Il nudo nell’arte

Olympia di Manet, nudo insopportabile. Chi è quella donna. Lo scandalo, le fonti

Perché l’opera di Manet suscitò uno scandalo violentissimo al Salon? Quali furono i meccanismi psicologici che mise in moto? Qualche borghese cercò persino di bucare la tela con l’ombrello. Le ipotesi di Serena Romano e di Stile a confronto

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Fabien Queloz, chi ti seduce di più? Una galleria fotografica di nudi femminili. Il video

Fabien Queloz è un fotografo svizzero che opera, con efficacia, anche nell'ambito della fotografia di nudo artistico. Il filmato offre una panoramica degli scatti, colti in antologica, che consentono di viaggiare visivamente in diversi universi femminili. Dalla donna sofisticata alla "compagna di banco", dalla donna-giaguaro alla vicina di casa. Ma in ogni scatto, il fotografo artista è in grado di cogliere l'istante in cui la femminilità appare gioiosamente rafforzata

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Sussurra i versi dell’Aretino, mostra le immagini di Raimondi. E leggi:” Fottiamci, anima mia, fottiamci presto/ perchè tutti per fotter nati siamo;/ e se tu il c… adori io la p… amo,/ e saria il mondo un c… senza questo”

Il pittore Giulio Romano, importante allievo e collaboratore di Raffaello, dipinse una sorta di kamasutra della classicità greco-romana, con posizioni in buona parte statuarie e atletiche. Le opere, oggi perdute ma rilanciate da Marcantonio Raimondi, l'incisore di Raffaello, ispirarono al poeta Pietro Aretino i Sonetti lussuriosi, una raccolta poetica di esplicita natura sessuale, composta nel 1526. L'opera è divisa in due libri contenenti sedici e tredici composizioni. Le incisioni di Marcantonio Raimondi risalgono, in prima pubblicazione, al 1524 e componevano un sorta di manuale erotico o comunque un rilievo sessuologico che aspirava a quell'enciclopedismo che caratterizzava il periodo rinascimentale, come dimostra peraltro il titolo con il quale erano conosciute: I Modi o Le 16 posizioni. Nel 1527 Le incisioni furono unite editorialmente ai Sonetti lussuriosi dell'Aretino, ma quasi tutti i libri vennero fatti sequestrare dal papa e messi al rogo

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Caillebotte, quando l’organo sessuale delle donne appare triste e desolato

Il volto è affaticato; una profonda occhiaia segna quelli che un tempo - qualche mese prima, perchè la modella è giovane - potevano essere lineamenti ingannevolmente belli; il brutto ventre prominente, risale gonfio dalla magrezza del corpo emaciato; la parte inferiore del bustino che le ha scavato una linea tra la carne tra la base della cassa toracica e la vita; la pelle, colpita dalla luce radente della finestra alle spalle della modella, cade flaccida, all'altezza del ginocchio sinistro; e un colorito malato, anche nell'ombra; e sull'alluce del piede destro nero di lucido da scarpe. Piedi contratti nai nervi, non distesi, come nelle Veneri classiche;e un gonfiore a livello dell'incavo della gamba destra.

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Iconografia – Perchè le antiche romane facevano l’amore tenendo il reggiseno?

Uno scarso interesse del maschio latino nei confronti del seno? Da escludere. Una rapinosa velocità nel giungere all'atto? Forse, ma non del tutto. La principale ragione per la quale nei dipinti erotici le donne romane appaiono sempre con il reggiseno risiede in un motivo legato a una pur semplice ragione semantica. La fascia pettorale di stoffa o, nei casi più raffinati, collane sottili che assecondano la rotondità della mammella, lambendo dolcemente i fianchi, sono una necessità iconografica per sottolineare la differenza tre le donne e le dee. Pur avendo le stesse forme, le divinità esibiscono il seno nudo, mentre il pittore sottolinea la natura delle donne normali con la fascia.

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Ramona Zordini, malinconia. Acqua. Corpi fluttuanti, in movimento con il dolore gioioso della poesia

L'artista: "Decisi di iniziare scattando delle fotografie di corpi umani usando l’acqua come teatro. Ho cercato di creare qualcosa di nuovo, dando alle immagini una terza dimensione. Ho provato differenti materiali e ho scelto il tessuto elastico perché era la strada migliore per mettere in pratica il mio progetto. Quindi ho iniziato a cucire sul tessuto elastico con le mie immagini stampate le parti del corpo fuori dall’acqua facendole uscire materialmente"

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Padovanino, l’impero dei sensi e della sensualità

Fu un pittore di grande sensualità,che esplorò l'intensità dell'eros, attraverso il recupero - di facciata - di racconti biblici - come Susanna e i vecchioni, Sansone Dalila, Giuditta e Oloferne)o della romanità classica. La sua Carità romana, che rappresenta il prigioniero Cimone mentre succhia il latte dal seno della figlia Pero, che gli fa visita nel carcere e che lo nutre in questo modo per evitare che muoia di fame, è uno dei racconti pittorici più conturbanti

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Fotografie di nudo artistico di cent’anni fa. I pittori copiavano queste immagini. Il video

Anche nei dipinti con figura le fotografie si rivelavano ottime perchè sollevavano dalla necessità della presenza dei modelli. La foto con i bianchi neri e i mezzi toni dei grigi, compiva una sintesi della realtà, che veniva poi rielaborata dall'artista. Non ci furono pittori che una, più volte - come Delacroix - o sempre fecero uso di fotografie che fornivano il dato strutturale. Ciò che si richiedeva alla pittura era di riassegnare all'immagine una connotazione umana, sentimentale e adattata allo sguardo occhio-mente, denso di rinvii psicologici.

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Francois Boucher – Louise O’Murphy, donna bellissima amata da Luigi XV e Casanova

Aveva 15 anni, nel 1752 quando Marie-Louise O'Murphy (Rouen, 21 ottobre 1737 – Parigi, 11 dicembre 1814) posò nuda per il pittore Francois Boucher, in uno dei dipinti licenziosi del grande maestro rococò e, a partire dallo stesso anno, diventò (1752-1755) amante del re Luigi XV. Era figlia di una rivenditrice di abiti usati e prostituta, madre usa a concedere le proprie figlie al miglior offerente, ma con l'avvedutezza di conservarne la verginità per il miglior offerente, in futuro. E che Marie Louise fosse stata scelta dal sovrano per questo particolare ufficio, ossservando il quadro, o fosse notataa da un gentiluomo di camera del re Luigi XV, Dominique Guillaume Lebel o che entrambi i fatti si intrecciassero, come pare probabile, o sisovrapponessero, poca importa

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Elisabeth Vigée Le Brun (1755-1842), la pittrice diffamata per sesso, politica e arte

I Souvenirs della Vigée Le Brun, artista troppo bella e libera per sottrarsi alle più terribili maldicenze. Al di là delle illazioni di natura sessuale, la donna fu accusata di non essere autrice delle proprie opere, che sarebbero state prodotte da un uomo. Il memoriale e gli studi storici rendono l’onore della verità all’amica della regina Maria Antonietta

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