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Fotografia

Mariano Vargas, le eterne bellezze dei quadri si incarnano in splendide modelle

Eterne Madonne - questo il titolo assegnato dall’artista - è una serie aperta, in continua evoluzione. Le donne ritratte sono donne normali, moderne, libere, sicure, felici e soddisfatte, e combinano con successo tradizione e contemporaneità: appaiono legate al passato ma evolute, dolci ma provocanti, sensuali ma discrete. Con le sue fotografie che sembrano quadri e nei quadri hanno la loro origine, Mariano Vargas eleva un inno trionfale e luminoso all’altra metà del cielo e ce ne ricorda la pulsante perpetuità

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Lindsay Seers, quella strana artista paranormale che fotografa con la bocca. Opere alla Tate. Il video

Lindsay Seers (nato nel 1966) è un'artista britannica, con doti particolarissime, ritenute, da alcuni, al limite del paranormale e una straordinaria memoria eidetica, capace di basarsi sulle immagini e di ripercorrerle in ogni punto, come se fossero fotografie o testi tratti integri da una biblioteca In campo fotografico, Linsay ha utilizzato il proprio corpo per produrre fotografie, inserendo nel fondo della bocca carte emulsionate che si impressionavano, dischiudendo le labbra. Nata sull'isola Mauritius in una famiglia navale, non parlò finché non aebbe sette anni, dopo la partenza della famiglia dall'isola. Durante questo periodo sua madre affermava che sua figlia possedeva una memoria eidetica (altrimenti nota come memoria fotografica) così vivida che non sentiva alcun bisogno di comunicazione verbale. Ha parlato per la prima volta dopo aver visto un ritratto fotografico di se stessa, che l'ha spinta a chiedere "Sono io?"

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Tina Modotti quotazioni gratis – Biografia e immagini

E’ lo zio Pietro, che ha un piccolo studio fotografico, ad avvicinarla, per primo, alla fotografia. Nel 1913 si trasferisce a San Francisco, raggiungendo il padre che era già emigrato e trova un lavoro in una fabbrica tessile, iniziando anche ad affacciarsi nel mondo della recitazione teatrale. Sposa nel 1918 il pittore Roubaix "Robo" de l'Abrie Richey, e con lui sceglie di andare a vivere a Los Angeles, dove Tina nutre la speranza di affermarsi come attrice, esordendo nel 1920 con il film The Tiger’s Coat

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Due bambini nel Grande Freddo. L’infanzia nordica nelle fotografie d’arte di Joakim Eskildsen. Il video

Un cielo plumbeo, costante. L'estremo freddo. La neve. Le case calde, il fuoco. Come vivono oggi, Hansel e Gretel, tra Finlandia, Germania e Danimarca? Joakim Eskildsen (Copenaghen 1971) ha documentato splendide scene di un maschietto e di una femminuccia, nella quotidianità. L'artista si è formato con la fotografa della Royal Court, Rigmor Mydtskov, ed ha studiato presso l'Università di Arte e Design di Helsinki, dove ha imparato l'arte del bookmaking con Jyrki Parantainen e Pentti Sammallahti. Collabora spesso a progetti con la scrittrice Cia Rinne e tra le sue pubblicazioni figurano Nordic Signs (1995), Bluetide (1997), iChickenMoon (1999), il portfolio al-Madina (in collaborazione con Kristoffer Albrecht e Pentti Sammallahti 2002) e il libro The Roma Journeys (Steidl 2007). Attualmente sta lavorando a tre progetti di libri fotografici e mostre, American Realities, Cuban Evolution e Home Works. Joakim vive e lavora a Berlino

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Il manuale di Christa Meola per produrre perfette fotografie di seduzione

Christa Meola, l'autrice di questo libro, è una fotografa newyorkese, che opera sia nel mondo della ritrattistica che del nudo. Che il soggetto da fotografare sia una modella o la ragazza della porta accanto, l'autrice offre i suoi consigli personali e illustra le tecniche che portano a una sessione fotografica di successo, accompagnando il lettore dalla fase di preparaziaone alla postproduzione. La guida, ricca di belle illustrazioni a colori e in bianco e nero, insegna a preparare per lo scatto un soggetto che non ha mai posato, a gestire la luce nel modo più adatto e ad abbellire ogni immagine. Con una scrittura diretta e accattivante, l'autrice offre raccomandazioni su cosa fare e cosa non fare, consigli pratici per i fotografi maschi e svela i segreti della postproduzione con Adobe Lightroom e Photoshop

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Le fotografie di Gregory Crewdson: le pulsioni oscure, come in un film, meglio di un film

Le opere di Crewdson - uno dei fotografi contemporanei più geniali e visionari che assumono un ruolo più vicino a quello di un regista sul set di un film - appaiono come dei «fermo immagine» ad alta risoluzione tratti da film hollywoodiani, oppure ambientate nell'America suburbana, rivelando come citazioni, riferimenti e motivi ispiratori più immediati i film e i miti di Hollywood (per alcune delle sue serie l’artista ha ingaggiato, nel ruolo di interpreti, star del cinema come Gwyneth Paltrow, Julianne Moore e William H. Macy, immerse nel grande anonimato delle vaste periferie del microcosmo indifferenziatro delle «any town»)

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Vedere la capanna di Gauguin. Come funziona un ologramma in una mostra d’arte. Il video

Cosa vediamo, quando viene proiettato un ologramma? L'esempio più vicino alla nostra quotidianità è l'immagine di un paio di occhiali o di una carta o di un qualsiasi oggetto appoggiato al cruscotto dell'auto, quando c'è il sole. Con un effetto strano, noi vedremo quel paio d'occhiali o quella carta proiettati, a causa dell'inclinazione della superficie trasparente eppur riflettente del vetro, sospesi nel vuoto davanti all'auto, quasi sulla strada. Quindi un'immagine fantasmatica che non sembra poggiare a nulla. Con il riflesso e un vetro inclinato era già possibile creare immagini fantasmatiche, che ora sono divenute anche tridimensionali e che vengono proiettate, nel "vuoto" formando una realtà rafforzata e parallela

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Kalliope Amorphous, autoritratti tra divinità e mortalità. Con tecniche strane. Il video

Kalliope Amorphous esplora la natura fluida dell'identità attraverso la fotografia di autoritratto. Crea i propri processi e metodologie alternativi utilizzando l'illuminazione alternativa, oltre a sperimentare tessuti, superfici, specchi e tecniche di distorsione all'interno della fotocamera. Gran parte del lavoro di Amorphous utilizza riflessi, sfocature e esposizioni multiple per guidare lo spettatore attraverso i temi dell'identità, della mortalità, del tempo e della mitologia

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Marc Lagrange, i segreti della stanza 58. Quello che le pareti non dicono

Una camera d'hotel è il luogo dell'intimità pubblica. L'avvicendamento di persone, di storie e di sentimenti, avviene freneticamente in un piccolo spazio. Noi ne esorcizziamo voci e presenze estranee, aprendo la valigia, sistemando trousse o computer portatili. Appoggiando libri, giornali e orologi da polso sui comodini. Ciò non è soltanto perchè si debbono aprire le valigie, quanto perchè - pur inconsapevolmente - la nostra mente rifiuta il disagio dell'estraneità. E se i muri dovessero assorbire le energie delle immagini? E se esistesse una macchina in grado di recuperare dall'intonaco o dalla boiserie i frame più intensi del passaggio dei clienti precedenti. Il fotografo Marc Lagrange immagina di sviluppare quelle immagini segrete. Ne nasce una serie fotografica, Hotel Maritim, room 58, raccolta in questo filmato a stanza 1

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Julia Margaret Cameron – Classe 1815, grande fotografa dall’anima femminista

Dotata di un notevole occhio pittorico, influenzata compositivamente dal'atmosfera preraffaellita che permeava l'immaginario del suo tempo, Julia Margaret Cameron, delicata e sensibile signora della buona società inglese, nata nel 1815, anno del Congresso di Vienna a Pattle, è considerata una delle migliori ritrattiste dell'Ottocento, per quella sua capacità di trovare, in lunghe estenuanti pose dei suoi soggetti, le posture e le espressioni che meglio esprimessero la personalità dell'effigiato

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