Fotografia

Marc Lagrange, i segreti della stanza 58. Quello che le pareti non dicono

Una camera d'hotel è il luogo dell'intimità pubblica. L'avvicendamento di persone, di storie e di sentimenti, avviene freneticamente in un piccolo spazio. Noi ne esorcizziamo voci e presenze estranee, aprendo la valigia, sistemando trousse o computer portatili. Appoggiando libri, giornali e orologi da polso sui comodini. Ciò non è soltanto perchè si debbono aprire le valigie, quanto perchè - pur inconsapevolmente - la nostra mente rifiuta il disagio dell'estraneità. E se i muri dovessero assorbire le energie delle immagini? E se esistesse una macchina in grado di recuperare dall'intonaco o dalla boiserie i frame più intensi del passaggio dei clienti precedenti. Il fotografo Marc Lagrange immagina di sviluppare quelle immagini segrete. Ne nasce una serie fotografica, Hotel Maritim, room 58, raccolta in questo filmato a stanza 1

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Julia Margaret Cameron – Classe 1815, grande fotografa dall’anima femminista

Dotata di un notevole occhio pittorico, influenzata compositivamente dal'atmosfera preraffaellita che permeava l'immaginario del suo tempo, Julia Margaret Cameron, delicata e sensibile signora della buona società inglese, nata nel 1815, anno del Congresso di Vienna a Pattle, è considerata una delle migliori ritrattiste dell'Ottocento, per quella sua capacità di trovare, in lunghe estenuanti pose dei suoi soggetti, le posture e le espressioni che meglio esprimessero la personalità dell'effigiato

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Martina Hoogland Ivanow, estranei a sé e al mondo. Poesia e malinconia. Gli scatti dell’autrice

Il tormento di non aderire. Di scomparire sul fondale di un divano, d'essere invisibili agli altri. D'essere parti di un tutto sommamente insensibile. Come un fumo, una sostanza diafana, come un'ombra priva di un soggetto che la proietti. Di rilievo, le fotografie di Martina Hoogland Ivanow, fotografa-artista svedese, che lavora sul concetto di estraneità esistenziale, lungo una linea di malinconia e dolore che percorre l'arte scandinava e che caratterizza anche i giovani fotografi di quell'area geografica, che penseremmo felice, poichè là "tutto funziona". E se la tecnica si fosse sostituita al piano metafisico?

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Il bacio. E’ un’istantanea o una foto in posa? I segreti di Doisneau, il Prévert della luce

Quella che Doisneau ha tramandato ai posteri è l’immagine della Parigi più vera, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; è quella dei bistrot, dei clochard, delle antiche professioni; quella dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés, punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori, poeti, come Jacques Prévert col quale condivise, fino alla sua morte, un’amicizia fraterna e qui presente con uno scatto -Prévert au guéridon- che lo ritrae seduto al tavolino di un bar con il suo fedele cane e l’ancor più fedele sigaretta. L'appuntamento espositivo di Lecco

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I meccanismi costruttivi di Hopper svelati dalla fotografia

Richard Tuschman, ha ricreato ambienti e situazioni hopperiane, attraverso immagini di alto livello qualitativo. Non siamo di fronte ad una semplice operazione di mimetismo - che finirebbe nel punto in cui s'accende,per un attimo, il fuoco della curiosità, di fronte al coincidente - ma ad una ricostruzione dei meccanismi espressivi. La meccanica espressiva, l'uso attenuato del colore, come avvolto da un triste pulviscolo, la luce priva di gioia,le ombre allungate del crepuscolo o dell'alba - nelle fotografie appaiono acuite -e pertanto rendono ancor più evidente la costruzione hopperiana-. Perché, in fondo, l'olio e la tela, addolciscono, stipulano un contratto narrativo tra pittore e osservatore.

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Anastasia Kole, la gioia di danzare nel vento. Il video della modella-fotografa

Anastasia Kole è una modella internazionale d'arte e una fotografa. Ha collaborato con numerosi artisti di fama, in tutto il mondo. Ha partecipato etenuto laboratori didattici, in campo fotografico, e i suoi lavori sono stati pubblicati su riviste ed esposti in gallerie. Anastasia divide il suo tempo tra l'Europa e il Nord America. Lavora soprattutto a New York, San Francisco, Milano e Kiev. Tende a lavorare su immagini eleganti, coltivando particolarmente un approccio emozionale

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Nan Goldin, la Ballata della dipendenza sessuale. Ma l’amore è sempre malato? Le foto

Ha iniziato a fotografare -era ancora adolescente - a Boston nel 1960, poi a New York, a partire dagli anni 1970. Nan Goldin ha scattato fotografie intensamente personali, spontanee, sessuali, e trasgressive dei suoi familiari, amici e amanti. Dalle immagini che appaiono nel filmato emerge quel lato oscuro legato all'amore, che si basa sul possesso, quindi su una sorta di alienazione, che può esplodere in violenza. a ballata copertina 2

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DDiarte, dipingere con la macchina fotografica quadri del passato mai dipinti

Il minimalismo pare travolto dalla possibilità della massa di scattare immagini. Così il fotografo deve inerpicarsi su cime espressive molto più complesse e praticamente irraggiungibili dai fotografi non professionisti. DDiarte cita rapidamente un quadro o un autore, ma successivamente, nello stesso scatto, ne riscrive composizione e scena. Si passa dalle atmosfere dei Trionfi del primo Rinascimento a di Pietro da Cortona e del barocco, da uno stile botticelliano a David. Buona parte delle opere sono affollatissime, con modelle e modelli in pose plastiche ed eloquenti, come nella tradizione barocca. Assistiamo a una riscrittura della storia dell'arte, affrontata con il massimo virtuosismo e la massima tensione espressiva, contenuta, al limite dell'esplosione, da un canone composto

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William Henry Fox Talbot, le fotografie reliquia con carta salata. Le prime immagini. Il video

Ha pubblicato The Pencil of Nature (1844-46), che è stato illustrato con stampe originali di "carta salata" dai suoi negativi calotype, e fatto alcune importanti prime fotografie di Oxford, Parigi, Reading e York. La calotipia o talbotipia è un procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini riproducibili con la tecnica del negativo / positivo. Messo a punto da William Henry Fox Talbot, venne comunicato alla Royal Society successivamente a quello sviluppato da Daguerre, nel 1839. Venne brevettato nel 1841

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