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Il sesso nell’arte

Fotografia mimetica senza photoshop – Dov’è la modella nuda in questa foto? E le altre? Il video

Per diversi anni di anni, i fotografi Uwe Schmida e Laila Pregizer si sono dedicati all'integrazione di modelli nudi nei paesaggi. Il loro lavoro invita lo spettatore a vedere la figura umana come parte della natura. Le immagini non sono create con photoshop, ma sono scatti reali. Le modelle vengono infatti dipinte da due body painter. Jörg Düsterwald e Léonie Gené

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Quando Ingres ispirava i sogni proibiti della buona società borghese

Il dipinto dà una visione di un gineceo poco vicina al vero, trasformandolo in un luogo idealizzato in magnifiche schiave che si radunano con l’unica preoccupazione di soddisfare il piacere del padrone. In realtà il termine “harem” indica semplicemente lo spazio in cui si svolge la vita familiare. Tutto nasceva da un imprintin sessuale legato alla scelta della "schiava" nei postriboli. L'iniziazione all'eros avveniva purtroppo, per molti, nelle "case chiuse" che riecheggiano nelle fantasiose rappresentazioni degli harem orientali

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28mila dollari per la doppia foto (Sylvia vestita e nuda) scattata da Newton a Brescia

Attendiamo quella foto di Helmut Newton. Sylvia nuda e Sylvia vestita. Per il naturalismo dell'immagine; per il volto e il corpo di una modella che ancora provava, nel primo anno di attività, un senso di pudore e di disadattamento; Helmut Newton scelse una villa - qualcuno dice che la foto fu scattata a villa Wuhurer, nel Bresciano - mentre è sicura la collocazione geografica e temporale: Brescia, 1981. Passano le immagini degli Dei e dei grandi gladiatori della fotografia. Mapplethorpe supera agevolmente le stime. Clienti di tutto il mondo si contendono con rialzi continui una fotografia storica, una fotografia da antologia, stampata come si faceva una volta, in autentiche camere scure: gelatina d'argento.

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Guido Cagnacci – Verità e splendore della donna e del seno

Guido Cagnacci visse le inquietudini del Seicento barocco senza rinunciare alla dialettica tra anima e corpo, tra spiritualità e fisicità. Celebre per l’erotismo dei suoi nudi femminili, fu insuperabile nel porre in scena grandi storie religiose

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Tess, selfie? No, meglio l’autoscatto nuda. Esplorarsi con autoritratti che arrivano alla pelle

Tess è una fotografa francese, che ha rifiutato le formazioni canoniche, per compiere un percorso che, appresa la tecnica, la lasciasse libera da malposture didattiche che spesso colpiscono chi ha compiuto un cursus accademico. Ribaltando la superficialità del selfie, che spesso è soltanto un'esca visiva dal potere rapidamente, Tess ha lavorato sull'autoscatto e, pertanto, sull'autoritratto che si estende al corpo intero. Sappiamo bene quanto l'autoritratto sia stato un'ossessione esplorativa del sè, nella storia dell'arte. E un modo fondamentale per vedersi e per conoscersi assumendo il punto di vista degli altri. Tess lavora bene, in tal senso, come dimostrano le immagini del filmato.

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