Home / Il gioco e i giocattoli nell’arte

Il gioco e i giocattoli nell’arte

Emilio Longoni, il pittore che studiò gioie e malinconie dell’infanzia, tra Ottocento e Novecento. Il video

I quadri più intensi di Emilio Longoni si riferiscono all'infanzia, ai giochi, ai momenti trasognati vissuti dai bambini e resi con una notevole penetrazione psicologica. Nel bambino egli vede ciò che siamo in potenza ma al tempo stesso quanto abbiamo perso in chiaroveggenza passando attraverso le porte strette dell'adolescenza e dell'età adulta. Il giardino perduto è in fondo è quello. Emilio Longoni  (1859-1932) nacque a Barlassina il 9 luglio 1859, quarto di dodici figli. Sin da bambino provava una grande passione per la pittura. Dopo aver finito le elementari, fu mandato a Milano per lavorare. Dal 1875 al 1878 frequenta l'Accademia di Brera, dove ha ricevuto molti premi

Leggi Articolo »

Le matrioske? Quando nacquero? Perchè? Che artista le ideò e come le fanno oggi? Il video

In una matrioska la bambola più grande si chiama madre mentre il pezzo più piccolo si chiama ‘seme’. Ogni pezzo della matrioska – tranne il seme che è un pezzo unico – è suddiviso in due parti apribili e richiudibili. La matrioska più grande del mondo è stata costruita nel 2003 negli Stati Uniti ed è composta da 51 pezzi. La tradizione procede in Russia e particolare successo hanno le bambole artigianali, che vengono realizzate, come vediamo nel filmato, soprattutto da donne. Indispensabile è il fatto che la colorazione avvenga a mano, legando ogni oggetto allo specifico dell'unicità nella serialità

Leggi Articolo »

Ricordi allucinati d’infanzia diventano arte. Sgabuzzini, strane cose. Verso il panico

Un labirinto, con oggetti strani, sorprendenti. Una casetta degli attrezzi che ai bambini sembrano incomprensibili e mostruosi. La proiezione di fantasmi e inquietudini. Al Museum Tinguely, gli artisti svizzeri Gerda Steiner e Jörg Lenzlinger hanno presentato in tre parti, un labirintico gabinetto di curiosità tra natura e artificialità, che gioca, in modo sorprendente, a creare un nuovo rapporto con gli oggetti quotidiani e a reinventarli, senza dar nulla per scontato.  La mostra "Too Early to Panic" (Troppo presto per il panico), invita i visitatori a compiere un percorso di 25 anni compiuto da Gerda Steiner e da Jörg Lenzlinger, che hanno iniziato a collaborare nel 1997.  Le loro installazioni sono spesso immersive e consentono di compiere viaggi, tra il grottesco e il poetico

Leggi Articolo »

L’autoritratto “in famiglia” di Crespi. Un’istantanea straordinaria ed ironica

In una stanza dalla luce talmente soffusa da impedire il riconoscimento dell’ambiente circostante, presumibilmente il soggiorno, l’artista emiliano si effigia mentre è intento a trainare giocosamente un carretto di legno sul quale è posto, immerso in morbidi cuscini e calde coperte, il figlio minore, Luigi. Alle spalle del padre ecco Maurizio, il primogenito, che ritto a cavalcioni di un bastone, è intento a imitare un cavaliere sul suo destriero

Leggi Articolo »

Le foto di Dina Goldstein, quanto di Barbie e di Ken è rimasto in te?

Dina Goldstein è un'ottima artista canadese di origine israeliana (Tel Aviv, 1969), che si colloca in una dimensione neo-pop, realizzando splendidi e favolosi allestimenti scenografici, nei quali fa posare i propri modelli, che poi fotografa. Di grande impatto è la serie di immagini della serie In the dollhous - Nella casa delle bambole -, che riprende i rosa confetto e i bianchi degli scenari di Barbie, per ripercorre l'età dell'illusione, facendola corto-circuitare con quella della disillusione. Barbie e Ken sono prigionieri di questa casa da favola, del loro matrimonio patinato, ma completamente vuoto

Leggi Articolo »