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Il ritratto nell’arte

E se la dolcezza femminile fosse un’arma invincibile, ma dimenticata? Foto di donne dell’Ottocento

E' raro trovare una donna che rimanga totalmente femminile, quando intraprende carriere all'interno delle quali esiste una predominanza dell'elemento maschile. Anziché modellare se stessa, assecondando la femminilità, assume espressioni, modalità e aggressività maschili, in direzione di quella che in realtà è una tendenza: la miscidazione e l'annullamento dei caratteri sessuali. Eppure la dolcezza è un'arma invincibile. La dolcezza risoluta crea il mondo. Osserviamola in questi ritratti fotografici dell'Ottocento

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Collage con il nastro adesivo. Tape art. Ritratti, figurazione, copie e invenzioni. Video

La tape art - arte con il nastro adesivo - oltre a creare prospettive inquietanti o visioni illusionistiche, in una sorta di nuovo quadraturismo, offre anche ritratti e immagini figurative realizzate con lo scotch ritagliato e con lacerti di carta plastificata tipo tappezzeria o di carta di foderatura per cassetti. Il metodo più semplice per comporre questo lavoro è quello di sovrapporre l'adesivo in collage all'immagine fonte, già stampata. Ottimo anche per qualche lavoretto a scuola. Un modo per creare pop art da un soggetto classico, ad esempio, utilizzando un materiale abbastanza gestibile come il nastro adesivo, che dà risultati di squillante colore e di compattezza materica

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Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati

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Fai clic. Lente magica. Ingrandisci. E guarda la tecnica di Boldini. Il mistero di questa modella, assassinata

Il notevole ingrandimento che è permesso - con un meccanismo elettronico progressivo - a fine pagina, consente di osservare da vicino questo monumentale dipinto di Giovanni Boldini, permettendoci di giungere alle fibre della tela. L'opera, realizzata nel 1907, ad olio, (227 x 118 cm), esposta alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, raffigura Geneviève "Ginette" Lantelme o Lanthelme (nata Mathilde Hortense Claire Fossey, 20 maggio 1883) attrice teatrale francese, icona della moda e cortigiana. Considerata dai contemporanei come una delle donne più belle della Belle Epoque viene ricordata per le misteriose circostanze della sua morte: nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1911, cadde dallo yacht di suo marito, Alfred Edwards

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Così dipingevamo ai tempi di Cristo, prima delle invasioni barbariche. Guardate i ritratti di Fayyum. Video

Con l'espressione ritratti del Fayyum, si designa una serie di circa 600 ritratti funebri, fortemente realistici, realizzati per lo più su tavole lignee, che ricoprivano i volti di alcune mummie egizie d'età romana. Il nome deriva dalla pseudo-oasi del Fayyum, il luogo da cui proviene la maggior parte delle opere. L'importanza di tali raffigurazioni deriva, oltre che dal loro spiccato realismo, anche dal fatto che, insieme agli affreschi di Ercolano e Pompei, a quelli della tomba del tuffatore a Paestum e ad alcune raffigurazioni tombali a Verghina nella Macedonia Centrale, sono tra gli esempi meglio conservati di pittura dell'antichità

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Chi era davvero la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer

La fama del ritratto ha raggiunto a tal punto le proporzioni del mito che si è tentati di definire quest’opera, sempre misteriosa, di Vermeer la “Gioconda olandese”. La scheda, l'analisi, i passaggi di proprietà, la tecnica, l'impaginazione, i connotati psicologici, gli elementi di coinvolgimento emotivo dello spettatore, la biografia analitica di Vermeer e tutte le sue opere

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Il bacio sensuale di Carolus-Duran. Affascinante lui, bellissima la moglie. I suoi quadri splendidi

Una bacio tenero e sensuale. Sentimentale, intenso. Tra i grandi baci della storia dell'immagine va sicuramente annoverato lo scambio di effusioni dipinte, in cui, probabilmente, il pittore rappresenta sé e la giovane moglie. Charles Émile Auguste Durand, detto Carolus-Duran (Lilla, 4 luglio 1837 – Parigi, 17 febbraio 1917) aveva 31 anni quando dipinse quest'opera (1868), conservata oggi al museo di Belle arti di Lilla, in Francia. L'anno successivo con un ritratto a figura intera della moglie, ottenne un tale successo a Parigi, dove iniziò una carriera particolarmente ricca di successi. Il suo pensiero era che in pittura i massimi effetti debbano essere ottenuti con il minimo sforzo. Un concetto vicino a quello di Raffaello, che non ha mai mostrato segni di fatica nella realizzazione delle opere

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Tiziano, Allegoria del Tempo. Lui, il figlio e il nipote. Lupo, leone, cane. L’analisi dell’immagine

A sinistra l'autoritratto del pittore; al centro e in posizione frontale, col viso in ombra nella parte sinistra e progressivamente sempre più in luce verso destra (perfetta metafora del carattere intermedio, provvisorio e mutevole del presente), il figlio del grande pittore, Orazio, che appare nei panni di un uomo maturo scuro di carnagione, di barba e capelli; infine, rivolto verso destra, il nipote Marco, ritratto con fattezze di giovane dai capelli rossicci e dalla carnagione chiara, in piena luce nel massimo risalto di un luminosissimo futuro

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Clipeo – Origine e storia dei ritratti inscritti nel cerchio dello scudo

Il clipeo - prima di divenire un elemento architettonico e pittorico - era uno scudo in uso presso gli antichi Romani. di forma circolare, copriva la parte superiore del corpo fino al ginocchio. Ordinariamente era di cuoio, ricoperto di lamine metalliche. Secondo la tradizione, alcuni di questi scudi venivano dipinti con immagini che avevano lo scopo di richiamare divinità terribili o gli spiriti degli antenati. All'uso antico si era così conformato Caravaggio quanto eseguì la rotella della Medusa

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