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Il nudo nell’arte

Susanna e i vecchioni nell’arte: molestie, libidine, onestà. I pittori e la storia. Il video

La storia di Susanna e i Vecchioni, narrata nel libro biblico di Daniele, si misura con il tema della calunnia e del premio che il Signore dà a chi persevera nel Bene, nonostante le accuse e i falsi giudizi lo mettano gravemente alla prova. La vicenda è pure esaltazione della purezza matrimoniale, della fedeltà e della castità e, al tempo stesso, intende sradicare maldicenza e calunnie, diffuse nelle società di ogni tempo. Susanna abitava in Babilonia ed era la bellissima e casta moglie del fortunato Ioakin. Era nel suo giardino e stava curando il proprio corpo quando due vecchi, giunti furtivamente nel parco...

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Omar Ortìz, questi splendidi corpi nudi che escono dalla tela. La galleria delle opere

"Da quando ho iniziato a dipingere ho sempre cercato di rappresentare le cose vere. A volte riesco e altre no; ma ciò che è un dato di fatto è che per me è molto difficile fare altrimenti". Omar Ortiz, nato a Guadalajara, in Messico, nel 1977, è un pittore iperrealista di particolare talento tecnico; egli realizza infatti grandi dipinti, che potrebbero contendere lo spazio ai murales, che appartengono alla tradizione messicana. gareggiando e superando, inmolti casi, la definizione fotografica. Non esiste sintesi, nella sua pittura; quanto si profila un'analisi costante, minuziosissima. Al punto da delineare persino i pori della pelle sull'epidermide delle sue magnifiche ragazze.

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Le artiste che esplorano il proprio corpo scelte da Marina Abramovic. Il video

Dolore ed eternità, monumentalità e caducità. Marina Abramovic ha interpretato, nell'ambito delle performance, la necessità di un riposizionamento del corpo nell'universo spirituale e culturale. L'artista ha qui scelto un gruppo di colleghe che, a suo giudizio, interpretano in modo efficace la ricerca sulla conoscenza di sé nel rapporto con lo spazio

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Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Luce radente- L’eleganza dei corpi nudi nella fotografia o in pittura. Il filmato

Preannunciato dalla linea lombardo veneta della pittura, il contrasto chiaroscurale si fece drammatico e netto nei Sacri monti della Lombardia e del Piemonte, per diventare uno degli elementi della forza drammatica, in Caravaggio. Ma esiste pure una linea sensuale del un corpo immerso nell'oscurità profonda e rilevato esclusivamente da una fonte unica, obliqua o radente. Essa rivela, in un sintesi estrema, sinuosità, pieni e vuoti, con assoluta evidenza. a chiaro 2

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Il cammeo erotico dei Romani. Suona, mio amore. Suonano i tuoi fianchi e civettuola la cavigliera tintinna

Esistono, nella rappresentazione plastica, poche scene forti e intense come quella che emerge da una coppa per libagioni del I secolo. E' un frammento. Vetro viola e concrezione vitrea mista a terra chiara lavorata e incisa, a livello di cammeo, così da conferire al frame erotico il massimo realismo. Il caricamento muscolare del maschio è perfetto, quanto meravigliosmente ricettiva è la parte posteriore della giovane donna. Il maschio non le usa violenza. Esercita una potenza rispettosa, alla quale il corpo femminile, in parte perduto, reagisce con analogo sentire. Certo, un capolavoro rimasto a livello di frammento

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Francois Boucher, il bidet delle signore che i signori non dovrebbero mai vedere (1740-1760)

grande cantore del Settecento libertino, conduce i voyeur a guardare nel buco della serratura. Evidentemente non tutte le donne sono spudorate come la signora che riceveva nella propria stanza, mentre faceva le abluzioni. I maschi vogliono vedere; vogliono sorprendere la donna sola, nell'intimità; vogliono conoscerne i segreti. E Boucher non si risparmia. Dalla toilette con il bidet al cambio delle calze, dai bisogni corporali al trucco del viso. Ecco. Seguiamolo

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Bernini – Pittore “moderno”, la ricerca di 150 tele perdute del grande scultore

Un numero limitato di quadri (molti ne restano da scoprire) e una forza moderna nella rappresentazione. Il genio della scultura e dell’architettura lavorava con modalità lontane dal presagio dell’“istante” impressionista. i contemporanei giudicarono di alta qualità il lavoro svolto dal Bernini pittore, al punto che Giovanni Baglioni, pur indicando soprattutto le virtù scultoree e architettoniche del Maestro, non tralasciò di ricordare che "anche mostra il suo talento in cose di pitture, e molte opere per Roma sono testimonio del suo valore". "Il ritratto berniniano - scriveva Claudio Strinati nel catalogo "Gian Lorenzo Bernini, regista del Barocco" - (...) è vivido e intenso. La pittura confina sempre con lo sbozzo, o perlomeno con una stesura non preoccupata di arrivare all'estremo raffinamento della forma. Sono tipici, infatti, nei ritratti berniniani le pennellate sovrapposte, le stesure piccole grumose, il disegno costruito con il colore stesso, il bel contrasto degli incarnati.

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Danae divarica le gambe alla pioggia d’oro. Nel letto. Iconografia, significato e storia

Sciolto ogni velo di pudore, Gustav Klimt, che adorava le donne e che ha lasciato centinaia di disegni erotici di grande livello, affrontò il mito di Danae sciogliendo ogni reticenza.Lavorando all'interno di un quadrato, cioè nel formato perfetto che egli prediligeva, l'artista viennese inscrisse lo splendido corpo del personaggio mitologico, portato sulla linea del presente da ciò che rimane degli abito e da una calza di seta, scivolata dalla gamba, verso la caviglia

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Lucrezia casta e fedele o Cleopatra, nella pittura antica un pretesto per vedere un bel seno

Che sia una lama, piantata nel candido seno o un aspide che, strisciando, morde il braccio - come un monile dalle morbide spire - o la zona del torace femmineo, gli strumenti di morte delle storie pittoriche di Lucrezia Romana e di Cleopatra, che un analista freudiano non esiterebbe a legare indissolubilmente ad elementi di natura fallica, comportano la narrazione sensuale di una parte cruciale del corpo muliebre

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