Press "Enter" to skip to content

Posts published in “Il ritratto nell’arte”

ll sorriso. Uno studio del Cnrs rileva la nuova arma dei volti moderni nel confronto con i ritratti antichi

In democrazia e nella vita di tutti i giorni vince chi sorride. Analizzando una collezione di ritratti inglesi della National Portrait Gallery di Londra, realizzati tra il 1506 e il 2016, gli autori hanno scoperto che i segnali facciali relativi alla fiducia interpersonale sono aumentati di numero nel tempo

Che sorpresa, c’è una donna barbuta che allatta

Lavinia Fontana e lo Spagnoletto furono tra i pittori chiamati a documentare anomalie scientifiche da camera delle meraviglie. Dal ritratto della bambina-scimmia a quello della famigliola, in cui la mamma ha una barba fluente. Un interesse barocco, tra stupore e scienza, al servizio del vero

Lo scandalo di Madame X, lo spallino caduto nel ritratto di Singer Sargent. La correzione, la fuga. Il retroscena

Ci può sembrare eccessiva la riprovazione? Sì, probabilmente. Non era solo questione di uno pezzo di stoffa sceso scandalosamente lungo il braccio, ma quello che il marito di Virginie Amélie Avegno e il suo milieau di amici e conoscenti  ipotizzavano fosse avvenuto durante le posa e i lunghi giorni in cui i due si vedevano per il lavoro. E che quanto poteva essere avvenuto fosse sotto l'occhio costante di migliaia di visitatori, anche perchè il quadro è assolutamente imponente - due metri e mezzo di altezza per un metro di larghezza - e talmente vivo e sensuale e a grandezza naturale, la signora, da emanare una luce eroticamente trasgressiva

Van Gogh, 16 autoritratti. Cambiano stile e volto, seguendo dolore e disturbi psichici del pittore

Tra le opere due autoritratti di Vincent van Gogh, che non si vedevano insieme da quando aveva lasciato il laboratorio dell'artista nel manicomio Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence, nel sud della Francia, sono stati riuniti per la prima volta in oltre 130 anni alla Courtauld Gallery

Com’era il volto di Vivaldi? Un possibile ritratto indicato in un affresco di Tiepolo realizzato dove il musicista lavorava

Federico Maria Sardelli (Livorno, 1963), membro del comitato scientifico dell’Istituto italiano Antonio Vivaldi e responsabile del Catalogo Vivaldiano risponde con un libro, edito da Sellerio, in cui ripercorre il rapporto tra le fonti figurative e la fisionomia del "prete rosso". Forse il ritratto può vicino alle fonti testimoniali sta nella chiesa di santa Maria della Pietà

La sorellina della Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer. Sosia o stessa modella?

Le somiglianze tra le due modelle di Vermeer sono notevoli. Era la stessa giovane donna? Era una sua sorella, magari impegnata nella stessa casa con mansoni di servizio? E' difficile poterlo dire, anche se gli elementi somatici sono molto convergenti verso uno stesso ceppo. A questo può aver contribuito l'invarianza degli elementi strutturali cioè il modo in cui il pittore reitera nel tempo, ad esempio, la costruzione di un volto. Ma qui gli elementi di convergenza sono numerosi, al punto che le lievi discrepanze parrebbero frutto di una lieve variante fraterna dello stesso corredo genetico. O, altro caso, la modella è sempre la stessa. Con qualche lieve variante. Nessuno, probabilmente, potrà mai stabilirlo. Non ci resta che far lavorare la nostra capacità analitica, come in un rebus
Johannes Vermeer (Dutch, Delft 1632–1675 Delft) Study of a Young Woman, ca. 1665–67 Oil on canvas; 17 1/2 x 15 3/4 in. (44.5 x 40 cm) The Metropolitan Museum of Art, New York, Gift of Mr. and Mrs. Charles Wrightsman, in memory of Theodore Rousseau Jr., 1979 (1979.396.1) http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/437879

Chi era davvero la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer

La fama del ritratto ha raggiunto a tal punto le proporzioni del mito che si è tentati di definire quest’opera, sempre misteriosa, di Vermeer la “Gioconda olandese”. La scheda, l'analisi, i passaggi di proprietà, la tecnica, l'impaginazione, i connotati psicologici, gli elementi di coinvolgimento emotivo dello spettatore, la biografia analitica di Vermeer e tutte le sue opere

Un amore senza fine. L’artista Alf racconta e dipinge se stessa e il padre, che non c’è più. Un ciclo pittorico su carta

La pittrice racconta tra le pieghe questa opera. L'amore per il padre, La prima scatola di colori,. Le piante aromatiche. Le estati lontane. E tutto ciò che ha costituito un rapporto speciale, che non si interrompe. Anche grazie alla pittura

“Il vero volto di Dante Alighieri”. Questo quadro deriva dall’identikit preciso che ne fece Boccaccio

Il risultato del dipinto conservato a Orvieto - e oggetto di una mostra - è in linea con una delle tipologie di volti che permangono, a livello genetico, nella gamma fisionomica italiana. Altri ritratti tendono invece a un'accentuazione simbolica e sintetica di alcuni particolari del volto stesso, trasfigurandolo in una dimensione unica e leggendaria