città di Manchester, in Gran Bretagna, palazzo e libri che avrebbero costituito la John Rylands Library è stato realizzato questo splendido automa artistico. Automi e diorama - come recupero di linguaggi perduti, dell'Ottocento - sono tornati di moda e rafforzano le già infinite possibilità espressive dell'eterogeneo mondo del contemporaneo, nel quale la dimensione del divertimento dello spettatore o della sua sorpresa muove molti artisti. L'automa presenta una scena solenne e comica, al contempo., come potremmo vedere soprattutto nel breve filmato, con i personaggi azionati dal movimento meccanico

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