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Il sesso nell’arte

Tori e minotauri nell’arte e in Picasso. Il significato religioso, politico, psicologico e sessuale del mito

Picasso crebbe con la corrida nel sangue. Adorava questo cruento spettacolo e ogni forma di tauromachia. Ne traeva forza e vigore. Nel toro vedeva la violenza bruta e la bellezza sublime delle forme. Singolarmente il toro stesso, che ha una costruzione ossea e muscolare come se fosse "assemblata" a blocchi geometrici, si prestava a una lettura cubista e primitiva dell'animale. Le stesse tavole disegnative delle enciclopedie che illustrano le parti del bovino dovettero ispirare il maestro, nelle suddivisioni schematiche tra parti. E' evidente che il vitalismo di Picasso lo porta ad identificarsi con l'uomo-toro e, al tempo stesso, con l'uomo che uccide il toro

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Ganimede, la coppa e il pene di Giove nell’arte. Le vergognose voglie dei potenti e dei predatori sessuali

Il comportamento del re degli dei giustificava e rendeva di fatto lecita la pratica della pedofilia (il desiderio e la pratica sessuale nei confronti di un impubere) e della pederastia (il desiderio e la pratica sessuale nei confronti di un adolescente). Quest’ultima pratica, in Grecia, fu pubblicamente riconosciuta, accettata e socialmente codificata. Il giovane veniva chiamato eròmenos (amato) e l’adulto erastès (amante). Nella storia dell’iconografia della vicenda tra Giove e Ganimede il rapporto, inteso come rapporto di pedofilia, è magistralmente illustrato da Rembrandt. Non stupisce che sia così che il pittore fu pur sempre figlio di calvinisti o se più vi aggrada cristiani riformati e la severità della morale di fondamentalisti bacchettoni ha prodotto spesso risultati di pensiero devastanti. Devastanti perché Rembrandt visse nel Seicento in Olanda e non 1600 anni prima in Grecia antica

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Il video. Concerti serio-pazzi: orchestra classica di giapponesi nude esegue Ciaikovskij

La musica classica occidentale non è certamente in crisi, specie in Oriente. Ma se il concerto tradizionale è statico, sacrale e, come pare ovvio, al di là dei movimenti del direttore d'orchestra e dei professori, finalizzato esclusivamente a sottolineare il rapporto tra esecuzione e suono, in un dimensione uditiva preponderante, la modernità offre nuovi modelli di dissacrazione e di marketing. Forse anche i giovani giapponesi hanno difficoltà nel costituire orchestre che possano stare minimamente in piedi, sotto il profilo economico. Ecco, allora, l'idea. Gruppo femminile che lascia le pudicizie del conservatorio, per esibirsi completamente nudo. Il repertorio? Vasto, ma fortemente incentrato su Ciaikovskij. Curiosa anche la minima forma coreografica. La direttrice d'orchestra entra vestita nella sala e si spoglia davanti al pubblico, impassibile, rispetto al quale poi volta la schiena per dare inizio all'esecuzione. Nel filmato

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Nuda nel rudere. A caccia di immagini con modella nel mostro di pietra. Le foto di Ghislain Posscat

Una donna, ed è subito casa. E' singolare quanto una presenza femminile, acutizzata dalla propria nudità, bonifichi e ammansisca anche il luogo più lugubre. I luoghi abbandonati sono i migliori per le fotografia di nudo proprio perché sono scenari già pronti in grado di evidenziare la bellezza del corpo umano.. Certo è meglio non andare in due, ma in un gruppetto per evitare spiacevoli sorprese. Ecco il reportage di D17 dedicato a Ghislain Posscat, fotografo d'erotismo e di nudo artistico, a Parigi, durante in uno shooting photo urbex in un grande edificio abbandonato

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Il corpo nudo ha uno stile? Sì. Nudi femminili da Napoleone III alle maschiette del Déco. Il video

La seconda metà dell'Ottocento reintroduce figure femminili più pesanti, dai grossi seni e dalla pelle liscia e serica, sostenuta da una alimentazione molto ricca. In questo periodo le modelle di nudo appaiono, in genere più rotonde - escluse le adolescenti - mentre il vero passaggio in direzione di una figura femminile identica alla nostra, avviene nella Belle époque e durante gli anni Venti, all'avvio del Déco, che coincide, a livello di capigliatura, con il taglio corto dei capelli corto, alla maschietta. Per rinviare a una figura androgina, le donne delle classi abbienti, nei primi decenni del secolo, fanno movimento e si mettono a dieta per ridurre le parti grasse e per non dare grande spazio al seno.  Negli anni attorno alla seconda guerra mondiale assisteremo, invece, all'esibizione di donne forti e pesanti, con i capelli decolorati, probabilmente in linea con il modello tedesco, della femmina-fattrice

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Erotikon, il film cult del 1929. Perchè viene spesso citato? Cosa racconta? Cosa mostra? Il video

Erotikon è un film muto cecoslovacco del 1929 diretto da Gustav Machatý, della durata di 85 minuti. E' spesso citato perchè rientra - pur essendo un polpettone drammatico - negli amori dei cinefili e perchè il titolo, di per sé accattivante, ha assonanze con il Satyricon il libro dello scrittore latino Petronio Arbitro, giunto a noi in stato frammentario, che contiene la nota Cena di Trimalcione, dominata da ogni eccesso volgare. I rinvii non si fermano qui, ma giungono al Fellini Satyricon, all'estero semplicemente noto come Satyricon, un film del 1969, co-scritto e diretto da Federico Fellini, liberamente tratto dall'omonima opera di Petronio. Suoni e titoli vicini, che si alimentano a vicenda, nell'eco

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Mariano Vargas, le eterne bellezze dei quadri si incarnano in splendide modelle

Eterne Madonne - questo il titolo assegnato dall’artista - è una serie aperta, in continua evoluzione. Le donne ritratte sono donne normali, moderne, libere, sicure, felici e soddisfatte, e combinano con successo tradizione e contemporaneità: appaiono legate al passato ma evolute, dolci ma provocanti, sensuali ma discrete. Con le sue fotografie che sembrano quadri e nei quadri hanno la loro origine, Mariano Vargas eleva un inno trionfale e luminoso all’altra metà del cielo e ce ne ricorda la pulsante perpetuità

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Spartak Dermedjiev. L’arte erotica è un’arma contro il totalitarismo. A partire dai Soviet. Sculture e disegni

Nato nel 1954 a Sofia, in Bulgaria, si è diplomato all'accademia di Belle arti nel 1982. E' cresciuto pressato dall'estetica di stampa comunista. E si è ribellato. Fino a lasciare il proprio paese e liberarsi dall'ossessione dell'opprimente comunismo, scegliendo Parigi come luogo della libertà espressiva". "Sono nato all'ombra dell'arte totalitaria. - racconta con dolore - Mi è stato insegnato a sacrificare il mio talento per le necessità dell'arte totalitaria. Come gli antichi gladiatori, fui sacrificato. La società voleva sangue e l'ha ricevuto. La mia vita è stata deliberatamente sprecata e la mia creatività è stata irrevocabilmente contaminata. Il mio lavoro è diventato il mio unico combattimento. Ma se sei già stato contrassegnato come una vittima, rimani vittima fino alla fine, anche se i sistemi politici sono cambiati. E oggi sento ancora la "agghiacciante brezza dell'Ombra".E oggi la mia arte è la mia unica resistenza"

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Silvia Gaudenzi, il segno erotico. Proiezioni e sogni proibiti trasferiti nei disegni. Il video

Silvia Gaudenzi è un'ottima illustratrice e artista italiana, che si è misurata con successo, con tanti temi: dalle tavole dei libri per infanzia a quelle per la letteratura degli adulti, fino a giungere all'infer di eleganti disegni di eros. Li presentiamo qui, pur brevemente, nel video

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Georgia Totto O’Keeffe (1887-1986), quei grossi fiori carnosi che ricordano il sesso. Il video

A partire dal 1929 passò diversi mesi dell'anno nel Nuovo Messico, dipingendo alcune delle sue creazioni più famose in cui sintetizza l'astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona, per lo più colline desertiche disseminate di rocce, conchiglie e ossa animali. I contorni sono increspati, con sottili transizioni tonali di colori che variano fino a trasformare il soggetto in potenti immagini astratte, talvolta trasfigurate in senso erotico. Negli anni trenta e Quaranta O'Keeffe ricevette commissioni e lauree honoris causa da numerose università

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