Fotografia

Aldilà e al di là, le inquietanti presenze dietro un vetro o una tenda di pizzo. Video

Loredana Nemes vive a Berlino dal 2001 quando ha iniziato il suo lavoro fotografico. La serie "Beyond" parla di un incontro senza uscita. Viviamo tutti vicino a persone con le quali difficilmente comunichiamo. Ogni giorno attraversiamo luoghi che rimangono alieni e misteriosi. Per alcuni di noi, quelli potrebbero essere caffè turchi o arabi nei quartieri berlinesi di Kreuzberg, Neukölln e Wedding. Solo gli uomini entrano, bevono tè, guardano il calcio, conversano. Si siedono dietro i vetri smerigliati dei loro caffè maschili e lo sono inaccessibile, quasi invisibile, per le persone (letteralmente) che passano al di fuori. Cosa succede lì dentro? Cosa c'è da scoprire?

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David LaChapelle, fotografia pop-post-moderna. Diluvi e bellezza dopo Warhol

Il percorso a Venezia.Fu Andy Warhol ad offrire a LaChapelle il suo primo incarico professionale fotografico per la rivista Interview magazine. Inoltre lavora per copertine e servizi fotografici di riviste, fra cui Vanity Fair, GQ, Vogue, The Face, Arena Homme e Rolling Stone. Il primo libro fotografico, dal titolo LaChapelle Land, permise al fotografo di far conoscere il suo stile: fotografie dai colori molto accesi, a volte oniriche, a volte bizzarre. Il successivo Hotel LaChapelle (uno dei libri fotografici più venduti di tutti i tempi) contiene svariati scatti di celebrità. Le sue foto sono descritte come barocche, perfino eccessive, caratterizzate dalla solita spiccata ironia.

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Francesca Catellani, memorie celesti tra i fotogrammi di filmini anni Settanta

L'artista, insignita del Premio finalisti del Nocivelli 2018, analizza brevemente la propria opera: "Mi chiedevo dove finisse la memoria vissuta, se esiste della stessa una matrice, come un dna che persiste oltre la dimensione del tempo lineare. Celeste Terrestre, questo è il nome del progetto complessivo, intende esprimere e rappresentare le due dimensioni che compenetrano l'umano, ad ogni latitudine e in ogni tempo"

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Ramona Zordini. Obscura. Fotografare la luce delle anime contando sul favore delle tenebre

Obscura rappresenta per me un progetto in divenire, uno spazio aperto, una ricerca che si arricchirà nel tempo di nuovi personaggi, di esperienze entusiasmanti e di stimolanti incontri. Ebbe inizio nel 2010 quando mi capitò d’imbattermi in una famosa fotografia di Pablo Picasso, nella quale l’artista mediante una penna ottica creava disegni in una situazione di completa oscurità. Quell’opera m’incuriosì così tanto da spingermi a cercare di comprendere quali fossero le modalità di scatto. Iniziai quindi un percorso di sperimentazione, scattando nel buio più totale con l’ausilio di una torcia elettrica. Fotografai scorci di ambienti domestici, persone a me care, fino a ritrarre importanti personalità del mondo dell’arte e della fotografia

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Silvia Bigi, quella sottile linea di confine che corre tra me e te. Corpi, amore, terra, nazioni

Stile arte intervista l'artista insignita del secondo premio nella sezione Fotografia, al Nocivelli 2018. "Siamo in un momento storico in cui le identità nazionali, religiose, culturali, si stanno scontrando e ridefinendo più che in passato. Queste lotte stanno mettendo molte persone di fronte alle più profonde e ancestrali paure: la paura di perdere chi siamo, la paura di trasformare un sistema di pensiero ereditato, che crediamo ci definisca. La paura, forse, di vedersi riflessi nell’altro. Con quest’opera tento di spingere l’osservatore a trovare affinità fra l’intimo e il collettivo, nel tentativo di stimolare un nuovo “attraversamento” della linea che ci divide dall’altro, qualunque esso sia".

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Due bambini nel Grande Freddo. L’infanzia nordica nelle fotografie d’arte di Joakim Eskildsen. Il video

Un cielo plumbeo, costante. L'estremo freddo. La neve. Le case calde, il fuoco. Come vivono oggi, Hansel e Gretel, tra Finlandia, Germania e Danimarca? Joakim Eskildsen (Copenaghen 1971) ha documentato splendide scene di un maschietto e di una femminuccia, nella quotidianità. L'artista si è formato con la fotografa della Royal Court, Rigmor Mydtskov, ed ha studiato presso l'Università di Arte e Design di Helsinki, dove ha imparato l'arte del bookmaking con Jyrki Parantainen e Pentti Sammallahti. Collabora spesso a progetti con la scrittrice Cia Rinne e tra le sue pubblicazioni figurano Nordic Signs (1995), Bluetide (1997), iChickenMoon (1999), il portfolio al-Madina (in collaborazione con Kristoffer Albrecht e Pentti Sammallahti 2002) e il libro The Roma Journeys (Steidl 2007). Attualmente sta lavorando a tre progetti di libri fotografici e mostre, American Realities, Cuban Evolution e Home Works. Joakim vive e lavora a Berlino

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Gibert & George, inseparabili artisti e sposi gay. I ragazzacci con la cravatta e le vetrate pop. Il video

Oggi le loro opere sono giganteschi pannelli fotografici, dominati da una caleidoscopia simmetria speculare, dotati di cromatismi molto accesi e traslucidi. L'effetto è quello che potrebbe essere suscitato dalle vetrate di una cattedrale pop. Uniti, nell'opera e nella vita - non appena è stato possibile si sono sposati - appaiono sempre - o quasi - nelle loro opere con quello sguardo volutamente sorpreso dalla complessità del mondo contemporaneo, che essi stessi contribuiscono a costruire. Gli abiti che indossano sono sempre quelli di un'eleganza démodè che spiazza lo spettatore. Potrebbero essere - ormai - anziani docenti universitari, capi contabili in una grande azienda, seri borghesi inclinati all'indignazione

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