Gli animali nell’arte

Il cavallo nell’arte, collezione Giannelli. Morsi di un’amicizia nata soltanto 4000 anni fa

Quattromila anni possono sembrare molti ma sono un battito di ciglia se rapportati ai 4 milioni e più di anni di storia del genere Equus, che ha dato origine a tutti i cavalli contemporanei, agli asini e alle zebre. Risale a circa 700 mila anni fa il genoma del più antico cavallo che sia stato finora sequenziato. Si tratta di un Equus lambei, le cui ossa sono state rinvenute nel terreno perennemente ghiacciato del territorio canadese dello Yukon. Tra i 40 e i 50 mila anni fa, si colloca la comparsa del cavallo domestico (Equus caballus) di oggi si contano circa 400 razze diverse, con specialità di ogni tipo, dal traino alla corsa

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Abraham Teniers – Un viaggio sorprendente nel Pianeta delle scimmie

Abraham Teniers (Amberes, 1629 – 1670), è un pittore fiammingo specialista nelle scene di genere e nel grottesco. E' figlio di David Teniers e fratello di David Teniers il Giovane. Come in una raccolta di La Fontaine, egli gioca all'umanizzazione di animali, per rendere evidenti vizi e virtù del nostro genere, che meglio cogliamo distaccati in situazione figurative stranianti. Ametà, appunto, tra la fiaba e l'insieme di frammenti surreali, che sfiorano la materia densamente eterea del sogno

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Il gatto di Penelope negli arazzi contemporanei

Un'opera monumentale di Berthe Beretta ha richiesto vent'anni per essere ultimata, un periodo infinito, che conduce il ricordo alla figura paziente della moglie di Ulisse. E tanti felini misteriosi celebrano, nelle trame del tessuto, la natura dell'eterno femminino. Ad Ascona venne esposto un arazzo lungo 385 e alto 153 cm; si tratta di un’opera che ha richiesto un lungo tempo di realizzazione - quasi vent’anni - e che condensa tutta l’iconografia tipica della sua creatività, così ricca di simbologie, che Berthe Beretta assume dall’osservazione e dal vivere in simbiosi con la natura, con le piante e con gli animali, ma nella quale conserva anche i ricordi e le esperienze, a volte dolorose, della sua vita più intima e personale.

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Come dipingere il pettirosso, simbolo di Cristo. Becco fino, pennello fine. Il video

Il pettirosso è uno degli uccelli che portano meraviglia, per la bellezza, la leggiadria e per "l'espressione" tenera e buona. Nell'ambito della pittura il pettirosso è un simbolo cristologico perchè, secondo la leggenda, il suo petto si sarebbe intriso del sangue di Gesù. Il pettirosso era già particolarmente considerato dalla mitologia celtica e dalle religioni nordiche poichè una delle manifestazioni del dio Thor, portatore di nuvole e tempesta. Secondo una nota leggenda cristiana - che viene ampiamente ripresa, negli effetti, dalla pittura cristiana - i pettirossi erano in origine tutti grigi, dal capo alla coda

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Belle signore senza veli e con animali da compagnia. Foto divertenti di nudo. Firmate Amit Bar. Video

Sexy-ironico è lo sguardo del fotografo Amit Bar. Ci ha deliziato con cocktail di ragazze nude tra le rocce, su alberi, dipinte contro paesaggi con mulini, tra le onde del mare, in vecchie fortezze ebraiche. La magniloquenza dei luoghi viene sempre riportata alla bellezza della vita da una modella. Ed ecco un altro lavoro divertente. Ogni modella posa con un piccolo animale da compagnia - più o meno probabile -. Molto ironico. Belle le modelle. Simpatici gli animaletti

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Van Gogh bambino, il collezionista di insetti. La sua infanzia strana raccontata dalla sorella Elisabeth

Il grande Vincent nelle memorie di una delle sorelle del pittore olandese. Di grande interesse le pagine dedicate alla giovinezza. Il suo carattere, le sue piccole ossessioni. "Un cappello di paglia nascondeva i corti capelli rossicci. Aveva una faccia strana, non giovane, l’ampia fronte già solcata di rughe, le sopracciglia corrugate dai pensieri. Gli occhi, piccoli e infossati, passavano dall’azzurro al verde, a seconda del momento. Ma nonostante l’aspetto sgraziato, si intuiva in lui una grandezza, si percepivano i segni inconfondibili di una profonda vita interiore".

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“Ho preso un granchio”, cosa vuol dire e da cosa deriva

Oggi si presuppone che chi "prende un granchio" lo faccia per puro errore, per l'incapacità - metaforica - di gettare la propria rete nel braccio di mare giusto. Così la breve frase significa "ho commesso un errore, ma involontariamente", "ho avuto una svista", "credevo di aver capito e invece sbagliavo, ma senza volerlo". La locuzione mette in luce il pieno riconoscimento dell'errore stesso e contiene, dell'origine, una sorta di appello a chi ascolta di perdonare l'errore stesso, in quanto esso appartiene all'alea della vita

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Steinlen (1859-1923), pittore dei gatti. Il video

Theophile Alexandre Steinlen (1859-1923), di origine svizzera, ma trasferitosi nella capitale francese appena ventenne fu il più grande disegnatore di gatti che la storia dell'arte abbia conosciuto. Per abilità e per quantità di dipinti, disegni, manifesti, dedicati ai simpatici felini. Egli fu autore di uno splendido manifesto, che tutti noi abbiamo visto almeno una volta, del locale Chat noir, che rappresenta, appunto un gatto nero

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Balene, balene, balene. Vittoriose e immortali nelle opere di Griffa, Antinori, Collesano e Pedrazzini

Le balene esistono da molto prima di noi uomini terricoli, legati alla gravità, dipendenti da sensi poco sviluppati. Loro, invece, con salti maestosi e immersioni repentine sfidano le leggi della fisica e occupano un mondo, ben più vasto del nostro dominio terrestre, che a noi rimane tanto invisibile quanto misterioso. Seppur scientificamente classificate, per noi sono aliene: seguono campi magnetici invisibili, vedono grazie al suono e sentono con il corpo. Allora – ipotizza Griffa riprendendo le parole di Ismaele, il marinaio narratore in Moby Dick – prima o poi rimarranno solo loro e torneranno a nuotare, come un tempo, dove ora ci sono le Tuileries, il castello di Windsor e il Cremlino

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