Arte Eros

Un’antologia di pittura erotica, scultura erotica, foto di nudo artistico, disegni con tema sessuale dagli albori della civiltà, fino al contemporaneo. Alla fine di questa pagina troverai dei numeri che ti permetteranno di proseguire a sfogliare la raccolta. Letto un saggio, se vuoi, torna indietro con la freccia in alto a sinistra, sul tuo computer, e leggine un altro. La raccolta si accresce quotidianamente di nuovi apporti e pertanto si configura come una sorta di app gratuita dedicata alla pittura erotica, all’arte erotica, ai disegni pornografici del Cinquecento, Seicento, Settecento, Ottocento e dei nostri giorni. La rubrica è offerta dal quotidiano on line Stile arte, all’interno di numerosi altri studi dedicati alla cultura visiva Gira agli amici questo indirizzo. E se c’è qualcosa che ti piace, taggalo sulla tua bacheca di facebook

Il significato dei misteriosi simboli nei quadri di Klimt – I segni erotici

Qual era la funzione delle figure decorative poste da Klimt nei propri dipinti? Semplici decorazioni? Decorazioni-significanti? L'artista interpreta secondo la tradizione antropologica più profonda il passato per legarlo al presente. Introducendo nelle proprie opere,con notevole frequenza,elementi decorativo-simbolici con una specifica funzione evocativa. All'artista non interessa che l'osservatore decodifichi segno per segno. Ma poichè i simboli appartengono a un codice linguistico atavico essi hanno la funzione di rafforzare o indicare, subliminalmente, il significato di certe aree del quadro, sollecitando, come in un'opera aperta, l'automatismo del lavoro dell'inconscio. Oggi siamo in grado di comprendere che, nonostante l'attenzione decorativa, molto intensa nel maestro della secessione viennese, essi non sono forme pure inserite per aggiungere preziosità cromaatiche o formali all'opera, ma ad indirizzarne o a ad aumentare la forze del significato, attraverso l'antico linguaggio ieroglifico

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Cosa vuol dire “fare le fiche” o “far le fighe”. Il gesto della Divina Commedia

In questo modo si rappresenta l'organo sessuale femminile - la fica o figa, nel gergo volgare- che viene posseduto dal pene rappresentato dal pollice. Esso è un gesto di sopraffazione, come sopraffazione era intesa, un tempo il rapporto erotico tra uomo e donna. Il maschio dominante si riferisce in questo modo alla potenza del suo pene e della sua figura, lanciando un messaggio di dominio territoriale

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Heinrich Lossow (1843-1897), i desideri irrefrenabili della signora in sovrappeso

Qualche chilo di troppo, dovuto a una vita tranquilla, pasticcini, buone letture e tanti peccati di gola. Alla donna, nuda e sdriata, che mostra le sue forme opime, viene vaghezza d'altri appetiti. Così chiama il maggiordomo, che si affaccia alla tendina. La voluttà della gola, le si estende agli altri sensi. E sembra trattare il maschio come una buona pietanza. Di grandissima resa disegnativa, queste opere di Heinrich Lossow (Monaco di Baviera, 10 marzo 1843 – Schleißheim, 19 maggio 1897) costuiscono una sequenza erotica ad alta temperatura, che intende dimostrare, pur anche in posture nelle quali sembrerebbe il maschio a dominare, l'assoluta potestà della donna, in qualunque cosa di questo mondo

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Il significato dello specchio in Balthus. Ragazzine si guardano. Ma non è pedofilia

Le opere di Balthus sono state oggetto di un postumo boicottaggio da parte di gruppi femministi e tradizionalisti statunitensi poichè mostrano adolescenti in pose di abbandono, mentre si guardano allo specchio, con alcune parti del corpo non perfettamente coperte, in ambienti domestici rispetto ai quali manifestano un profondo distacco. Seppur sensuali - forse per chi guarda - le bambine di Balthus sono dominatrici di uno spazio divino, all'interno di un equilibrio nuovo, quello dell'inizio dell'adolescenza. Uno spazio sorprendente, di casta intangibilità, che muterà nel primo contatto con un maschio. Tutto è pertanto inscritto nella sacralità della vergine, sospesa in una propria autonomia superiore

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Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Rarissimo d’epoca: disegni dei misfatti erotici di Maria Antonietta. La disinformazione politica

Nelle opere grafiche, prima clandestine, poi in libera circolazione, a Parigi e in Francia, la coppia viene rappresentata sempre in questo modo; lei avvinta in un abbraccio clanddestino con uomini o donne, lui con un triste organo sessuale senza forza. Queste caratteristiche furono certamente oggetto di un'amplificazione di natura politica. Maria Antonietta era considerata da tutti i francesi, sprezzantemente, l'Austriaca, cioè una nemica, mentre la presunta impotenza sessuale del sovrano sembrava la trasposizione della sua incapacità di governare. Certamente il distacco forzato dal proprio ambiente d'origine e il trasferimento a Versailles, in giovanissima età e in un'assurda solitudine colma di cortigiani, portò Maria Antonietta a divenire capricciosa e frivola, assetata di lusso, ma poi il suo atteggiamento mutò. [caption id="attachment_47539" align="aligncenter" width="498"]francia orgia Orgia nella stanza circolare. Quello che sembrerebbe un putto, sotto la regina, in reealtà, nelle intenzioni dell'illustratore, sarebbe l'amatissimo terzogenito di Maria Antonietta. Al bambino, dopo la Rivoluzione, furono estorte confessioni orribili sulla sua partecipazione alle presunte orge organizzate dalla madre. Maria Antonietta, durante il processo, si difese da queste accuse con un discorso ricco di autentico sentimento materno, che raccolse l'applauso e la condivisione delle donne presenti tra il pubblico[/caption]

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Rodin, il sesso è slancio vitale. L’eros dà vita a disegni e a sculture con i neuroni specchio

Il rapporto intenso con le modelle o fraternamente condiviso con le persone effigiate muoveva in direzione di un piano carnale con le donne o fraterno-sentimentale con gli uomini. Nulla più dell'atto sessuale assumeva ai suoi occhi la bellezza condivisa di una plasticità sublime, in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore e invitandolo implicitamente a completare il movimento con i propri intimi ricordi

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Il fico nell’arte – Allegorie sessuali dell’organo femminile. A partire da Eva

Il fico, per forma e per precedenti visivi risulta pertanto collegato - e ciò avviene piuttosto spesso nell'iconografia occidentale - alla sfera sessuale femminile, alla nascita e alla vita, come elemento vegetale primario seguito dalla zucca, dal melone e dalle more, intese come frutti di bosco

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Le monache lascive di Magnasco, racconto dei dolci vizi nel convento. Gola, lusso, musica, eros

Il Magnasco dedicò agli interni di nobili conventi alcuni quadri dominati da un’atmosfera raffinata e aperta al peccato. Tra ironia e denuncia libertina, suore come cortigiane bevono lussuriosamente cioccolata, badano al proprio corpo e incontrano suonatori (con allusioni erotiche insite nel concerto) nel parlatorio.

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Lev Tchistovsky, masturbazione e tumide orchidee. Le opere

Nudi femminili conturbanti, in pose dolcemente contratte, in molti casi mentre una mano tocca l'inguine. E, dall'altro lato, un pittura che ha per soggetto le orchidee, fiori che ricordano sia i testicoli - dai quali prendono il nome - ma, soprattutto, visivamente, la vulva. Nudi raffinatissi, ma provocanti e fiori. Tripudio dei colori chiari dell'arte Déco e della commistione tra linearismo e rievocazione rocaille. Lev Tchistovsky nacque nel 1902 a Pskov,in Russia. Terminati gli stuudi all’Accademia di Belle Arti di Leningrado. Lasciò l’Unione Sovietica nel 1925 e per due anni frequentò le lezioni della Reale Accademia di Belle Arti di Roma, dove incontrò Irene Klestova, che divenne sua compagna fino alla morte. Per dipingere orchidee, ne coltivò di bellissime nel giardino con serra della sua residenza estiva di Cenevieres nel sud della Francia.

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