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Il sesso nell’arte

Tutte uguali? No, diverse. Ritratti i “volti” del Monte di Venere. Il video

Per ricordare le diverse incarnazioni fenomeniche dei volti del monte di Venere - che non sono identiche, tra loro, e nemmeno sono sovrapponibili perfettamente alla tavola anatomica, che è solo frutto di un processo di idealizzazione schematico-anatomica - una pittrice ha chiamato alcune amiche a posare. Ne è nato questo video curioso, che vuole essere anche un contributo al sostegno della battaglia contro le mutilazioni femminili, una pratica orribile che si svolge in diverse regioni del mondo. Ma che ci ricorda che siamo belle e belli perchè il nostro corpo non è mai identico a quello di un altro, escluso nel caso dei gemelli

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Hokusai, il sogno erotico della moglie del marinaio (1820). Il dialogo proibito. Eccolo

Una giovane donna, avvenente. Un polpo gigantesco che la avvinghia con i tentaoli e che, con la bocca, le succhia avidamente il pube, mentre si guarda attorno con occhi assatanati. Un polipo più piccolo, all'altezza della bocca della giovane signora, la bacia ardentemente. E' un menage a trois, quello descritto dal grande pittore giapponese in questo Shunga intitolato Sogno della moglie del marinaio e dipinto su una tavoletta nel 1820. Attorno alle figure, come in un fumetto, corrono i dialoghi.

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La donna e gli uccelli, tutti i poetici (ma non troppo) sottintesi in pittura

Con il tempo, il gioco dell'uccello e della gatta ha divertito, per i mille sottintesi erotici, i nostri antenati. E ciò risultava semplice perchè si voleva equivocare, da Lesbia in poi, la tenerezza manifestata dalle signore per i piccoli volatili tenuti in gabbia o lasciati svolazare per la casa. Agli occhi dei maschi quegli animaletti volanti non rappresentavano altro che una traslazione del desiderio sessuale delle gentili compagne, che però disponevano, da parte loro di un animale ben più terribile, la gatta. In italiano il termine uccello è rimasto, tra le tante denominazioni attribuite al pene, a identificare l'organo sessuale maschile, mentre abbiamo perso il termine gatta, in alcune zone a favore del termine topa.

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Come facevamo l’amore al tempo degli Etruschi, accusati di eccessive libertà sessuali

L'assoluta emancipazione della donna donna etrusca e una libertà di costumi, che somiglia, per certi aspetti a quella dell'Occidente contemopaneo, furono la causa di una sistematica diffamazione dei Tirreni da parte dei Greci. Il sostantivo etrusca designava, presso gli ellenici, le prostitute. Uno scrittore greco del IV sec. a.C., storico e retore, allievo di Isocrate, vicino a Filippo il Macedone, scrisse degli etruschi riferendosi all'assoluta vergognosa promiscuità in cui vivevano. Amori di gruppo, paternità indistinta, mogli bevitrici che sedevano accanto al primo venuto, durante il banchetto; nudità, rapporti sessuali in pubblico e provocazioni esibizionistiche di varia natura

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Bill Sussman: equivoci erotici, tra sesso libero e neo-capitalismo. Il breve video

Bill Sussman è un artista e illustratore originario di San Francisco, ma residente in Polonia. Sussman, che opera nell'ambito del disegno erotico di derivazione pop, è autore di allegre tavole spiazzanti, che uniscono oggetti della società dei consumi al piano della sessualità, con una critica anche alla visione più avanzata del capitalismo, che si insinua nei rapporti interpersonali fino a intaccare le basi dell'eros a dentifricio

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Le dolci imprese erotiche dei fidanzatini della Belle Epoque nei quadri di Auer

Robert Auer (Zagabria, 27 novembre 1873- 8 marzo 1952), pittore croato, esponente della Secessione e dell'Art Nouveau, accanto ai ritratti e alle sensuali allegorie, dipinse diverse opere erotiche, nelle quali ritrae se stesso e alcune fidanzatine, nello studio da pittore o in ovattati salottini durante effusioni profonde. E' un canto libero alla giovinezza e alle gioie dell'eros, nel corso del quale l'artista tratta il tema con dolce naturalezza, senza alcun tabù, così da presentare le opere intrise di profumo di rosa e ciclamini, secondo la fragranza della sua tavolozza

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Walter Richard Sickert è Jack lo Squartatore? Eros, dolore, sguardo nichilista. L’analisi

Il post-impressionista risulterebbe il principale indiziato degli omicidi di prostitute nella Londra di fine ’800. I riscontri compiuti da Patricia Cornwell portano in effetti nelle vicinanze del suo studio. Le malattie, le ossessioni, la grafomania dell’artista, le lettere dell’assassino completate da disegni. Quegli alibi debolissimi tra pittura ed incursioni notturne. Un indizio forse più importante riguarda l’analisi dei timbri postali londinesi di alcune lettere di “Jack”, spedite tra il 20 ottobre e il 20 novembre 1898. Sickert, in questo periodo, doveva essere sicuramente nella capitale, in quanto presente all’anteprima di un’esposizione di opere a pastello presso il Grosvenor Hotel. Un’ulteriore coincidenza che sembrerebbe incastrare il pittore.

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Lente impelle, nell’affresco la supplica della prostituta pompeiana al cliente di turno

L'affresco erotico rinvenuto nella Casa del Re di Prussia (VII.9.33) nell'antica città di Pompeii, attualmente esposto al Museo archeologico nazionale di Napoli, nelle sale chiamate Gabinetto Segreto mostra un'ardita scena in cui l'uomo possiede la donna, more ferarum. L'opera è realizzata con brutale realismo non costituisce soltanto uno strumento di eccitazione visiva dei clienti, ma un monito finalizzato a ridurre le conseguenze devastanti dell'ardore dei clienti, ai quali era consentita, pur con appello, questa posizione di dominio L'iscrizione latina dipinta, parzialmente svanita, recita "LENTE IMPELLE", è una richiesta della prostituta al cliente di turno: "Spingi piano"

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Jan Saudek, anche il corpo nudo è surreale in un regime comunista. Il video

Jan Saudek, grande fotografo ceco, (Praga, 13 maggio 1935) attraversa una vita all'insegna della persecuzione. Prima la sua famiglia, d'origine ebraica viene deportata in un campo di concentramento, poi, divenuto artista, subisce gli attacchi del regime comunista, che ritiene l'arte un non-lavoro e che lo obbliga ad andare in fabbrica. Lui prosegue, parallelamente, con la fotografia, in uno scantinato, dove realizza buona parte delle sue opere. Rimane in collegamento con grandi curatori americani con i quali era entrato in contatto durante un viaggio negli Stati Uniti

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Agostino Carracci – Cosa fa il satiro scandagliatore con il piombo sul pube di una ragazza

Agostino Carracci stravolge la scena, elimina personaggi, peccati e prediche per concentrarsi esclusivamente sulla funzione erotica dell'immagine. Che lo scandaglio serva per misurare la profondità del peccato o che il piombo sia solo uno strumento da muratore per "tirar su bene il muro e far bene l'opera" non importa; forse entrambe le accezioni si sommano nella necessità di cantare la bellezza costruttiva del sesso. Gli attributi del desiderio dell'eros non mancano

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