Fotografia

Vadim Stein – Elegantissime

Vadim Stein è nato a Kiev (Ucraina) nel 1967, città nella quale ha seguito un percorso formativo nel campo della scultura e del restauro. Dal 1985 al 1992 ha lavorato come attore e designer della luce. Dopo aver lasciato il teatro ha iniziato ad operare in campo fotografico, misurandosi prima con la scultura decorativa e la grafica, poi con l'indagine alla figura umana, colta in pose plastiche, potenziate dall'uso di materiale tessile aderentissimo. Accanto all'attività di fotografo, Stein prosegue il percorso nella scultura e nella scenografia

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Kubrick, le scene dei suoi film ispirate ai grandi quadri di Van Gogh, Füssli, Hogarth, Balthus e Rinascimento

I riferimenti all’arte possono quindi richiamare temi e contenuti collegati a determinate opere, oppure evocare parallelismi tra le opere citate e le situazioni narrate nel film; ad esempio, la Pop art costituisce in Arancia meccanica l’esemplificazione dell’asservimento consumistico all’origine delle devianze del protagonista, mentre in Barry Lyndon i “quadri” che il regista mette in scena hanno la funzione di elementi di mediazione fra il presente ed il passato, una macchina del tempo per raggiungere un’epoca distante, e, contestualmente, nella loro lontananza e fissità, alludono all’impossibilità di un approccio vero e profondo con la Storia, di cui è disponibile solo la rappresentazione.

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Frida Kahlo vista dall’amante fotografo Nickolas Muray. La storia. Le foto

Nel maggio 1931, Nickolas Muray, (Seghedino, 15 febbraio 1892 – New York, 2 novembre 1965), fotografo di origine ungherese, viaggiò in Messico dove incontrò l'artista Frida Kahlo, (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954) una donna che non avrebbe mai dimenticato. Figlio di un postino, Nickolas era emigrato negli Stati Uniti, facendo l'incisore e successivamente il fotografo. Scelse di immortalare le dive ed ebbe fortuna. L'incontro con Frida, che divenne passione amorosa ed amicizia, fu favorito da tanti elementi in comune. Il papà delle pittrice, infatti era un fotografo ungherese come Muray. Tra le più belle e intense fotografie di Frida figurano, appunto quelle scattate da Nickolas, che pose in luce i tratti caratteriali della donna, le sue passioni. E che utilizzò il colore come elemento in grado di fare luce su una donna che viveva in un mondo di divine policromie

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Chi è Fulvio Roiter, le radici di un genio fotografico. Le opere, la poetica

Esperto di fotografia in bianco e nero, usò anche nel colore dei reportages di viaggi una personale tecnica che esaltava luoghi e particolari inediti della scena. Già apprezzato fotografo per aver prodotto diversi libri fotografici di città e regioni del mondo, salì alla ribalta internazionale per gli scatti sulla sua Venezia da cui trasse il libro Essere Venezia del 1978. È stato uno dei tre fotografi italiani a cui è stato assegnato nel 1956 il premio internazionale per l'editoria fotografica Nadar. Nato a Meolo in provincia di Venezia, Roiter si diplomò come perito chimico, ma dal 1947 si dedicò alla fotografia, che divenne la sua attività professionale dal 1953. La Casa dei Tre Oci di Venezia ne ha presentato la prima grande retrospettiva

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I collage metafisici e neo-surrealisti di Igor Skaletsky

Igor Skaletsky (1978, Voronezh Russia) è un artista che ha prodotto, nell'abito della storia del collage, opere significative, ricche di citazioni e di cortocircuiti, nate da una visione onirica della realtà che svela le strutture interne e contribuisce a rimettere in gioco una revisione dei pregiudizi ottici, che divengono pregiudizi tout court. Partiicolarità del collage di Skaletsky è il fatto che egli non utilizza brandelli minuti di carta, ma blocchi di immagini che adegua e compone con notevoli risultati.

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La fotografia insidiò la pittura? Per Van Gogh e i grandi fu un colloquio costruttivo

Vincent Van Gogh, come altri pittori dell'epoca, fece uso, in alcuni casi, della fotografia per il proprio lavoro. La diffusione della riproduzione ottico-chimica della realtà aveva certamente cambiato anche la pittura e la sua avanzata inesorabile, inizialmente, fu un evento traumatico per il mondo dell'arte, che dovette prendere atto delle nuove acquisizioni tecnologiche per intraprendere strade nuove nel campo della rappresentazione. L'atto artistico non doveva più colmare le lacune lasciate dalla mancanza di immagini oggettive. Poichè l'oggettività, pur fredda, nel rilievo del reale era affidato alla macchina fotografica

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Quando una notte senza incubi bussa alla nostra anima. Le foto di Steve Giovinco

Steve Giovinco è un fotografo americano, che si è formato all'Università di Yale. Appartiene a un linea di tendenza, anti-metropolitana e intimista - vorremmo dire: poco squillante e poco americana - che esplora la notte come luogo in cui la terra rivela il proprio lato immoto. Non è la notte dei killer, né la notte del Male o del peccato. Essa è destrutturata dalle connotazioni stratificate e proposta nell'estrema semplicità. Da cui ripartire

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Jean-Jacques Bugat: grandi ed eleganti fotografie di nudo in bianco e nero

Jean-Jacques Bugat è un fotografo di moda, francese, nato nel 1938. Ha avviato la propria carriera a New York, dove ha fotografato per le edizioni Condé Nast. Tornato in Europa pochi anni dopo, ha firmato un contratto con Vogue Italia e ha lavorato con Andy Warhol. Autore di intensi ritratti, è anche considerato un grande autore di nudi artistici, per il suo stile raffinato e per il rigoroso, per quanto sempre aperto a nuove soluzioni, uso delle luci. a bu

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