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Arte erotica

Rarissimo: gli spezzoni hot del film muto del 1927 censurato in America. Il video

Un film muto del 1927, esclusivamente destinato al pubblico maschile, venne bloccato dalla censura americana perchè scandaloso e politicamente scorretto. L'opera, The Forbidden Daughters (1927), risulta un polpettone riscaldato per colpire i luoghi comuni dell'erotismo dell'epoca, che molto si alimentavano con le atmosfere dell'harem, attorno alla figura dell'uomo-pascià, poligamo, assecondato dalle sue prigioniere che volevano diventare favorite. L'opera venne giudicata priva di "visione artistica, priva di una storia forte, prodotta solo per il risveglio della sguardo maschile rafforzando stereotipi razzisti sull'Africa". Il film, in tempi recenti è stato rimontato eliminando l'insussistente storia-cornice e focalizzando tutto sulla danza delle favorite. Sogni di cartone dei nostri più diretti antenati, basati sull'idea del postribolo come condizione quotidiana. Una testimonianza sul progressivo cambiamento dell'eros a film 2

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Pittura erotica romana – Pompei, Ercolano. Storia, immagini, video

"Entrai. Iddio immortale! Vidi spettacolo orrendo! Degli oggetti che erano impegnati nel coito, così immodestamente che a parlarne solo, per farne descrizione, il sangue mi si gela nelle vene. Là vidi una donna sopragiacente a un uomo, ambo ignudi; qui una capra, che tien dietro l’altra col membro eretto, e che è nell’attitudine di coitare; in altra parte un uomo su di un altro, che commette il nefando vizio della sodomia; sparsi vari priapi, ed altri oggetti che mi fanno gelare la mano, e il core”.

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Il cortometraggio Friuli, tante ninfe nella vigna celebrate dalla regista Iris Brosch. Il video

Prodotto per il mercato russo e del Paesi dell'Est, il cortometraggio Friuli, che sostiene l'immagine del vino di quella regione, nell'ampio mercato dell'ex Unione sovietica, è un gioco di rievocazioni di immagini attraverso le quali è possibile percepire, come, in sintesi pastorale, è visto il nostro Paese, da una filmaker tedesca-americana-francese, che racconta una scena bacchica per il consumatore russo. Le sintesi compiute si rifanno da un lato alla pittura rinascimentale e, al tempo stesso, alle immagini delle fotografie di nudo ottocentesche di tema bacchico. Il film ha sollevato le solite, inutili, sterili polemiche da parte di noi italiani, sempre aggressivi e negativi. L'opera ci riguarda, ma ci prescinde, al tempo stesso poichè descrive un luogo immaginario, dominato da creature eteree

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Salomè di Strauss, la spudorata danza dei sette veli. Il video

Erodiade, madre di Salomè, abbandonò il marito Erode Filippo I e andò a convivere con il cognato, il re Erode Antipa. Giovanni Battista, cugino di Gesù, condannò pubblicamente la condotta dello zio di Salomè; questi allora lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. Nel filmato vedremo la"Danza dei sette veli" di Salome, interpretata da Beate Vollack. Il lavoro teatrale è stato tratto dal libretto di Oscar Wilde nella traduzione tedesca di Hedwig Lachmann Musica di Richard Strauss. Regia di Rosetta Cucchi. Direttore d'Orchestra Fabio Luisi. Orchestra del Teatro Carlo Felice

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Cosa significa l’immagine di una donna che cavalca un uomo?

Il tema iconografico è ricorrente in numerosi palazzi e castelli italiani. La stratificazione dei significati - e pertanto la polisemia - contempla l'analisi di un'allusione più apertamente erotica, venata da un'idea di ribaltamento dei ruoli sessuali, percorsa da una vena sado-masochista. Così la libido assale in tarda età: a San Gimignano il crollo amoroso di Aristotele è rappresentato in opposizione ai leciti piaceri dei coniugi. La leggenda divenuta pittura trae origine da un racconto che ricostruisce la vendetta di Alessandro Magno sul maestro troppo vigile nei confronti della morale. L’allievo trova una prostituta, e per l’erudito è umiliazione. Anche se, alla fine, la retorica lo salverà

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I gioiosi disegni e le incisioni erotiche di Berthomme per Boccaccio

Queste gradevoli e ammiccanti tavole rinviano a quel clima sbarazzino, che si allungava in direzione degli anni Trenta; sbarazzino e gioioso nonostante ormai i tempi stessero mutando e si scivolasse, più o meno consapevolmente, verso le dittature che avrebbero portato allo scontro frontale, orribile e immane del secondo conflitto mondiale. Qui - la datazione delle opere va riportata a una data immediatamente al 1931, anno d'uscita di un'edizione a tiratura limitatissima de I racconti di Giovanni Boccaccio - resta quel bel sentimento pacifico di piccole infrazioni a codici polverosi. L'artista, autore di questi lavori, è Louis Berthomme Saint-André, nato nel 1905 a Barbery (Oise) e morto nel 1977 a Parigi. a boccaccio 1

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Misha Gold, diario per immagini di una libera e romantica signorina russa

Misha Gold è un fotografo russo, testimone della dirompente ascesa della borghesia e della plutocrazia che aveva le radici pronte nel terreno sovietico e che è esplosa letteralmente, dopo la caduta del comunismo. Interessanti, anche sotto il profilo antropologico, sono le immagini che egli dedica agli "stili di vita" dei suoi connazionali; matrimoni sontuosi, feste dal sapore imperiale, bambini eleganti, signore in pelliccia. Ciò che noi europei afferriamo, osservando le sue fotografie, è un singolare senso di straniamento temporale. Le immagini di Misha - Gold, come oro, come Re Mida - sono tecnicamente avanzate, sono scattate oggi o ieri ma i volti dei suoi ricchi personaggi di provincia rispecchiano quelli di generazioni a noi precedenti a bocca

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Come Eva, prima della foglia di fico. Come una danza flessuosa accanto agli squali. Il video

In un mare tropicale, leggermente al largo, dove le acque si tingono del blu potente del cielo, donne, uomini e bambini, tutti privi di costume, provano la gioia primigienia de muoversi flessuosamente nell'acqua, senza alcun legame con le sovrastrutture complesse del mondo. E' una visione così leggiadra e pulita da incantare noi spettatori. In questa idea di Eden persino gli squali, sguazzano pazientemente in secondo piano, senza l'assillo della fame. a sirena 2

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Iconografia – Perchè le antiche romane facevano l’amore tenendo il reggiseno?

Uno scarso interesse del maschio latino nei confronti del seno? Da escludere. Una rapinosa velocità nel giungere all'atto? Forse, ma non del tutto. La principale ragione per la quale nei dipinti erotici le donne romane appaiono sempre con il reggiseno risiede in un motivo legato a una pur semplice ragione semantica. La fascia pettorale di stoffa o, nei casi più raffinati, collane sottili che assecondano la rotondità della mammella, lambendo dolcemente i fianchi, sono una necessità iconografica per sottolineare la differenza tre le donne e le dee. Pur avendo le stesse forme, le divinità esibiscono il seno nudo, mentre il pittore sottolinea la natura delle donne normali con la fascia.

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Olimpiadi 2016: le atlete callipige secondo la Tv brasiliana, prima dei tagli della regia. Il video

Non è una volgarità moderna ammirare il lato b delle signore. Già gli antichi greci, come ben sappiamo, avevano elaborato un santo epiteto per Venere-Afrodite callipige o callipigia, cioè dal bel sedere. A soffermarsi sulla statuarietà di questa parte, molto spesso eliminata dai registi, durante le dirette tv, per evitare imbarazzi, è stata una tv brasiliana che ha recuperato parte del "rimosso"

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