Gli animali nell’arte

Paolo e Francesca – Perché con questa incisione Doré ha battuto tutti gli illustratori

Il corpo candido di Francesca diventa il ventre e il busto della colomba, mentre quello piu' scuro di Paolo rappresenta le ali e il dorso del volatile. Non sono più due colombe, come nella Commedia, ma una sola carne.  Si può anche notare che questa colomba assume, nella propria aerea compattezza, la forma di cuore e di foglia strappata dal vento. Straordinario gioco del disegnatore. Insieme egli scolpisce gli amanti, il cuore, la colomba e la foglia lasciando che queste immagini agiscano sull'osservatore in modo subliminale., aperte e chiuse dalla comprensione del testo, aperte e chiuse come suggerimento ermeneutico

Leggi Articolo »

Francisco de Zurbaran – Non fate del male al povero agnello rassegnato

Fu, soprattutto, intenso interprete di soggetti religiosi, ma dipinse anche nature morte o, animali simbolici, come l'Agnus Dei, che rappresenta il sacrificio di Cristo. La sua pittura si caratterizza per la ieraticità dei personaggi, per il netto e tagliente contrasto tra luce ed ombra, per la monumentale compostezza dei suoi personaggi che paiono ritagliati nel nulla. Dopo un periodo di successo, il suo talento fu offuscato - anche per un progressivo mutamento del gusto, da parte del pubblico, e per il prevalere, nella Chiesa, di un orientamento più sentimentale nei confronti della narrazione pittorica - da quello di Murillo. Zurbarán morì in povertà, dimenticato, nel 1664, a Madrid.

Leggi Articolo »

Ilaria vegliata dal cane della Fedeltà. Così Jacopo della Quercia rese eterna una giovane madre morta di parto

Il sonno eterno, la dolcezza del volto composto, l'eleganza del monumento funebre che rinvia a quello dei regnanti francesi, in Saint Denis, conferiscono alla struttura marmorea lucchese una connotazione di dolce santità del quotidiano. Ecco perché questa giovane donna è oggetto di una venerazione che va al di là dei pur alti canoni estetici. E' il rapporto della giovinezza con la morte. E Ilaria, morta giovane si rivela cara agli dei, rapita da un ordine superiore che permette di cantare la bellezza della figura umana

Leggi Articolo »

Il cane portafortuna del principe-scultore Troubetzkoy

Al di là del soggetto, ironico e sconcertante per il mondo artistico ufficiale, che voleva che l'arte si misurasse soltanto con i temi più alti, il principe opera una ricerca, con questa piccola scultura - è alta dieci centimetri - nell'ambito di u a suggestione plastica che veniva, negli stessi anni, esplorata da Matisse: la rappresentazione di corpi compressi, in grado di suscitare, nello spettatore, l'idea di uno scatto successivo. Il cane, modellato nel 1916, presenta la firma dell'autore e il timbro A.Valsuani, fonderia artistica che operava con i maggiori scultori del mondo

Leggi Articolo »

La Fanciulla con le tortore, scultura dell’anima che si placa

Luigi Pampaloni (1791-1847) realizza la sua prima versione intorno al 1833. Così si esprime Pagni ad alcuni anni di distanza: “(…) Ed ecco uscire dalle sue mani, emblema dell’innocenza, una soave fanciullina, che toltasi il nido d’una tortorella sotto il braccio sinistro, con inconsapevole crudeltà, ritiene imprigionata nella destra mano quella meschina che vorrebbe tornare al suo materno ufficio: lavoro forse il più degno tra i molti di tal genere che furono da lui fatti. Il Granduca la volle per regalarla al Principe di Metternich, ma l’autore la rinnovò più e più volte per altri personaggi stranieri e italiani, che s’invaghirono di possedere sì cara fanciullina"

Leggi Articolo »

La volpe come simbolo secondo Leonardo da Vinci

Simbolo di astuzia e di falsità, fin dai tempi degli antichi, la volpe è stata sempre considerata un avversario temibile, non quanto il lupo, nemico diretto e terribile, per il mondo contadino di un tempo, ma rappresentazione di una furbizia che sembrava dividere con i malviventi e gli imbroglioni. Grande e paziente cacciatrice, la volpe ha molti tratti comuni con i cani - anch'essa, infatti, è un canide - e con i lupi. L'intelligenza acuta è pertanto ottimamente utilizzata con finalità predatorie

Leggi Articolo »

Sesso selvaggio, vino e pane in un affresco del tardo Quattrocento bresciano. L’analisi, il significato

Il ribaltamento del mondo, nel dipinto del Carmine, è segnato dal mutamento delle collocazioni tradizionali dei protagonisti: l’orizzonte dei vizi sostituisce quello delle virtù. L’urgenza dell’amore carnale - suggerito peraltro dall’abito rosso fuoco della signora - e la sua fiamma rapinosa hanno il potere di distogliere la donna dallo sgabello sul quale, come una moglie virtuosa, era impegnata nella filatura, opera che, nelle società arcaiche, denotava dedizione alla famiglia

Leggi Articolo »

Il cane nell’arte – Nell’Ottocento il massimo del sentimento. I quadri nel filmato

Nel passato più remoto era simbolo di fedeltà coniugale ai piedi delle regine defunte, animale da compagnia o da caccia nel Cinquecento oppure rappresentazione della Chiesa che veglia contro il demonio. Nell'Ottocento e e nel Novecento il cane, nell'arte, assume una connotazione sempre più sentimentale. Nel filmato potremo vedere l'evoluzione affettiva del rapporto o comunque il procedere della pittura nell'osservazione dei minimi aspetti della quotidianità

Leggi Articolo »

Pietro D’Angelo, il gatto e il bambino

    Autore: Pietro D’Angelo Titolo opera: Fanciullo con gatto Anno: 2015 Tecnica e materiali: Assemblaggio Misura: h. 120 cm x ø 50 cm Nota esplicativa: Rete e graffette in acciaio inox   Biografia Pietro D’Angelo, scultore palermitano, nato il 19 dicembre del 1974, fin da piccolo mostra un certo interesse verso l’arte scultorea, all’età di 12 anni infatti, inizia a frequentare lo studio di un’artista ...

Leggi Articolo »