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Arte Eros

Un’antologia di pittura erotica, scultura erotica, foto di nudo artistico, disegni con tema sessuale dagli albori della civiltà, fino al contemporaneo. Alla fine di questa pagina troverai dei numeri che ti permetteranno di proseguire a sfogliare la raccolta. Letto un saggio, se vuoi, torna indietro con la freccia in alto a sinistra, sul tuo computer, e leggine un altro. La raccolta si accresce quotidianamente di nuovi apporti e pertanto si configura come una sorta di app gratuita dedicata alla pittura erotica, all’arte erotica, ai disegni pornografici del Cinquecento, Seicento, Settecento, Ottocento e dei nostri giorni. La rubrica è offerta dal quotidiano on line Stile arte, all’interno di numerosi altri studi dedicati alla cultura visiva Gira agli amici questo indirizzo. E se c’è qualcosa che ti piace, taggalo sulla tua bacheca di facebook

Hans Sebald Beham – Sesso contadino nella campagne del Cinquecento

Le sue opere grafiche - molte delle quali di limitate dimensioni, come quelle degli altri "Piccoli maestri" - coprono una vasta gamma di temi, anche se l'incisore è noto soprattutto per le scene di vita contadina, di mitologia o storia, spesso associate a un elemento erotico

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Il desiderio di sporcare di pittura un’eterea violinista nuda. L’opera di Alainjuno. Il video

Più di 40 anni di attività in campo artistico, l'esplorazione di numerose tecniche, invenzione di spettacoli d'arte in cinque continenti. L'artista francese ha anche praticato una forma di body art, lavorando, nel caso mostrato dal filmato, in un'accesa contrapposizione tra apollineo e dionisico. Una modella nuda che suona il violino sembra la più intangibile musa del Parnaso. Ma l'artista la riporta alla corporeità, abbassandola con la colorazione a soggiacere ai desideri umani. a violinista

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Vivi Flindt, quell’irresistibile Danza dei sette veli. La scena in un breve video

Prodotta nel 1978, La danza dei sette veli, interpretata da Vivi Flindt, fu un successo con echi internazionali. La sensualità, la bellezza e la flessuosità della ballerina contribuirono certamente all'interesse di un pubblico che andava ben al di là di quello degli appassionati di balletto. La danzatrice Vivi Gelker (1943, Copenhagen ), che poi assunse il cognome del marito, Flindt, aveva imboccato il proprio percorso formativo nel 1951, quando venne ammessa alla scuola di ballo del Royal Theatre danese. Dopo la laurea, lavorò come ballerina e divenne etoile nel 1967

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Ofelia nella fotografia e nell’abbandono erotico. Gli splendidi scatti di Eīhwaz

Il presunto spunto per Shakespeare: nel 1579, una giovane di Stratford, Katherine Hamlett, annegò accidentalmente nel fiume Avon; conosciamo questo evento grazie a un'inchiesta di cui restano tracce negli archivi della cittadina. L'evento dovette scuotere la piccola comunità, tanto da suggerire che Shakespeare, allora quindicenne, abbia successivamente preso spunto da questa situazione per la morte di Ofelia che manca nelle fonti dell'Amleto. La scena che ha più colpito i pittori è quella della morte di Ofelia, avvenuta per annegamento in un fiume della Danimarca. I suoi abiti, intrappolando l'aria, le hanno permesso di rimanere temporaneamente a galla, con un'espressione che è sempre stata legata a una sorta di abbandono erotico

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Diciottenni, quando la vita è un gioco sensuale di seduzioni. Video di foto

L'insulto della giovinezza, lanciato al mondo. Il vigore della vita. Prima che la stessa stemperi, pieghi, plasmi sul volto espressioni sofferte. La bellezza sorgiva dei diciotto anni è quella dell'Elogio della Follia di Erasmo. Se non ci fosse la bellezza, se non ci facessimo trasportare da un poco di pazzia e di illusione, che ne sarebbe del mondo che esiste proprio nella misura in cui tutto non è filtrato dalla ragione? Il filmato ci mostra questa bellezza delle fonti. Alle quali i nostri occhi attingono qualcosa di elementarmente gioioso e confortante a diciottenni

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Barbara Rossi, una modella in pose plastiche per i fotografi di nudo. Il video

La nudità, singolarmente, mentre apparirebbe sconvolgente all'aperto, diviene, in campo fotografico più intensa e ammaliante in ambienti chiusi. Per questo, al di là della facilità di chiudere una porta per evitare sguardi indiscreti, buona parte delle "cacce al clic" organizzate da agenzie specializzate e guidate da fotografi professionisti, avvengono in studio - dove è possibile contare su sofisticati apparati luce - o all'interno di abitazioni

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La mona io canto. La rivoluzione libertina di Giorgio Baffo. Poesie licenziose del ‘700 e immagini

Giorgio Baffo (Venezia, 11 agosto 1694 – Venezia, 30 luglio 1768) fu autore di pensieri filosofici - mai apprezzati -, polemista - contro il clero e i Gesuiti - e di poesie licenziose in dialetto veneziano, che cantavano l'organo sessuale femminile, ponendolo al centro del mondo, forza oscura di movimento della realtà. Opere spesso venate dal dolore che colpisce una persona anziana di fronte al risorgere fremente della vita, a quella costante reincarnazione della mona a cui egli assiste con la più pura ammirazione e, al tempo stesso, con il dolore di chi non può più liberamente fruirne

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Gamla, foto sulle alture del Golan, tra le pietre di una città che non c’è più

Gamla era un'antica città ebraica sulle alture del Golan. Il sito di un assedio romano durante la Grande Rivolta del I secolo aC. Gamla è un simbolo dell'eroismo per lo stato moderno di Israele e un importante sito storico e archeologico. Il fotografo Amitbar ha portato la dolcezza di un corpo femminile in quei luoghi secchi, segnati dal dolore, creando un contrasto notevole tra protagonista e scenario

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Phyne Lamothe, com’era bello fare l’amore nel parco alla fine dell’Ottocento

Operazione rievocativa ben condotta, certamente, con deliziose figurinette di donne eleganti, gli stivaletti maliziosi, le calza con giarrettiera a nastro, piccoli orecchini, nasino all'insù e straordinarie, morbide acconciature. Era un altro mondo, forse quello intravisto dai cinquantenni dell'epoca e dall'autore, nati attorno alla fine dell'Ottocento. Era il loro imprinting di profumo femminile, odore di tigli, estati placide dalle notti distese. Certo è sempore bello quello che non torna più e che abbiamo percepito con aura mitica quando abbiamo aperto gli occhi al mondo e tutto pareva appena creato, scintillante, privo della dimensione del dolore

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