Home / I gatti nell’arte

I gatti nell’arte

Federico Barocci e il mistero della Madonna della Gatta

ENIGMI D'ARTE - Una tela di Federico Barocci rovinata dall’intenso calore e a lungo dimenticata nei magazzini degli Uffizi racchiude un segreto, che sembra affidato all’enigmatico sguardo della micetta raffigurata al centro del dipinto. Chi si nasconde dietro i volti di Gesù Bambino e di una Madonna giovanissima? A giudizio di Antonio Natali, il figlio avuto in tarda età da Francesco Maria Della Rovere e la quattordicenne cugina che il duca di Urbino sposò in seconde nozze

Leggi Articolo »

Dipinse gatti d’Angora. E Gatto Arthur Heyer divenne un artista famoso. Il video

Anche se i candidi gatti d'angora sono un soggetto molto ricorrente nei suoi dipinti - quanto il suo adorato cane Mucki, che spesso viene ritratto mentre interagisce con i gatti stessi - egli si distinse, in genere, nella realizzazione di dipinti dedicati agli animali. Morì nel 1931, a Budapest, all'età di 59 anni. Tale era stata la fama raggiunta che l'artista di origine tedesca ricevette, in Ungheria, i funerali di Stato e fu sepolto nel cimitero monumentale Kerepesi che ospita le tombe di scrittori, artisti, scienziati, statisti, attori e numerose altre personalità.

Leggi Articolo »

Abraham Teniers – Un viaggio sorprendente nel Pianeta delle scimmie

Abraham Teniers (Amberes, 1629 – 1670), è un pittore fiammingo specialista nelle scene di genere e nel grottesco. E' figlio di David Teniers e fratello di David Teniers il Giovane. Come in una raccolta di La Fontaine, egli gioca all'umanizzazione di animali, per rendere evidenti vizi e virtù del nostro genere, che meglio cogliamo distaccati in situazione figurative stranianti. Ametà, appunto, tra la fiaba e l'insieme di frammenti surreali, che sfiorano la materia densamente eterea del sogno

Leggi Articolo »

Il gatto di Penelope negli arazzi contemporanei

Un'opera monumentale di Berthe Beretta ha richiesto vent'anni per essere ultimata, un periodo infinito, che conduce il ricordo alla figura paziente della moglie di Ulisse. E tanti felini misteriosi celebrano, nelle trame del tessuto, la natura dell'eterno femminino. Ad Ascona venne esposto un arazzo lungo 385 e alto 153 cm; si tratta di un’opera che ha richiesto un lungo tempo di realizzazione - quasi vent’anni - e che condensa tutta l’iconografia tipica della sua creatività, così ricca di simbologie, che Berthe Beretta assume dall’osservazione e dal vivere in simbiosi con la natura, con le piante e con gli animali, ma nella quale conserva anche i ricordi e le esperienze, a volte dolorose, della sua vita più intima e personale.

Leggi Articolo »

Steinlen (1859-1923), pittore dei gatti. Il video

Theophile Alexandre Steinlen (1859-1923), di origine svizzera, ma trasferitosi nella capitale francese appena ventenne fu il più grande disegnatore di gatti che la storia dell'arte abbia conosciuto. Per abilità e per quantità di dipinti, disegni, manifesti, dedicati ai simpatici felini. Egli fu autore di uno splendido manifesto, che tutti noi abbiamo visto almeno una volta, del locale Chat noir, che rappresenta, appunto un gatto nero

Leggi Articolo »

Cena in Emmaus – La scelta del thriller nel quadro di Moretto, regista del Cinquecento

Un personaggio oscuro con un cappello da pellegrino in un’inquietante locanda. In un clima da “noir” ante litteram Moretto dipana una pittura sconvolgente con il fine di creare suspense nello spettatore. I meccanismi retorici della narrazione filmica trovano anticipazioni straordinarie nella storia dell'arte antica

Leggi Articolo »

Abbaiando al peccato. Il cane nell’iconografia cristiana e nella Bibbia

Il cane simboleggia il guardiano coraggioso che lancia l’allarme contro le notturne insidie del Maligno. Ed è trasparente metafora della fedeltà dell’uomo al suo Creatore. Poiché il dovere del cane è di difendere il proprio padrone e di abbaiare quando lo si attacca, è biasimevole quando rimane muto. Così i pastori infedeli sono citati nei nostri libri sacri come sentinelle cieche che dimorano nell’ignoranza, cani che non sanno abbaiare e che si addormentano. “Tali erano, riprende San Gerolamo, gli scribi ed i farisei, ciechi che conducevano altri ciechi nell’abisso; cani muti che invece di custodire il gregge del Signore e di abbaiare per difenderlo non pronunciavano che menzogne”.

Leggi Articolo »

Allegoria del nome – Quando gli artisti si firmavano dipingendo animali o rebus

Boselli era uso firmarsi “Felix”, traduzione latina del proprio nome di battesimo. Giocando con l’analogia di questo termine con la parola “felino”, egli si divertiva sovente ad inserire nelle sue opere gatti, quasi fossero una seconda firma. Ecco dunque spuntare, sotto i tavoli, furbi musetti pronti ad avventarsi sulla cacciagione, o a puntare una fila di gustose salsicce

Leggi Articolo »

Carino, vero? Preparati questo segnalibro che non scivola. Il tutorial

E' molto carino, questo gattino nero arrabbiato. Le forme tondeggianti delle zampine, che delineano una specie di cuore, lo rendono tenero, come un bambino che fa i capricci. Allora ecco le istruzioni per realizzarlo, in forma di segnalibro E' semplice, molto comodo e particolarmente decorativo. Può essere anche un piccolo gioco da fare con figli e nipoti per libri scolastici e piccoli romanzi che iniziano a leggere. La magia delle lettura è spesso interrotta dalla ricerca della pagina interrotta. Il gattino nero ci aiuterà ad entrare, con il volo fiabesco, al punto giusto della vicenda

Leggi Articolo »