Impressionismo

Il raggio meraviglioso dell’istante. Perchè la pittura dell’Ottocento è “attimo fuggitivo”

L’istante degli impressionisti - che viene rafforzato, in termini di linguaggio, dalla diffusione della fotografia, in grado di bloccare l’azione in un preciso, irripetibile punto sulla linea del tempo - risulta collegato alla concezione del transito inesorabile di quest’ultimo e alla caducità di un mondo che non può più offrire la consolazione dell’abbraccio finale con Dio. Al pittore impressionista spetta pertanto il ruolo di eternare il transitorio. Di osservare anche i minimi segmenti gioiosi del mondo, includendoli nel quadro di una folgorante memoria

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Gustave Caillebotte quotazioni gratis

Gustave Caillebotte nasce a Parigi il 19 agosto del 1848 da una ricca famiglia di commercianti tessili e, grazie alla notevole eredità ricevuta alla morte del padre nel 1876 potrà dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Egli utilizza per le sue opere i tagli arditi della fotografia ed è attratto dai soggetti delle nuova città, dall’individuo moderno dei suoi abiti, nelle sue abitudini sociali, in casa sua e per strada. Restò sempre fondamentalmente legato alla sua prima impostazione realista, cui seppe sovrapporre però il senso vivo del colore e della luce appreso dagli impressionisti

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Renoir – Giardini e fiori in pittura, uno splendido video sull’attimo che fugge

Giardini e fiori sono elementi portanti della pittura impressionista, che si colloca sempre nelle dimensione del presente, per scandagliare otticamente la realtà nel suo momento effimero e transitorio. I dati naturali, le essenze arboree, le piante fiorite costituiscono un polifonico banco di prova del colorismo impressionista, per questi artisti che credono nella luce e nella bellezza della natura, da godere in un istante poiché poi muterà e non sarà più quella. Qui presentiamo un viaggio tra fiori e giardini dipinti da Renoir

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Capire Degas, il maestro delle inquadrature sfalsate e della luce artificiale. Influenzerà il cinema

Nelle sue opere, Degas rivoluziona le leggi pittoriche che per tutto il XIX secolo avevano regolato la rappresentazione sulla tela dell’evento teatrale. Più della magnifica illusione che si reitera ogni sera tra le luci del palcoscenico, all’artista interessa la realtà spiata dietro le quinte

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I papaveri nell’arte, il meccanismo della rivoluzione gioiosa di Monet

L'azione del vento sui campi, i colori cangianti dell'erba alta e dei petali, ora rossi, ora tendenti al vermiglio, ora bruniti, ma lievi e preziosi come lembi di seta e di velluto, costituivano un vero trionfo per l'occhio di Manet, per certi aspetti aperti al nuovo, ma al contempo tempo, qui,  incantati da una visione tradizionale della passeggiata, un paesaggio con figure che sembra venire dal passato. Ciò che risulta estremamente interessante è che l'artista reitera la presenza di madre e figlio - la compagna di Monet e il loro bambino -. Prima li coglie sulla cima del dosso, poi più in basso, ma mutandone gli abiti. La presenza della mamma e del bimbo con il cappellino di paglia, che viene replicata lungo la diagonale del rettangolo, contribuisce a suscitare, come si diceva, una sensazione di movimento in discesa. Non è soltanto una preoccupazione compositiva. Monet tende a ciò che avrebbe sviluppato in modo straordinario, successivamente: suggerire il movimento reale.

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Perchè e quando i pittori iniziarono a firmare le proprie opere. Claude Monet e la sua grafia

Nell'Ottocento l'artista si trova a produrre in modo nuovo. Nei secoli precedenti, in genere, il pittore dipingeva secondo un contratto di committenza e legava la propria opera all'esigenza del cliente. Nell'Ottocento si assiste, invece, soprattutto nella cosiddetta pittura di cavalletto, a una produzione di tele dipinte che prescinde dalla domanda di mercato, ma che tende a creare una griffe,a imporla. E' materiale che non viene ordinato, ma viene prodotto, precedendo il desiderio d'aquisto dell'acquirente, come avviene in una fabbrica. Si creano così atelier-magazzino, si molpiplicano le mostre personali, mentre i Salon mantengono una connotazione fortemente permeata dall'accademia, che trasformava ogni grande mostra, sempre collettiva, in una sorta di concorso tra gli artisti, ai quali venivano poi assegnati lavori, come nell'Ancien régime

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Come dipingeva Claude Monet – Guarda qui “Le ninfee” con la super-lente elettronica

Da evidenziare un altro aspetto fondamentale che sfata il mito che i quadri fossero realizzati in una sola seduta. Se osserviamo nella parte bassa del dipinto vediamo che il colore di base del lago è blu scuro. Monet ha lasciato asciugare la prima preparazione e ha poi sovrapposto, a film pittorico asciutto, una pennellata trascinata color bianco sporco, che ha creato i riflessi della luce.  Da sottolineare anche il fatto che, con la direzione della pennellata, l'artista tendeva a suggerire la forma, con pochi o un sol tratto di trascinamento del colore stesso

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Renoir fu impressionista? Perché 5 decenni furono dimenticati?

Auguste Renoir è sorprendentemente noto solo per 10 anni di carriera, tra sei decenni di attività. Perché la storia dell'arte ha oscurato tanti capolavori? Picasso stesso non si ingannava, preferendo raccogliere, come collezionista, opere l'ultimo periodo del pittore, anche se quei lavori era evitati dai critici del tempo. Il motivo? Si scelse il punto in cui Renoir fu più vicino all'Impressionismo di Monet; e non si comprese che, sin da subito, il pittore sentiva l'impressionismo a modo proprio, non come una vocazione totalizzante, ma come uno snodo fondamentale seppur transitorio

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