Il gioco e i giocattoli nell’arte

L’autoritratto “in famiglia” di Crespi. Un’istantanea straordinaria ed ironica

In una stanza dalla luce talmente soffusa da impedire il riconoscimento dell’ambiente circostante, presumibilmente il soggiorno, l’artista emiliano si effigia mentre è intento a trainare giocosamente un carretto di legno sul quale è posto, immerso in morbidi cuscini e calde coperte, il figlio minore, Luigi. Alle spalle del padre ecco Maurizio, il primogenito, che ritto a cavalcioni di un bastone, è intento a imitare un cavaliere sul suo destriero

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Fai clic. La neve e il ghiaccio, i pattinatori, le trappole per uccelli. Cammina nel quadro di Bruegel. Lente magica

Al cospetto di un dipingo fiammingo, un paesaggio - intendiamo - si prova una sorta di desiderio infantile  di essere all'interno del dipinto. Di osservare, ad esempio, cosa stiano facendo le piccole figure. Di vederne i volti. O capire qual è la forma di decorazione di una chiesa o di un una casa. Eccovi accontentati, più sotto con la possibilità di entrare nell'opera, di percorrerlo e di ingrandirlo, fino ad arrivare alla craquelure della tavola. Il Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli è un dipinto a olio su tavola (38x56 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1566 e conservato nel Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles

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Sai cos’è il Furoshiki? E perché è adatto a mostre d’arte contemporanea? L’esempio di Parigi

I giapponesi, in ambito artistico, stanno lavorando in modo particolarmente intenso, come del resto gli statunitensi, per rileggere il mondo dell'infanzia e dei giochi, proiettandolo nell'arte contemporanea. Colori accesi, revisioni di personaggi dei cartoni animati, ricostruzioni dilatate di camerette. Sindrome di Peter Pan? All'esterno del gran Palais di Tokio, a Parigi, è giunto un regalo gigantesco. All'interno una magnifica stanza. Tutto è tappezzato perfettamente da Furoshiki

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Emilio Longoni, il pittore che studiò gioie e malinconie dell’infanzia, tra Ottocento e Novecento. Il video

I quadri più intensi di Emilio Longoni si riferiscono all'infanzia, ai giochi, ai momenti trasognati vissuti dai bambini e resi con una notevole penetrazione psicologica. Nel bambino egli vede ciò che siamo in potenza ma al tempo stesso quanto abbiamo perso in chiaroveggenza passando attraverso le porte strette dell'adolescenza e dell'età adulta. Il giardino perduto è in fondo è quello. Emilio Longoni  (1859-1932) nacque a Barlassina il 9 luglio 1859, quarto di dodici figli. Sin da bambino provava una grande passione per la pittura. Dopo aver finito le elementari, fu mandato a Milano per lavorare. Dal 1875 al 1878 frequenta l'Accademia di Brera, dove ha ricevuto molti premi

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Le matrioske? Quando nacquero? Perchè? Che artista le ideò e come le fanno oggi? Il video

In una matrioska la bambola più grande si chiama madre mentre il pezzo più piccolo si chiama ‘seme’. Ogni pezzo della matrioska – tranne il seme che è un pezzo unico – è suddiviso in due parti apribili e richiudibili. La matrioska più grande del mondo è stata costruita nel 2003 negli Stati Uniti ed è composta da 51 pezzi. La tradizione procede in Russia e particolare successo hanno le bambole artigianali, che vengono realizzate, come vediamo nel filmato, soprattutto da donne. Indispensabile è il fatto che la colorazione avvenga a mano, legando ogni oggetto allo specifico dell'unicità nella serialità

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Ricordi allucinati d’infanzia diventano arte. Sgabuzzini, strane cose. Verso il panico

Un labirinto, con oggetti strani, sorprendenti. Una casetta degli attrezzi che ai bambini sembrano incomprensibili e mostruosi. La proiezione di fantasmi e inquietudini. Al Museum Tinguely, gli artisti svizzeri Gerda Steiner e Jörg Lenzlinger hanno presentato in tre parti, un labirintico gabinetto di curiosità tra natura e artificialità, che gioca, in modo sorprendente, a creare un nuovo rapporto con gli oggetti quotidiani e a reinventarli, senza dar nulla per scontato.  La mostra "Too Early to Panic" (Troppo presto per il panico), invita i visitatori a compiere un percorso di 25 anni compiuto da Gerda Steiner e da Jörg Lenzlinger, che hanno iniziato a collaborare nel 1997.  Le loro installazioni sono spesso immersive e consentono di compiere viaggi, tra il grottesco e il poetico

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Le foto di Dina Goldstein, quanto di Barbie e di Ken è rimasto in te?

Dina Goldstein è un'ottima artista canadese di origine israeliana (Tel Aviv, 1969), che si colloca in una dimensione neo-pop, realizzando splendidi e favolosi allestimenti scenografici, nei quali fa posare i propri modelli, che poi fotografa. Di grande impatto è la serie di immagini della serie In the dollhous - Nella casa delle bambole -, che riprende i rosa confetto e i bianchi degli scenari di Barbie, per ripercorre l'età dell'illusione, facendola corto-circuitare con quella della disillusione. Barbie e Ken sono prigionieri di questa casa da favola, del loro matrimonio patinato, ma completamente vuoto

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