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Articoli pubblicati in “Il ritratto nell’arte”

ll sorriso. Uno studio del Cnrs rileva la nuova arma dei volti moderni nel confronto con i ritratti antichi

In democrazia e nella vita di tutti i giorni vince chi sorride. Analizzando una collezione di ritratti inglesi della National Portrait Gallery di Londra, realizzati tra il 1506 e il 2016, gli autori hanno scoperto che i segnali facciali relativi alla fiducia interpersonale sono aumentati di numero nel tempo

Un amore senza fine. L’artista Alf racconta e dipinge se stessa e il padre, che non c’è più. Un ciclo pittorico su carta

La pittrice racconta tra le pieghe questa opera. L'amore per il padre, La prima scatola di colori,. Le piante aromatiche. Le estati lontane. E tutto ciò che ha costituito un rapporto speciale, che non si interrompe. Anche grazie alla pittura

“Il vero volto di Dante Alighieri”. Questo quadro deriva dall’identikit preciso che ne fece Boccaccio

Il risultato del dipinto conservato a Orvieto - e oggetto di una mostra - è in linea con una delle tipologie di volti che permangono, a livello genetico, nella gamma fisionomica italiana. Altri ritratti tendono invece a un'accentuazione simbolica e sintetica di alcuni particolari del volto stesso, trasfigurandolo in una dimensione unica e leggendaria

Grafemi sulla fronte della Gioconda. L’analisi delle immagini dopo l’individuazione dei fori da spolvero

Abbiamo, a livello di Stile arte, analizzato le immagini del francese Cotte che offrono sia l'azione dello spolvero - il disegno veniva riportato su un foglio o su un cartoncino che veniva forato con un chiodo lungo le linee del disegno stesso e trasferito con la punta o con una spolverata di carboncino sull'imprimitura della tavola sottostante - che grafemi di grande interesse, che avevamo già rilevato - nella tipologia, diffusi in tutto il dipinto - con la lettura di analisi all'infrarosso, radiografie e spettografie. Lo scritto è composto sia da caratteri numerici che alfabetici.

Caravaggio punì se stesso. Dopo l’omicidio si dipinse sia come Davide e che come Golia. Vittima-carnefice

Bellori (1672) non si cura dei lineamenti di David e indica come autoritratto solo la testa di Golia. "Se Manilli avesse guardato con più attenzione l’autoritratto del pittore che compare nel Martirio di San Matteo in San Luigi dei Francesi, sulla sinistra - scrive Claudia Renzi - "avrebbe notato che, barba a parte, Caravaggio ritrasse sé stesso nel David. Perché? Perché il giovane guarda la sua vittima con aria dolente, con l’aria di chi sa che il male a volte si commette senza intenzione. L’artista si è dunque autoritratto come vittima e come carnefice, sdoppiando due lati della sua anima".

Spilliaert, il pittore nietszchiano che dipingeva nella più assoluta oscurità della notte. Le opere

"Il lavoro di Spilliaert è caratterizzato da prospettive drammatiche e da una luminescenza silenziosa.- dicono gli studiosi della Royal Academy - È noto soprattutto per una sequenza di enigmatici autoritratti e per le sue suggestive scene notturne di Ostenda. Le sue esplorazioni visive del sé e le potenti immagini della solitudine lo allineano con i modernisti europei come Edvard Munch e Vilhelm Hammershøi. Questa è la prima mostra monografica delle opere di Spilliaert nel Regno Unito e presenta circa 80 opere su carta - dalle immagini della sua città natale e della costa, alle opere successive che catturano la tranquillità della foresta fuori Bruxelles"

La scoperta – Amore. Lei e un uomo, riflesso nella perla di Vermeer. Un messaggio: “Ripartire dalla gioia”

Le figure sono state isolate nelle scorse ore da Maurizio Bernardelli Curuz, studioso del Caravaggio, che lavora da anni alle immagini cangianti presenti a livello di preparazione dei dipinti di Michelangelo Merisi. L'individuazione della figura maschile riflessa sottolinea, con evidenza,  il substrato amoroso del dipinto. E sembra una conferma alla fondatezza dell'ipotesi romanzesca del libro La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier.