Arte Eros

Un’antologia di pittura erotica, scultura erotica, foto di nudo artistico, disegni con tema sessuale dagli albori della civiltà, fino al contemporaneo. Alla fine di questa pagina troverai dei numeri che ti permetteranno di proseguire a sfogliare la raccolta. Letto un saggio, se vuoi, torna indietro con la freccia in alto a sinistra, sul tuo computer, e leggine un altro. La raccolta si accresce quotidianamente di nuovi apporti e pertanto si configura come una sorta di app gratuita dedicata alla pittura erotica, all’arte erotica, ai disegni pornografici del Cinquecento, Seicento, Settecento, Ottocento e dei nostri giorni. La rubrica è offerta dal quotidiano on line Stile arte, all’interno di numerosi altri studi dedicati alla cultura visiva Gira agli amici questo indirizzo. E se c’è qualcosa che ti piace, taggalo sulla tua bacheca di facebook

C’era una volta la gatta. Piccoli felini ed eros femminile nell’area francofona. Quadri antichi e foto

L'animale apparve sovente, nell'ambito artistico, per identificare, in opere comico-grottesche, l'organo sessuale femminile. Comunque sia, secondo la visione maligna del maschio, la gatta è sorniona; se ne sta accoccolata in un angolo; pare non desiderare nulla, ma quando vuole divorare un dato volatile, non c'è nessuno che possa fermarla. Ecco allora, scene e scenette attorno a queste inclinazioni maschili e femminili. Il maschio, naturalmente, era solo una povera vittima, immolata agli appetiti delle signore-gatte

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Il pene commentato da Leonardo. Il pinchellone ingombrante, insubordinato e ribelle che..

L'analisi che Leonardo dedica all'organo sessuale si muove tra il senso fastidioso di ingombro e di insubordinazione del pene e la celebrazione del "ministro della specie umana". Il foglio risalirebbe al 1508, quindi al periodo della maturità dell'autore. Leonardo, nel 1508, aveva 56 anni. Scrive: "Molte volte capita che l'uomo dorma e che lui sia sveglio. Così come capita che l'uomo sia sveglio e sia lui a dormire. Molte volte l'uomo vorrebbe usarlo, ma lui non vuole. Molte volte lui vuole e l'uomo glielo vieta. Quindi pare che questo animale abbia spesso un'anima e una mente separati, rispetto a quelli dell'uomo. E sembra che, sbagliando, il maschio si vergogni di nominarlo. Anzi: lo copre e lo nasconde, anziché onorarlo e mostrarlo con solennità, considerando il fatto che è il ministro della specie umana".

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Danae divarica le gambe alla pioggia d’oro. Nel letto. Iconografia, significato e storia

Sciolto ogni velo di pudore, Gustav Klimt, che adorava le donne e che ha lasciato centinaia di disegni erotici di grande livello, affrontò il mito di Danae sciogliendo ogni reticenza.Lavorando all'interno di un quadrato, cioè nel formato perfetto che egli prediligeva, l'artista viennese inscrisse lo splendido corpo del personaggio mitologico, portato sulla linea del presente da ciò che rimane degli abito e da una calza di seta, scivolata dalla gamba, verso la caviglia

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Rembrandt erotico, i piaceri del sesso nel letto francese o nei campi di grano

Anche il catalogo di Rembrandt (Leida, 15 luglio 1606 – Amsterdam, 4 ottobre 1669) conosce incursioni nel mondo dell'erotismo. Al di là dei disegni di nudo, che appartengono alla normale produzione di un artista, il grande pittore olandese lavorò a piccole incisioni di sesso esplicito, evidentemente destinate a un mercato che le richiedeva con insistenza o scenette rusticane o pastorali maliziose; pure destinò un paio di lavori al voyeurismo con Uomo che orina e Donna che orina. Le scene di sesso esplicito sono entrambe datate attorno al 1646, quando l'artista aveva quarant'anni, era vedovo da quattro anni e conviveva con l'infermiera e balia del proprio figlio, Geertje Dircx

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Fellini, i suoi disegni erotici, i suoi viaggi in un inconscio gioioso. Il video

Se fosse possibile definire l'inconscio di Fellini, inteso junghianamente, come adesione e rielaborazione personale di un inconconscio collettibo - non potremmo esitare ad aggiungere l'aggettivo romagnolo. Che, in sè, pare già molto felliniano e grottesco. Ma c'è tutta l'ironia, tutto il riso con gli scongiuri, tutto la deformazione, in eccesso, della realtà e, al tempo stesso, il desiderio di rimuovere con questo atteggiamento, ogni pensiero oscuro. Osservando i suoi disegni parallelamente agli sviluppi delle deformazioni della realtà o alle epifanie del sovrannaturale dei suoi film, appare infatti una dimensione onirica che non è angosciante

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La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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Quando le vergini ninfe sono assalite dal vizio

Due opere iniziate, a livello di gesso, dallo scultore Lorenzo Bartolini, furono poi scolpite in marmo dall'allievo Giovanni Duprè. Esse rappresentano due adolescenti insidiate da uno scorpione e da un serpente, simboli del male nella religione mitraica. La straordinaria recensione di Baudelaire che commentò che commentò la prima versione bartoliniana della Ninfa dello scorpione

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Stefania Zorzi, Mädchenspiele, Giochi di bimba. Sangue, sogno ed eros dolce e sacrale. Le immagini

Ci troviamo all'improvviso alla scoperta di un vecchio mausoleo, tra fili e ali di farfalle, o nel sogno di Cenerentola, con una zucca trainata da un topo, o come un uccellino in soffitta, tra gabbie e reti. Il mondo viene riscoperto, sperimentandolo in modo nuovo, attraverso avventure come passaggi di crescita individuale. E così le fotografie di Zorzi – in luoghi apparentemente quotidiani e mutevoli, con indosso la veste bianca o con scarpette rosse – senza l’intento di una rappresentazione descrittiva delle fiabe, ma utilizzandone il linguaggio simbolico e la funzione, vanno a toccare il nostro lato inconscio aprendo scrigni nascosti nell’anima. Il finale della fiaba rimane aperto

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Come si dipinge un nudo “alla prima”

Un esercizio importante, nell'ambito della pittura di figure o di nudo, è l'impostazione dei rapporti dimensionali. Nella pittura classica, con particolare riferimento ai modelli rinascimentali centro-italici, si lavorava al disegno, steso su un foglio, anche minuziosamente, che poi veniva riportato sulla tela. Esistono anche altre modalità, che caratterizzarono, ad esempio, la pittura veneta, nell'ambito delle quali si poteva agire alla prima, cioè direttamene sulla tela o sulla tavola, rinunciando al legame vincolante al disegno. Qui, nel filmato, vediamo un approccio diretto. Il pittore si limita a delineare gli ingombri, con un pennello intinto in un colore bruno. Poi. con la modella a lato, lavora sull'incarnato e sul lume.

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L’uccello di Leonardo e le “teste de cazo” nell’arte del Rinascimento

La testa fallica ci pare rappresentazione del: Totus. in. Toto. et. Totus. in. Qualib(et).Parte. Evocazione scolastica dell’essenza dell’anima: “tutto in tutto, e tutto in qualsiasi parte” idea che arriva a Firenze nel 1439 con le casse dei libri caricate sulle venti mule che si dice seguissero il Cardinale Bessarione. Nelle corde di Leonardo certamente, in quelle di Salviati non sappiamo e comunque idea che mutua dall’antico ben prima della nascita di Salviati

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