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I bambini nell’arte

Sai cos’è lo Spinario? Cosa simbolizza? E perché fu così importante e diffuso

Sotto il profilo narrativo, si pensava appunto, che il ragazzo si togliesse una spina dal piede, facendo ritorno dopo un convegno con l'amata, dalla quale era stato moralmente ferito. Altre versioni - più eroiche - affermano che il ragazzo fosse un araldo inviato di corsa a chiedere rinforzi nel corso della battaglia. Più probabilmente la scultura assunse una grande importanza perchè, accanto alle motivazioni estetiche, il giovane, dal volto sereno, si toglie il dolore provocato dalla spina della vita. Un allegoria del pensiero stoico che invitava ad evitare le emozioni.

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Come leggere i simboli nascosti in un quadro sacro. Animali, piante, paesaggio e Tempo

L’indizio principale dell’azione di un sottotesto è costituito dall’evidenza di elementi che, per quanto descritti con grande precisione naturalistica - secondo il doppio registro leonardesco di soavità degli umani tratti e della minuziosa attenzione alle fisiche verità del mondo - si sottraggono a una logica di pura descrizione della realtà. L’uva, la neve, la viola e la nudità del Bambino sono stagionalmente inconciliabili. La valenza dell’apparato simbolico, nell’ambito delle finalità del dipinto, è pertanto superiore alla necessità realistica di configurare un’unità di tempo e di luogo

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Beato Simonino nell’arte – Quel bambino seviziato da maniaci e ucciso nel 1475

Un bambino di due anni, che abita a Trento, scompare il Giovedì Santo da casa. Tutti lo cercano. Il giorno di Pasqua alcuni ebrei segnalano al vescovo di aver visto il piccolo, morto nella roggia. Il suo corpo è seviziato e straziato; decine e decine di colpi di chiodo segnano la sua pelle; gli assassini gli hanno tagliato i genitali. E si scatena la rabbia contro gli ebrei. Ma quale verità può emergere dall'analisi delle stampe, degli affreschi e dei quadri?

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Giovanni Santi e Isabella d’Este, storia del padre di Raffaello e di due ritratti perduti

Il padre del Divin fanciullo venne ingaggiato dalla Marchesa di Mantova. alla strenua ricerca di "un'effigie naturale". Il pittore lasciò Urbino, giunse nella città padana, impostò due tondi con i volti di Isabella e del cognato, ma fu costretto a rientrare nella città d'origine, a causa di una grave malattia. Quando morì, dopo pochi mesi, nessuno riuscì a trovare i due dipinti ai quali mancava solo l'intervento finale

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La maestrina e gli alunni di Ettore Tito (1859-1941)

Ettore Tito. Note biografiche Nato a Castellammare di Stabia il 17 dicembre 1859, morto a Venezia il 26 giugno 1941. Nel 1867 si recò a Venezia dove frequentò l’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel 1876. Il suo peregrinare per le calli remote tra i ceti più umili, portò alla realizzazione dei primi dipinti degli anni Ottanta fortemente apprezzati dal mercato ...

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1552, il più grande re tennista della storia già a due anni esibiva la racchetta

La prima rappresentazione pittorica di una racchetta cordata è in questo ritratto del futuro Carlo IX all’età di due anni, risalente al 1552. L’opera sembra anticipare le propensioni del sovrano, che da adulto sarebbe diventato un incallito praticante di paume, l’odierno tennis. Nel 1572, quando gli fu comunicata la notizia dell’inizio della strage di san Bartolomeo, egli era appunto impegnato al Louvre nella sua attività preferita. Le cronache ci dicono che reagì urlando: “Sempre nuovi fastidi!” e scagliando lontano l’inseparabile racchetta

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Nel Quattrocento a Venezia donne e bambini non potevano essere ritratti

Nel Quattrocento c’è una significativa differenza tra la ritrattistica veneziana e quella di altre regioni o città. In laguna gli artisti sembrano evitare i soggetti femminili o infantili, ritratti invece con grande frequenza a Firenze e in altre città nordeuropee e italiane. “Si sa che i gusti sono inspiegabili – commenta Rona Goffen nel saggio “Valicando le Alpi: arte del ritratto nella Venezia del Rinascimento” – ma il gusto per la ritrattistica che pervadeva la Venezia rinascimentale diventa in larga parte comprensibile, se lo si considera alla luce della morale dell’epoca – soprattutto sotto il profilo del ruolo della donna e del comportamento esemplare che ci si attendeva dalla classe dominante”

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