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Arte erotica

Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Sei la mia infinita passione. Quando il nudo è eros e pathos. I quadri di Aerni

Tecnicamente molto libero e dotato di una non comune scioltezza pittoricista, Christoph R. Aerni - svizzero, nato nel 1954 a Gäu-Hägendorf - si è misurato spesso - e con efficacia - con il tema del nudo emanante, quello legato più all'arte erosa che alla semplice ricerca di volumi plastici, così perfettamente offerti dalle figure femminili. Le immagini delle sue modelle non esprimono neutralità sessuale, ma coinvolgono lo spettatore in una dimensione di sguardo emotivo. Bella è anche la storia di questo pittore svizzero che, dopo le scuole elementari, è entrato in un una scuola professionale legata al legno e alla scultura, frequentando poi gli istituti d'arte di Basilea, Berna e San Gallo. Dal 1974 al 1979 è stato impiegato come scultore. al 1979 è stato pittore e scultore libero professionista Ha quattro figli adulti e vive a Gunzgen. Il suo studio si trova in un'ex fabbrica, a tre chilometri di distanza Egerkingen

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Fotografia, come la donna della porta accanto diventa un’antica egizia. Video

Un backstage fotografico ci porta su un set dove viene semplicemente ma efficacemente ricostruita, secondo un sintetico stereotipo, un'atmosfera dell'Antico Egitto. Un grande volto di pietra, a lungo levigato e perfetto, interloquisce, a livello di linee, con il corpo della giovane modella, che ha lasciato maglietta e jeans per calarsi in una cornice sontuosa di perle, secondo l'iconografia dell'antico Egitto

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Franco Losvizzero, la cavalcata-performance della donna-coniglio

L'arte di Franco Losvizzero si distingue per l'uso di dispositivi meccanici e per l'ibridazione tra giocattoli e humanoidi pop surrealisti. Lavora in modi diversi, anche se il disegno e la pittura rimangono al centro della sua ricerca. Ha esposto sculture e realizzato performance meccaniche ma anche foto, installazioni video-artistiche, spettacoli dal vivo, teatro. Le opere, le sue installazioni, il video, la fotografia o il disegno, evocano spesso figure di giocattoli, racconti di bambini, luoghi leggendari o cimiteriali. Il suo lavoro è in grado di rievocare e di risvegliare nello spettatore ansie latenti dell'infanzia. Utilizza diversi tipi di materiali come la plastica e la resina, ma in particolare un "materiale ceramico" di sua invenzione per caratterizzare la maggior parte delle sue sculture e bassorilievi su carta e dipinti

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La pace è donna. Nuda nel castello dei Crociati in Galilea. Il video

Fotografie e filmati di Amit Bar sono spesso improntati alla logica del contrasto o, all'opposto, al mimetismo tra modella e paesaggio, ottenuto con la body painting. Questo breve filmato è stato realizzato a Montfort, nella Galilea occidentale, in Israele in un pomeriggio ventoso, con la modella Chana. Montfort era un poderoso castello crociato, appartenente all'Ordine teutonico. Roccaforte e snodo dell'attività militare franca nella Terrasanta, l'edificio custodiva, secondo testimonianze, il tesoro dell'organizzazione religioso-militare. Com'era sorto? Nel terzo decennio del XIII secolo l’Ordine dei Cavalieri Teutonici di Santa Maria in Gerusalemme aveva ottenuto terre nella Galilea occidentale. Avviò così la costruzione del suo più importante castello nell’Oriente latino: Montfort (Starkenberg, in tedesco). Il presidio difensivo, che presenta stilemi gotici, si erge su uno sperone di roccia

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Il divano o sofà nell’arte e nel cinema. Dal sesso proibito agli omicidi. Il video

In Francia lo chiamano canapé - perchè originariamente realizzato in stoffa di canapa - oppure sofà. Per noi è il divano. Ma in antico si utilizzava, anche il termine ottomana, in quanto la tradizione di lunghi mobili di seduta pare originariamente legata al mondo mediorientale. Grandi divani, intesi come materassi ampi, posti a terra, accanto a tappeti, appaiono nell'ottocentesca pittura orientalista, in particolar modo nelle rappresentazioni degli harem. Ma per quanto riguarda il divano settecentesco francese e italiano assistiamo a una convergenza tra il triclinio dell'antica Roma ed altre forme mediterranee. Simile a un triclinio è la sedia lunga. Il canapè sembra invece nascere dall'idea di più sedie unite tra loro e caratterizzate da elementi lignei curvilinei

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L’uomo che dipinge quadri con il pene. Sorprendente. Eccolo. Il video

Brent Ray Fraser, che si definisce il "pittore nudo", ha maturato una notevole abilità nel realizzare, con il pene intinto nei colori, ritratti e dipinti. E' un modo per sconcertare il pubblico e richiamare l'attenzione su di sè. Laureato all'Università di alla Emily Carr University of Art and Design di Vancouver, in Canada, Brent Ray fraser - e non è una battuta facile - ha notevoli doti tecniche che gli permettono di fare - effettivamente - ciò che vuole, nell'ambito della figurazione

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“La liceale” (1975) e il pretesto della pittura, ecco quando posa per Pierino. Video

Seguendo lo storicizzato rapporto erotico tra il pittore e la modella Alvaro Vitali, compagno di classe di una splendida Gloria Guida, crea una trappola mettendo in luce le proprie capacità disegnative e giocando con la natura molto civettuola della propria coetanea. La porta così nel proprio studio. Lei si toglie il reggiseno. Lui non resiste e le sfila gli slip. Scena molto anni Settanta, ricca dell'immaginario collettivo degli adolescenti e dei giovani di quel decennio. La liceale (1975) diretto da Michele Massimo Tarantini ebbe un clamoroso successo di pubblico. Il successo fu tale che vennero realizzati altri tre capitoli della serie (anche se il personaggio interpretato dalla Guida avrà un altro nome). E' una storia di iniziazione alla vita di una splendida liceale di ottima famiglia

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Flor Garduño, dissolvenza in 3d per le immagini della giovinezza trionfante. Il video

Il fotografo messicano Flor Garduño realizza esclusivamente fotografie di nudo femminile, in bianco e nero, usando solo luce naturale. Garduño è nato nel 1957 ia Città del Messico. All'età di cinque anni la famiglia si trasferì in una fattoria a 25 chilometri dalla capitale. Ha studiato arte all'Accademia di San Carlo e ha poi lavorato come assistente nel laboratorio fotografico del famoso fotografo messicano Manuel Alvarez Bravo. Qui nel filmato, le sue immagini sono trattate con dissolvenza 3d

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